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  1. #1
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Predefinito Ognuno per sé e Dio per tutti? O santa alleanza antitaliana?

    Se voi doveste delineare i passi da percorrere per arrivare alla libertà del vostro popolo, come definireste:

    1) il vostro popolo


    2) il vostro obiettivo


    3) la vostra strategia (strumenti, modalità, protagonisti)



    Per cortesia attenetevi per quanto possibile a quanto sopra nelle vostre risposte.

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  2. #2
    l'occasione fa l'uomo italiano
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    Se voi doveste delineare i passi da percorrere per arrivare alla libertà del vostro popolo, come definireste:

    1) il vostro popolo
    il mio popolo vive fra l'Adda, il Ticino e il Po. A nord il suo territorio comprende la riva occidentale del Lago Maggiore e a sud l'oltrepò Pavese. Lo vedo come cantone federato facente parte di una federazione Padano-Alpina spontanea e reversibile TOTALMENTE INDIPENDENTE DALL'iTALIA
    2) il vostro obiettivo
    una federazione Padano-Alpina spontanea e reversibile basata sulla sovranità dei cittadini e la subalternità e la responsabilità individuale dei politici, sul modello elvetico
    3) la vostra strategia (strumenti, modalità, protagonisti)
    credo nella sovranità popolare non solo come fine ma anche come lo strumento più potente per scardinare il sistema italiano. Credo che i soggetti politici e culturali che si riconoscono in una visione di questo tipo dovrebbero coordinare la loro azione per introdurre la sovranità popolare in tutte le amministrazioni locali e far capire alla gente che è necessario che la gente esca di casa e partecipi alla costruzione del proprio futuro, elaborando nuove norme tramite il referendum di iniziativa popolare, e abrogandone altre tramite il referendum di revisione; eleggendo e facendo appello al difensore civico in tutti i casi in cui il comportamento dei governanti calpesta i loro diritti.

    Se volete potete copiare questo post e sostituire le vostre risposte alle mie.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Se voi doveste delineare i passi da percorrere per arrivare alla libertà del vostro popolo, come definireste:

    1) il vostro popolo
    Un popolo che ha origine al centro del Mediterraneo, e che porta nella cultura e nel sangue i segni di un passato glorioso e ricco di scambi fertili dal Nord Europa all'Oriente.
    Che ha vissuto sette secoli di unione, pace e armonia, i cui figli sono ora sparsi, esuli, in ogni parte del Mondo. Essi hanno contribuito alla prosperità e al progresso dell'Europa come dell'America, ma la loro terra d'origine versa ora nell'abbandono, nella miseria e nella barbarie.


    2) il vostro obiettivo
    Che quella terra torni ad essere ciò che è stata fino a solo un secolo e mezzo fa. Che il mio popolo torni a credere in se stesso e si liberi dalla schiavitù che esso stesso, accecato dalla propaganda, contribuisce a perpetuare.
    Che più nessuno abbia a vergognarsi di essere mio concittadino: o per avere motivi per cui esserne invece orgoglioso, o perché libero di percorrere la propria strada.


    3) la vostra strategia (strumenti, modalità, protagonisti)
    Fare emergere e convogliare quele forze che, disperse in mille rivoli, non portano concreti apporti: richiamare gli emigrati, dare voce alle persone di qualità che oggi, per paura, rimangono chiuse in casa e nei loro studi. Instillare nelle persone l'orgoglio dell'appartenenza e la necessità dell'impegno, strumenti da utilizzare per abbattere una classe politica che è tutt'uno con le forze oscure che ci tengono incatenati, e che pure ci fanno credere di essere la nostra unica speranza.
    La nostra speranza siamo noi stessi; non è facile e non sono pochi quelli che finora hanno dato la vita senza peraltro ottenere risultati decisivi , ma bisogna convincersi che non c'è altra strada.

    grazie dell'ospitalità

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Se voi doveste delineare i passi da percorrere per arrivare alla libertà del vostro popolo, come definireste:

    1) il vostro popolo

    2) il vostro obiettivo

    3) la vostra strategia (strumenti, modalità, protagonisti)
    .

