Vorticisti inglesi alla Guggenheim di Venezia. Per la prima volta in Italia





Finalmente alla Guggenheim di Venezia una mostra importante: per la prima volta in Italia i “Vorticisti”, l’avanguardia inglese tra il 1913 e il 1915 coeva dei cubisti e dei futuristi con cui mostra evidenti legami. La mostra (dal 29 gennaio) s’intitola “I vorticisti, artisti ribelli a Londra e a New York, 1914-1918”. A curare l’esposizione Mark Antliff e Vivien Greene.
Un centinaio di opere tra quadri, sculture, opere su carta, fotografie e stampe illustrano la corrente fiorita tra il 1913 e il 1918. In occasione dell’apertura della mostra si terrà un simposio a cui parteciperanno nove studiosi e ricercatori di fama internazionale, che presenteranno in modo ampio e approfondito gli artisti e i pensatori che contribuirono alla diffusione del movimento vorticista.
Il vorticismo è un movimento culturale che prende vita in Inghilterra nel 1913 – in pittura ma anche in letteratura – e che nella raffigurazione di forme a vortice vuol esprimere il concetto di energia e di forza inserendo nella pittura movimento e dinamismo. È una corrente stilistica che avrà breve durata, ma che riveste una certa importanza per essere la prima espressione di un astrattismo inglese che si sviluppa parallelamente alle prime manifestazioni non figurative in tutta Europa, sotto la spinta delle opere rivoluzionarie di Picabia e Kandinski.
Il termine “vorticismo” è stato coniato da Ezra Pound con Wyndham Lewis (sopra un autoritratto) fondatore della rivista “Blast”, a review of the Great English Vortex”. Il termine fu ricavato da un’affermazione di Umberto Boccioni che definiva “l’arte come risultato finale di un vortice di emozioni”. Il termine divenne l’imperativo creativo del Rebel Art Centre di Londra tra il 1913 e il 1915.
Attraverso le opere dei suoi rappresentanti – Wyndham Lewis, Edward Wadsworth, William Roberts, Jessica Dismorr, Henri Gaudier-Brzeska, Lawrence Atkinson, Cuthbert Hamilton, William Roberts, Helen Saunders, marginalmente lo scrittore Richard Aldington e il fotografo Malcolm Arbuthnot. - il Vorticismo mostra toni molto aggressivi, celebrando il movimento e la macchina e attaccando il sentimentalismo e l’autocompiacimento della cultura britannica contemporanea.
Figura centrale del movimento, nella veste di teorizzatore e di artista, fu Wyndham Lewis, editore della rivista Blast (di cui apparvero solo due numeri nel 1914 e nel 1915). I vorticisti esposero le loro opere in una sola mostra che si tenne alla Galleria Doré di Londra nel giugno del 1915. Oltre agli esponenti ufficiali del vorticismo, vi parteciparono anche David Bomberg e Christopher Nevinson. Jacob Epstein fu invece escluso, ma le sue opere furono riprodotte su Blast e oggi è generalmente considerato un vorticista. Nel gennaio 1917 il collezionista americano John Quinn, che aveva acquistato, su consiglio di Pound, la maggior parte delle opere vorticiste, organizzò una mostra al Penguin Club di New York.

Del futurismo, presentato a Londra nel 1912 alla Sackville Gallery, i vorticisti condividevano lo spirito moderno e l’esaltazione della meccanica ma si distanziavano da questo sul concetto e sulla resa pittorica del «movimento». Il tentativo di annessione dei vorticisti da parte di Marinetti, nel 1914, fu comunque respinto.

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“I Vorticisti” in mostra a Venezia

Per la prima volta in Italia una mostra dedicata ai Vorticisti. Stiamo parlando di “I Vorticisti: artisti ribelli a Londra e New York, 1914 – 1918″, a cura di Mark Antliff e Vivien Greene, che si terrà presso il museo Peggy Guggenheim di Venezia da sabato 29 gennaio a domenica 15 maggio.
Questo movimento artistico “nacque in Inghilterra agli inizi del ’900. Caratterizzato da uno stile figurativo astratto che coniugava forme dell’era meccanica con l’energia suggerita dal vortice, il Vorticismo emerse a Londra in un momento in cui la scena artistica inglese era stata scossa dall’avvento del Cubismo francese e del Futurismo italiano. Pur assimilando elementi da questi due movimenti, il Vorticismo definì un proprio stile, caratterizzandosi come un breve ma cruciale movimento modernista negli anni della Prima Guerra Mondiale (1914-1918).”
L’esposizione sarà composta da circa 100 opere, tra cui quadri, sculture, fotografie, opere su carta e stampe di artisti del calibro di Percy Wyndham Lewis, Edward Wadsworth e Henri Gaudier-Brzeska.
“L’esposizione rappresenta il primo tentativo di ricreare le tre mostre vorticiste, allestite durante la prima guerra mondiale, che contribuirono a far conoscere a un pubblico anglo-americano l’estetica radicale di questo gruppo.”
Inoltre sabato 29 gennaio si terrà il simposio internazionale “I Vorticisti”, presso l’Auditorium Santa Margherita (Dorsoduro 3689) di Venzia, dalle 9.30 alle 18. Interverranno nove docenti e ricercatori di fama internazionale che analizzeranno gli aspetti salienti del pensiero dei singoli protagonisti del Vorticismo. Moderatrice dell’incontro sarà Vivien Greene, Curator of 19th- and Early 20th-Cenutry Art al Guggenheim Museum di New York, e curatrice della mostra insieme a Mark Antliff, professore di storia dell’arte presso la Duke University. Il simposio è reso possibile grazie a The Gladys Krieble Delmas Foundation. Ulteriore supporto è stato offerto da The Henry Moore Foundation e Università Ca’ Foscari Venezia.

Per info e programma completo fate affidamento a questo link: Guggenheim.

"I Vorticisti" in mostra al Guggenheim di Venezia | Cultural Blog

Henri Gaudier-Brzeska nel suo studio