Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    22 Jun 2002
    Messaggi
    24,274
     Likes dati
    172
     Like avuti
    111
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Un dettaglio da non sottovalutare

    Fonte: http://www.europaconcorsi.com/db/rec/inbox.php?id=10621

    Sorgerà a Torrevecchia Cittadella dello sport. Il Comune approva

    Strutture sportive e 200 appartamenti su un'area di 28 ettari. I lavori partiranno a gennaio 2007 e saranno interamente completati tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009. È stata votata ieri sera dal consiglio comunale la delibera sul progetto «Cittadella dello sport» della Roma inserendo la realizzazione nel programma di trasformazione urbanistica del quartiere. I dettagli dell'operazione saranno illustrati oggi pomeriggio in una conferenza, cui prenderanno parte il sindaco Walter Veltroni, l'assessore Roberto Morassut e l'amministratore delegato del club giallorosso Rosella Sensi. A breve sarà firmato l'accordo di programma. La Roma potrà patrimonializzare una cifra intorno ai 100 milioni.

    Oltre a due campi di calcio - uno con tribunetta da circa 1.000 spettatori ed uno con strutture per l'atletica leggera - la «Cittadella dello sport» giallorossa, che si estenderà per 77 mila metri quadrati, avrà un campo da calcio ad otto, quattro da calcetto, due campi da tennis, un impianto polifunzionale e due piscine (una coperta ed una scoperta). [...]

    ...

    Soldini in arrivo... A lungo termine, ma in arrivo...

  2. #2
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    22 Jun 2002
    Messaggi
    24,274
     Likes dati
    172
     Like avuti
    111
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Questo documento fu postato da Rodolfo l'anno scorso, attorno al mese di settembre, se non ricordo male, ma vale la pena rileggerselo.

    Fonte: http://www.tuttomercatoweb.com/index...=read&id=40728

    AS Roma: i Sensi, i giallorossi e l'Italpetroli

    Approfondita analisi del "Romanista" sulle vicende societarie in casa giallorossa e nell'azienda della famiglia Sensi.

    Fonte: Riccardo Luna - Il Romanista


    Il documento è storico. Porta la firma di Franco e Rosella Sensi. Questa volta nelle vesti di presidente e amministratore delegato di Compagnia Italpetroli spa, la capofila di tutte le aziende dell'impero dei Sensi. Il documento si chiama "Piano patrimoniale, economico e finanziario per il periodo 2006-2015". E dice, in sostanza, una cosa chiarissima e fondamentale. I Sensi non venderanno la Roma. Né oggi, né domani, né dopodomani.
    Per ridurre il forte indebitamento che il Gruppo ancora ha con le banche, metteranno sul mercato altri beni immobiliari, altri terreni. Lo stanno già facendo. Ma la As Roma no. Quella se la vogliono tenere stretta stretta. Ed anzi, a partire dal 2010, che non è dietro l'angolo ma nemmeno lontanissimo, sono in programma «ulteriori interventi di ricapitalizzazione». Vuol dire che per la prima volta da quel drammatico 2004, la famiglia Sensi metterà altri soldi nel club di calcio. Per rafforzarlo.
    Il documento sulle strategie del gruppo è stato approvato dal consiglio di amministrazione di Italpetroli, dove siedono le altre due figlie del presidente Maria Cristina e Silvia, e lo storico collaboratore Silvio Rotunno; e soprattutto dall'assemblea dei soci di Italpetroli, e quindi dalla Banca di Roma, capofila del gruppo di banche creditrici e detentrice del 49 per cento delle azioni "a garanzia".
    Il quadro di assieme che ne emerge è quello di un gruppo industriale in pieno riordino e che finalmente vede la fine del tunnel. Nell'inverno del 2004 la situazione debitoria era disastrosa: oggi le varie società del gruppo stanno dimostrando «di saper generare flussi finanziari sufficienti a ridurre il debito e conseguire una adeguata redditività». Come si è arrivati a questo risultato? In due modi: attraverso una serie di dismissioni di beni, e grazie ad un riordino delle decine di aziende in due grandi rami (con relativa catena di controllo): quello immobiliare e quello petrolifero. La Roma, che qui viene presentata come una società di entertainment, è un mondo a parte. Una questione di cuore.

    IL PRIMO PASSO
    Nel 2004, la prima cosa che è stata fatta, quando Banca di Roma ha preso a garanzia il 49 per cento e Paolo Bassi è stato nominato direttore generale, è stato il rimborso, da parte della famiglia Sensi, di debiti per 77 milioni nei confronti di Italpetroli anche grazie alla cessione di partecipazioni nelle varie società. A quel punto, siamo sempre nel 2004, sono stati ceduti: un prestigioso palazzo di via Abruzzi; il 49 per cento del Corriere Adriatico; delle aree edificabili nel comune di Fiumicino; l'hotel Cicerone. Nel 2005 è stata la volta de Le Torri di Parco dei Medici; il 16 per cento degli aeroporti di Roma; il 10 per cento della Compagnia del Porto di Civitevecchia. Grazie a queste cessioni è stata rimborsata parte del debito nei confronti di As Roma e della controllante Roma 2000. Infine, sempre nel 2005, Italpetroli ha acquisito dalla Famiglia Sensi per 9 milioni di euro la Riviera del Tirreno srl.