    1) Insubri: popolo di origine Padano-Alpino schiavo di un colossale imbroglio che si fa chiamare itaglia

    2) liberarLo dalla schiavitù

    3) qualsiasi iniziativa culturale, politica, protesta fiscale, sciopero delle tasse, eliminazione di tralicci ... per accellerare il distacco totale da roma

  5. #5
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    Il popolo Italiano.

    Liberarlo da voi.

    Scassarvi i coglioni. Vi voglio bene.

  6. #6
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    1) Il mio popolo è quello che abita, in misura sostanzialmente aperta ma mai nichilista, la mia "mente locale". Se deve essere tradotta sul piano geo-politico, direi innanzitutto il mio Comune, libero di federarsi ad altri secondo interessi, valori e modalità democraticamente emergenti (e razionalmente ascrivibili a uno Stato padano).
    2) Liberazione dall'oppressione economica e culturale statalista, nella fattispecie da un'oppressione, dati europei alla mano, inaudita e intollerabile.
    3) Credo che l'unica strategia adottabile sia un net-work tecnologicamente avanzato (niente partiti o surrogati di partiti intenzionati ad occupare poltrone e votati a compromessi di basso profilo) volto alla diffusione di una nuova consapevolezza anti-statalista e alla disobbedienza civile.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Se voi doveste delineare i passi da percorrere per arrivare alla libertà del vostro popolo, come definireste:

    1) il vostro popolo
    la gente che vive dove vivo io, con la mia cultura, le mie tradizioni, i miei interessi. La gente che vive là dove sono sepolti i mei cari e dove vorrei vedere crescere i miei figli sereni e sicuri.
    2) il vostro obiettivo
    dare al mio popolo la possibilità di decidere del suo destino da solo, senza intermediari ne rappresentanti, senza capi, senza padroni, senza papi ne sovrani. Realizzare cioè quelle forme di democrazia diretta fondamentali alle sue libere scelte, dopo di che, se deciderà di creare la Padania o annettersi alla Sicilia, sarà solo lui a volerlo.
    3) la vostra strategia (strumenti, modalità, protagonisti)
    Strumenti: escludendo la lotta armata per il solo fatto che è di difficile realizzazione, lo strumento in assoluto più efficace ed alla portata delle nostre forse sono le LISTE CIVICHE
    Modalità:
    creare il maggior numero di Movimenti e/o Liste Civiche apartitiche ed indipendenti che contrastino politicamente sul territorio la partitocrazia e lo Stato Centrale, è l'unica forma proporzionata alle nostre attuali forze e quindi maggiormente incisiva partendo dalle piccole realtà. Ideale in assoluto è che le stesse facciano riferimento ad un punto essenziale e condivisibile quale l'ottenimento della democrazia diretta. Se la si ottiene, per indotto avremo la possibilità di andare dove più piacerà alla nostra gente: dal federalismo, all'indipendenza totale e, perchè nò, ad una italia più forte e più unita di prima, ma sarà il popolo a deciderlo, non Napolitano.
    Protagonisti:
    Tutte le associazioni, i movimenti, i circoli che hanno nello statuto i principi fondanti della democrazia diretta, in via subordinata del federalismo, dell'autonomismo, dell'indipendentismo, ecc...ecc... ma MAI e ripeto MAI come scelte imposte dall'alto ma sempre come auspici e proposte da sottoporre alla volontà popolare. ESCLUDO NEL MODO PIU' CATEGORICO: i partiti tradizionali, a 360°, Lega compresa, ed escludo tutti coloro che sono stati nel Parlamento romano, possono aggregarsi, attaccare volantini e scrivere sui muri, ma mai, e ripeto MAI, assumere ruoli dirigenziali se non dopo che si sarà raggiunto l'obiettivo della sovranita' popolare. Ottenuto quello, simili personaggi non avranno più alcuna possibilità di nuocerci.
    Io la penso così, io, nel mio piccolo, ci stò lavorando :-))
    Per cortesia attenetevi per quanto possibile a quanto sopra nelle vostre risposte.
    Celtik

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    Il popolo Italiano.
    Non esiste.

