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  1. #1
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    Predefinito Sinistra democratica: Mussi: “Sarà un movimento e non un nuovo partito”

    Sinistra democratica: Mussi: “Sarà un movimento e non un nuovo partito”
    Lo slogan è ‘Cambiare l’Italia. Unire la sinistra’.
    E’ partita dal Palazzo dei Congressi di Roma il percorso della Sinistra Democratica, la formazione messa in campo da Fabio Mussi, Gavino Angius e Cesare Salvi dopo lo strappo all’ultimo congresso DS.
    L’apertura è stata affidata proprio a Fabio Mussi, all’intervento del quale seguiranno quelli degli altri ex della Quercia.
    L’iniziativa dovrebbe chiudersi nel pomeriggio quando, a prendere la parola, sarà Giovanni Berlinguer.
    A Firenze, durante il congresso dei Ds, Mussi aveva detto addio ai suoi compagni. Oggi, a Roma, è ripartito con una nuovo progetto per riunire e riformare la sinistra.
    La prima novità riguarda le copie del quotidiano distribuite ai militanti: non c’è ‘l’Unità’, ma ‘Liberazione’ il quotidiano di Rifondazione comunista che titola a tutta pagina “La sinistra ha la sua grande occasione”; la seconda, la colonna sonora scelta: all’apertura dei lavori sono risuonate, infatti, le note di ‘Bella ciao’ nella versione proposta dai Modena City Ramblers e ad accompagnare Mussi sul palco quelle dell’Internazionale’.
    “Oggi si è accesa una speranza: nasce il movimento politico della Sinistra Democratica per il socialismo europeo. Abbiate tutti cura di questo neonato per farlo crescere sul territorio, nelle città, dovunque”.
    Fabio Mussi ha annunciato così la nascita della Sinistra Democratica “un movimento –ha spiegato- e non un altro partito, un movimento al servizio di una sinistra nuova e che guarda al Partito Democratico non come un nemico, ma come un alleato. Perché –ha ggiunto Mussi- noi crediamo nell’alleanza di centrosinistra, noi non saremo mai quelli delle mani libere nelle alleanze”.
    Poi Mussi ha ricordato che “i Ds non ci sono più” e che al congresso “fuori dal coro abbiamo parlato io e Angius per esprimere contrarietà e critica al Pd. Non erano opinioni personali, rappresentavamo un quarto degli iscritti”.
    C’è stata “pena per questo distacco e rispetto verso chi ha fatto scelte diverse dalle nostre. Ma questi - ha scandito il leader della sinistra - sono momenti in cui non si bada alle convenienze, in cui prevale l’etica delle convinzioni: fai quel che devi, avvenga quel che può... E qualcosa è avvenuto”.
    Secondo Mussi ora è il momento di “realizzare un progetto che serve all’Italia: salvare e garantire un futuro alla sinistra italiana, una sinistra nuova, plurale, laica, autonoma, critica, larga, di governo, del lavoro, della cultura, dell’ambiente e delle libertà femminili”.
    Una sinistra in cui secondo Mussi “non ci sarà mai una vera leadership senza un’autentica partecipazione. Dobbiamo esserci tutti ogni giorno per decidere insieme, uomini e donne alla pari”.
    Il movimento per la Sinistra democratica non sarà quindi un partito ma avrà strutture organizzative solide: “Il nostro movimento avrà iscritti, organizzazione e strumenti di informazione stampa e telematici.Presto, prestissimo – ha aggiunto l’ex capo del correntone Ds - avremo due forti gruppi parlamentari alla Camera e al Senato. Il movimento sarà rappresentato nel Parlamento europeo da un nucleo di autorevoli personalità che rimarranno ancorate al gruppo del socialismo europeo, la nostra famiglia”.
    Scopo del movimento, ha precisato tuttavia Mussi, è quello di “dialogare con tutti”. Per questo ha proposto di partire da “un gruppo promotore nazionale formato dai delegati delle due mozioni congressuali Ds che partecipano alla fondazione del movimento e da personalità del mondo della cultura, del lavoro, dell’associazionismo e del volontariato”.
    Poi è intervenuto sui temi di più stretta attualità, a cominciare dai Dico e dal Family Day.
    “Il Family Day... una manifestazione contro i Dico è estremista”, ha spiegato. “Oggi non si può essere riformista se non si è radicali e radicali non vuol dire estremisti”.
    “Io vi propongo - ha proseguito - di essere contro gli estremismi. L’idea della guerra è estremista, il fatto che un manager guadagni quanto 500 operai o 600 ricercatori è estremista. I giovani che sono precari e restano precari a vita, questa è una cosa estremista. Il Family Day...”.
    “Noi – ha garantito - siamo moderati, per questo vorremmo più rispetto per le persone, per la libera coscienza. E per questo ci piace la Costituzione e ci piace ricordare la Resistenza”.
    Quindi ha invitato il premier ad andare avanti sulla legge per il conflitto d’interessi: “Romano – ha detto - non ti lasciare impressionare vai avanti”.
    “Bisogna riprendere il cammino delle riforme – ha proseguito- e una delle più importanti è quella del conflitto di interessi.”
    Inoltre, da ministro dell’Università e della Ricerca, non si è dimenticato di affrontare le problematiche più congeniali al suo ruolo: “Non ci deve essere più una finanziaria come questa. L’Italia è il paese di Galileo non voglio che diventi la periferia del mondo. Chiedo investimenti per la scuola, per la formazione e per l’Università”.
    Infine, un posto d’onore, nell’elenco dei potenziali partner con cui costruire la sinistra unita, Fabio Mussi lo ha rivolto a “tutti quei compagni che in questi anni si sono chiamati da parte. Qualcosa di nuovo sta nascendo- ha detto- tornate in campo tutti”.
    “Ci rivolgiamo a tutti- ha detto - ai compagni dello Sdi diciamo che condividiamo l’appartenenza nel Psee la difesa della laicità dello Stato e saremo al loro fianco in questa battaglia. Ai compagni del Pdci diciamo che riteniamo importante il voler creare una sinistra senza aggettivi. E’ una mano tesa: e noi la raccogliamo”. Quindi Mussi ha ricordato “gli amici del Sole che Ride” e i compagni del Prc. “Bertinotti sottolinea l’importanza della massa critica. Ha ragione, questo significa che nessuno può bastare a se stesso. E a Franco Giordano che ci invita a ragionare sui temi del lavoro, diciamo: siamo d’accordo, cominciamo da subito”.
    “Non sono sicuro del successo, vedo difficoltà e ostacoli, ma sbaglio se dico che non vedo il successo senza però provarci a raggiungerlo tutti insieme – ha poi concluso. - Dobbiamo provarci perché è un dovere verso la sinistra e verso il Paese.”

