
Originariamente Scritto da
Alessandra
La mia
forma mentis mi impone da tempo di essere sempre dalla parte del datore di lavoro, con un'unica eccezione che riguarda gli incidenti sul lavoro e dove, in tal caso, anche in presenza di una minima forma di responsabilità, il datore deve sempre (secondo me) rispondere. Purtroppo, il dipendente, oggi come oggi, ha troppe forme di tutela, troppe garanzie, troppo tutto (eccetto lo stipendio)...la vera riforma del lavoro, dovrebbe essere un aumento di stipendio per tutti ed un abbassamento proporzionale delle garanzie. Faccio alcuni esempi capitati di recente e tradottisi in azioni giudiziarie.
1. La ex dipendente, dimessasi con atto scritto, che poi ha il coraggio di ritrattare le dimissioni in quanto l'azienda non le ha riconosciuto la buona uscita di due mensilità (attenzione: il TFR è ovviamente stato pagato), e dunque cade in depressione per questo, manda 6 mesi di certificati, fa causa per 6 mila euro circa perchè pur dimessasi vuole che gli siano pagati i mesi di depressione disconoscendo le dimissioni rese.
2. La ex dipendente, che ha sottoscritto un accordo di licenziamento, con una buona uscita in suo favore di 3 mila euro, accordo siglato dinnanzi ai sindacati dove questi si sono dimenticati di inserire la rinuncia ad eventuali rivalse, che si fa viva dopo mesi e pretende altri 3 mila euro.
3. L'ex collaboratore a progetto che d'un tratto una mattina si sveglia e fa azione per 6 mila euro in quanto qualcuno gli ha detto che il suo contratto era talmente generico che può fare un giudizio per vedersi riconosciuti i diritti di un lavoratore subordinato.
Sinceramente, il lavoratore subordinato in genere, mi sta un pò sul kaz

e nel caso americano sono senza dubbio pro-multinazionale imperialista
