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La mia domanda è: chi stabilisce il merito di un dipendente statale?

Prendiamo la scuola, che conosco bene dall'interno.

I presidi, soprattutto da quando hanno avuto le facoltà di manager della scuola, almeno qui al sud ne hanno combinate di cotte e di crude.

Qui al sud chiunque abbia la possibilità di rivestre un ruolo con più o meno ampie capacità decisionali, se le decisioni riguardano soldi pubblici e non personali, in una buona percentuale dei casi delinque in maniera più o meno grave, dall'impercettibile favoritismo alla vera e propria sottrazione di danaro pubblico.

Lo vedo nella scuola, lo vediamo nei Comuni e nelle Regioni dove il ladrocinio è all'ordine del giorno. E noi che facciamo, diamo altri soldi da destinare a discrezione di questi amministratori che raramente danno prova di integrità morale?

Bah.

esempio:

Come nelle classi c'è lo studente che si ingrazia il professore, così in una scuola il personale docente spesso si divide in chi simpatizza col preside per ottenerne favori tra cui lavorare di meno, e chi si limita a svolgere il proprio lavoro anche familiarizzando coi colleghi ma non leccando il c*** a nessuno.

Nella mia scuola chi porta olio o regali al preside si sceglie il giorno libero e l'orario, e se si assenta per farsi il weekend può anche non ricevere la visita fiscale.

Secondo voi in queste condizioni chi verrebbe premiato?

Credo che dovremmo ( ma non so come) prima radicare un sentimento di legalità, giustizia e rispetto per lo Stato, poi possiamo affidare a direttori locali anche la possibilità di premiare in base al merito.
Introdurre la meritocrazia in questo modo così innaturale in ambienti dove s'è sempre fatta manbassa di sovvenzioni e soldi pubblici non la ritengo una grande idea.


Come sanno tutti coloro che sono dipendenti pubblici, chi in un ufficio o struttura pubblica non lavora lo fa sempre con la complicità del proprio superiore.

Credo che bisognerebbe solo sveltire e indurire la procedura di licenziamento, per aiutare quei direttori di strutture locali a licenziare i casi limite di assenteismo e menefreghismo, che ci sono davvero e che oggi bisogna andare in tribunale per licenziarli e la causa non sempre la si vince


Ma destinare fondi pubblici per premiare " i più buoni secondo il capo" coi soldi non del capo, sinceramente non mi pare una cosa giusta.