    http://www.noipress.it/attualita/Det...p?ID_News=3817
    Myrddin

  2. #2
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    Il percorso che ci porterà ad un partito unico della sinistra, si è avviato.
    L'unica incertezza resta la collocazione internazionale.
    Il PRC fa parte del gruppo GUE/NGL e fa riferimento alla SE, mentre SD vuole fare riferimento al PSE e all'IS.
    Come si possono coniugare le cose?
    Secondo me bisogna partire dalle idee.
    Il PSE e l'IS sono per un mondo liberale, tant'è che stanno aprendo a partiti non di sinistra, tra cui il PD americano, e non è escluso che il PD ne farà parte.
    Penso che questo nuovo soggetto sia nella SE, sperando che venga creara un'Internazionale di sinistra, che raccolga anche partiti socialisti non liberali.
    Davide Zerillo

  3. #3
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    Mi sembra che i segnali siano quasi tutti contrari al partito unico della sinistra. Diliberto, Russo Spena, Giordano, Grassi, ma anche Pecoraro Scanio hanno scandito bene che l'autonomia politica ed organizzativa dei singoli partiti della sinistra non si tocca.
    Dalle pagine di Liberazione di oggi si può leggere un commento di Giordano che si definisce favorevole ad una forma federativa della sinistra. Mi trova d'accordo. Così come condivido dalla A alla Z l'intervista di Grassi (che potete leggere online su www.esserecomunisti.it e sul sito di Liberazione - ma se comprate il giornale è meglio! così lo aiutiamo un pò...!).
    Il partito unico della sinistra non mi sembra all'ordine del giorno se non per Giovanni Berlinguer e Alfonso Gianni che, nei rispettivi soggetti in cui militano, sono abbastanza isolati in merito...