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    Liberarlo da voi.
    Indipendenza

    Citazione Originariamente Scritto da Adriano1897 Visualizza Messaggio
    Scassarvi i coglioni. Vi voglio bene.
    Lo sapevamo già.

  9. #9
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    1) Il mio popolo vive fra il Livenza ed il Timavo, dalle Alpi Carniche all' Adriatico.

    2) Lo vedo come stato indipendente facente parte inizialmente di una federazione Padano-Alpina spontanea e reversibile (per ottenere l' indipendenza) e successivamente di una confederazione mitteleuropea.
    La federazione Padano-Alpina sarà spontanea e reversibile basata sulla sovranità dei cittadini e la subalternità e la responsabilità individuale dei politici, sul modello elvetico

    3) Anche io credo nella sovranità popolare non solo come fine ma anche come lo strumento più potente per scardinare il sistema italiano.
    Credo nella diversità del popolo friulano, ordinato e preciso, fiero delle sue tradizioni e distinto nella sua Lingua.
    Tutte queste peculiarità devono essere usate come leva per mantenere una marcata distinzione dal lerciume mafioso itagliano e dalla sua politica fatta di uomini di merda.
    Credo che i soggetti politici e culturali che si riconoscono in una visione di questo tipo dovrebbero coordinare le loro azioni

  10. #10
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    Credo che il quesito o sondaggio posto da Semipadano risulti ridondante, nel senso che potrebbe essere ridotto ad una sola fondamentale domanda:
    «Volete voi l’esercizio della sovranità popolare?»

    Per cercare di dare una risposta corretta al quesito, è necessario constatare come dalla fine del secondo conflitto mondiale, ognuno “corra” a dichiararsi democratico.
    Tutte le monarchie esistenti dichiarano di governare con spirito “democratico”. L’URSS stessa, e le repubbliche socialiste che promuoveva erano “democratiche”. Non c’è elemento marxista o socialista che non si definisca “democratico”. Dall’altro lato Augusto Pinochet e Francisco Franco si definivano “democratici”. Anche la chiesa cattolica - la cui organizzazione non è certo democratica – da qualche tempo propone il regime democratico per risolvere i mali del medioriente.
    Insomma, mai come negli ultimi decenni tutti si dichiarano “democratici”, mentre l’esercizio della democrazia appare così carente, insufficiente, difettoso, imperfetto, incompleto.

    Malgrado i detrattori della democrazia risultino pochi e molto defilati (secondo costoro la condanna di Gesù fu un esercizio democratico), è bene andare a consultare i classici greci che la democrazia la “inventarono”:

    Tucidide, all’incirca 2.500 anni fa, scriveva:
    «Seguiamo le autorità di volta in volta al governo, ma principalmente le leggi e più tra esse quante tutelano le vittime dell'ingiustizia e quelle che, sebbene non scritte, sanciscono per chi le oltraggia un'indiscutibile condanna: il disonore. Il nome che gli conviene è democrazia, governo nel pugno non di pochi, ma della cerchia più ampia dei cittadini
    E Pericle lo strategos autokrator per il quale gli storiografi coniarono la definizione di “età di Pericle per definire l’età d’oro di Atene, sentenziava:
    «In ogni cittadino non si distingue la cura degli affari pubblici da quella dei domestici e privati problemi, ed è viva in tutti la capacità di adempiere egregiamente gli incarichi pubblici, qualunque sia la privata mansione.»

    Malgrado ciò, la pletora dei politicanti contemporanei si sbraccia e sgola nell’affermare che la democrazia è “rappresentativa”, perché ha bisogno di un “professionismo” che il semplice cittadino (per costoro sempre inevitabilmente ignorante ed ottuso) non è in grado di esprimere.

    Saltando a piè pari le molte argomentazioni a favore del cittadino “consapevole e responsabile”; nella penisola italiota c’è da constatare che i “professionisti” della politica non sanno nemmeno far di conto, considerato che dopo aver tassato il popolo del paese di Arlecchino e Pulcinella sino alla persecuzione, si sono ritrovati con il cosiddetto (ed inaspettato) tesoretto. I “professionisti” poi, non sanno nemmeno smaltire i rifiuti urbani della Campania. Sic!

    A chi, dunque, fa comodo la democrazia “rappresentativa”?
    Sicuramente ai cosiddetti “poteri forti”. A coloro che, nel migliore dei casi, praticano l’esercizio di lobby per ottenere leggi e regolamenti a loro convenienti.

    È, infatti, più semplice e facile “convincere” (o corrompere) un individuo o gruppo limitato di persone (i partiti?) che controllano il [o i] luogo dove si redigono tali leggi, che non l’indistinta massa dei cittadini-contribuenti-elettori.

    Le democrazie, per loro natura, facilitano un certo grado di “pubblica corruzione”, ed è bene tener presente che tale reato è “diffusivo”, nel senso che tende a premiare sempre più ampi strati di persone per acquisirne il silenzio. E quando questo non è “acquistabile”, si arriva all’intimidazione, alla minaccia, e ad altri reati contemplati nel Codice Penale.

    Con l’esercizio della sovranità popolare, quindi, non solo si riducono gli spazi del pubblico “malaffare”, non solo si educano i cittadini all’esercizio virtuoso dei propri diritti, ma si concretizza la reale democrazia che è condizione indispensabile anche per la realizzazione del federalismo.

    Un nuovo soggetto politico, autenticamente democratico, non dovrà pertanto “giocare” al diversivo della partitocrazia: prefigurare cioè obiettivi attraverso la cui accettazione elettorale trovare la legittimazione all’esercizio del potere; bensì operare per rendere effettivi ed esercitabili gli strumenti attraverso i quali il cittadino-elettore-contribuente potrà democraticamente sancire cosa vuole o non vuole dall’organizzazione statale, regionale, provinciale e comunale.

    Siccome da qualche parte bisogna pur cominciare, e constatato che l’elezione in Parlamento di un numero adeguato di autentici riformatori è difficilmente realizzabile, ecco che a questo punto si possono prefigurare la discesa in campo di Liste Civiche che abbiano come fine principale (se non unico) una riforma possibile, gratuita ed immediata:
    • La modifica (nel rispetto del quadro legislativo esistente) degli Statuti comunali e provinciali, con l’introduzione del Difensore civico eletto in maniera contemporanea all’elezione di Sindaco (o Presidente della Provincia) e Consiglieri comunali (provinciali), e non già – come ore – a cura di coloro che “controllati”, il “controllore” dovrebbe sancire. (tale riforma è principalmente orientata al controllo dell’apparato burocratico).
    • Per consentire l'effettiva partecipazione dei cittadini all'attività amministrativa è prevista (in ossequio alle leggi esistenti) l'indizione e l'attuazione di referendum sia «d'iniziativa» sia «di revisione» tra la popolazione comunale (o provinciale) in materia di esclusiva competenza locale. Per «iniziativa», s'intendono azioni tese ad imporre a Sindaco, Giunta e Consiglio comunale, deliberazioni su argomenti che interessano l'intera comunità. Per «revisione», s'intendono quelle deliberazioni che, già assunte dalla Amministrazione comunale, si vogliono, eventualmente, prese con differenti norme. In ambedue i casi: «d'iniziativa» e «di revisione» i referendum siano validi con qualsiasi numero di partecipanti al voto. (tale riforma è principalmente orientata al controllo dell’apparato partitocratico).
    Una volta ottenuti questi “strumenti”, saranno i cittadini-elettori-contribuenti a deliberare non solo la maniera in cui desiderano essere amministrati (quali servizi pubblici considerano necessari, e quindi che carico fiscale sostenere), ma anche con che lingua parlare, con chi federarsi e con chi allacciare scambi e quant’altro.

    L’auspicata collaborazione tra soggetti diversi auspicata più sopra da Furlan non può, infine, prescindere dalla reciproca conoscenza. Ed affinché questa non risulti superficiale, è necessario incontrarsi, discutere e… deliberare!
    Viceversa, chi farebbe “contratti” [foedus] con uno sconosciuto?



 

 
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