    Marco

    www.esserecomunisti.it

    www.lanternerosse.it


  4. #4
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    mah secondo me si comincia proprio male:

    già la chiamano Sinistra Democratica quindi loro sono "democratici di sinistra"(e che è rifondazione del PDS?)
    poi si dichiarano moderati (evabbè)
    poi si dichiarano pacifisti (e votano le guerre come le hanno votate anche quando c'era Berlusconi)
    poi Mussi ne ha dette 2-3 pazzesche:

    " noi siamo la sinistra e permettemi gli aggettivi: ...nuova,pacifista,socialista,democratica,critica, di governo... ."

    a parte il "socialista" ed il democratica gli altri aggettivi formano degli ossimori abbastanza divertenti.

  5. #5
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    Allora vuoi dire che ci saranno due sinistre, una che farà riferimento alla SE, e l'altra al PSE e all'IS, ma che comunque saremo alleate.
    Io comunque spero che sia un grande partito di sinistra.
    E se il PD entrerà nel PSE e nell'IS che cosa succederebbe?
    Davide Zerillo

  6. #6
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    io credo che la sinistra unita potrebbe arrivare al 15% dato che solo PRC e PDCI da soli arrivano al 10%

  7. #7
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    che palle ..................

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da 1Controcorrente Visualizza Messaggio
    io credo che la sinistra unita potrebbe arrivare al 15% dato che solo PRC e PDCI da soli arrivano al 10%
    Concordo e sottoscrivo.
    Davide Zerillo

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da 1Controcorrente Visualizza Messaggio
    io credo che la sinistra unita potrebbe arrivare al 15% dato che solo PRC e PDCI da soli arrivano al 10%
    calcola però che un po' di elettori rifondaroli (non so quanti in percentuale) non voteranno prc e mussi & co per me non valgono il 5 %... io dico che potrebbe prendere un 10%... Staremo a vedere...

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Marius Jacob Visualizza Messaggio
    mah secondo me si comincia proprio male:

    già la chiamano Sinistra Democratica quindi loro sono "democratici di sinistra"(e che è rifondazione del PDS?)
    poi si dichiarano moderati (evabbè)
    poi si dichiarano pacifisti (e votano le guerre come le hanno votate anche quando c'era Berlusconi)
    poi Mussi ne ha dette 2-3 pazzesche:


    Mah, io non vedo come un male in sè la tendenza ad aggregare le sinistre e a ricomporre i tanti rivoli del movimento dei lavoratori, nè giudico negativamente i perni attorno ai quali si dovrebbere fondare questa ricomposizione, la difesa del lavoro dipendente e la contrarietà alle guerre, per quanto riformistiche possano apparire (e lo saranno) le ricette messe in campo.

    Il problema vero e l'aporia seria nel discorso di Mussi sta nella questione delle "alleanze": rafforzare l'Unione, allearsi ad libitum col PD, ecco la nota stonata che mina l'intera impalcatura dei buoni propositi!

    La prospettiva di alleanza strategica con gli ex-compagni, ormai liberali e conservatori senza più la maschera, ha il respiro corto, cortissimo.

    Mi domando come si voglia combattere la precarietà e fermare le guerre imperialistiche, anche europeistiche (o siamo solo antiamericani?), alleandosi politicamente con coloro che le guerre umanitarie e la flessiblità del lavoro ce l'hanno scritta a chiare lettere nel programma di governo?

    Che farà questo nuovo soggetto o federazione che sia quando Rutelli e D'Alema diranno "ALT, la Biagi non si tocca, l'Afghanistan si deve ancora pacificare!"?? Farà quello che hanno fatto PRC e PdCI fino a ieri, cioè prima sbraitare e poi abbozzare miseramente sennò torna Berlusconi???

    Infine, cosa farà di fronte ai movimenti di lotta più determinati e radicali (sperando che finalmente riesploda la stagione delle lotte sociali) tipo l'anti TAV? Si divideranno com'è successo a Vicenza con Mussi o se ne faranno intransigenti promotori e rappresentanti politici com'è compito e dovere di ogni comunista degno di questo nome?

    Questi sono a mio a viso i nodi irrisolti che, penso, resteranno tali anche dopo la formazione del nuovo soggetto...

 

 
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