    IL SETTORE IMMOBILIARE
    La capofila di questo comparto è l'Immobiliare Patetta srl, che tra l'altro partecipa indirettamente alla As Roma attraverso il 5 per cento di Roma 2000. L'Immobiliare Patetta controlla direttamente la Compagnia Fondiaria Romana, che è entrata a far parte del gruppo nel corso del piano di ristrutturazione del 2004. La CFR è proprietaria del terreno di Torrevecchia che il 12 aprile scorso il consiglio comunale di Roma ha deliberato di trasformare in un'area edificabile con una Cittadella dello Sport, portando il valore di quei 27 ettari, da 6 a 85 milioni di euro. Sempre la CFR nel 2005 ha acquisito dalla As Roma per 10 mila euro, la società sportiva Torrevecchia, proprietaria di un complesso immobiliare nell'area suddetta.
    Un'altra società cardine del gruppo è la Fondiaria Lasa spa (che tra l'altro detiene il 30 per cento di Roma 2000, controllante della As Roma). La Fondiaria Lasa ha un patrimonio immobiliare rilevante, di cui fa parte la Borgo di Perolla srl, che possiede, in provincia di Massa Marittima, un complesso immobiliare costituito da un opificio d'epoca e da una vasta area scoperta destinata a diventare un centro turistico in corso di cessione per 16 milioni (mentre un altro polo turistico è in fase di realizzazione nel nuorese, a Budoni).
    Una delle poco società di questo comparto ad essere in attivo è la Infisser srl, che possiede un complesso immobiliare tra via di Boccea e piazza Giureconsulti, affittato ad esercizi commerciali e a clienti privati. Un altro complesso immobiliare, questa volta in via Panisperna, è gestito dalla Società Veronese Gestione Compravendita Immobili srl, mentre all'Argentario c'è l'hotel a cinque stelle Filippo II, che faceva parte del patrimonio di Genghini poi rilevato da Franco Sensi al fallimento.
    In via di perfezionamento, da parte della Santa Rosa sas, la cessione di un terreno con annesso fabbricato a nord di Roma, a La Storta, mentre non risulta in vendita da parte della Campo di Fiori sas, il terreno con relativo immobile a Santa Marinella dove la famiglia Sensi spesso trascorre dei periodi di villeggiatura.

    IL COMPARTO PETROLIFERO
    E' il cuore dell'impero costruito da Franco Sensi con una vita di lavoro. Il deposito, lo stoccaggio e la movimentazione del petrolio. Due i quartier generali: uno, storico, a Civitavecchia e uno in Calabria. Il primo viene confermato e rilanciato con una novità: nella Compagnia del Porto di Civitavecchia spa, Italpetroli è passata dal 65 al 10 per cento in seguito da un aumento di capitale del 12 aprile 2006 (lo stesso giorno in cui il Campidoglio varava Torrevecchia). L'aumento di capitale di 20 milioni di euro è stato sottoscritto in gran parte da un nuovo socio, la Terminal Etruria di Marcellino Gavio. Sarà Gavio a trovare le risorse finanziarie sufficienti per realizzare un progetto che già dal nome dà l'idea della sua importanza strategica: la Darsena Energetico Grandi Masse del porto di Civitavecchia.
    Intanto in Calabria sembra essersi sbloccata l'annosa vicenda della realizzazione di un deposito costiere di olii minerali davanti al porto di Gioia Tauro. Dal 1995 che se ne parla, i lavori sono stati interrotti decine di volte, i progetti aggiornati, i permessi negati e tanti soldi sono stati sprecati. Alla data della redazione del "Piano 2006-2015" mancava solo un nulla osta del Ministero delle Attività Produttive per chiudere la faccenda.

    ALTRE SOCIETA'
    Del gruppo nel 2005 facevano parte il Castello di Beldiletto, nel comune di Pievebovigliana a Macerata; una ex sala cinematografica a via Baldo degli Ubaldi, in corso di cessione; una società di prodotti alimentari surgelati da forno, in corso di cessione; l'hotel Sunbay Park di Civitavecchia, la cui società, la Riviera del Tirreno srl, è stata ceduta a terzi.

    LA AS ROMA

    In questo contesto di faticoso risanamento, la As Roma è una delle società che stanno dando le maggiori soddisfazioni alla famiglia, e dalle quali è lecito attendersi la maggiore redditività. Non si spiegherebbe altrimenti la perizia del professor Marco Lacchini, oggi presidente del collegio sindacale del club, che ha autorizzato Roma 2000 a non svalutare "il valore di carico" delle azioni giallorosse (64 milioni di euro) nonostante il modesto valore di Borsa.
    Nel Piano c'è anche spazio per una riflessione sulla affannosa ricerca di uno sponsor di maglia, che manca dal 30 giugno 2005. Vi è detto che la As Roma ha dato mandato a società internazionali di primaria importanza di valutare il valore di un abbinamento con la As Roma, e che tutti hanno confermato la validità di una politica che dice «meglio niente che pochi» (soldi).*
    Ma il cuore del discorso è un altro: è il fatto che le giovani Sensi, Rosella Maria Cristina e Silvia, sembrano intenzionate per il futuro a puntare forte sul club giallorosso che il papà rilevò nel 1993. Questo è chiarissimo nel "Piano 2006-2015", in cui il problema principale è ancora quello della riduzione del debito di Compagnia Italpetroli. Su questo una cosa va detta subito: nella carte ufficiali del Gruppo, si parla di una cifra molto inferiore a quella indicata da alcune anticipazioni stampa: si tratterebbe di 265 milioni di euro. Su queste basi è stato rinegoziato con le banche un patto che in 18 mesi chiede altre dismissioni per ridurlo a 85 milioni di euro. Molti pensavano che la famiglia Sensi avrebbe scelto di tenersi petrolio e immobili, cedendo la Roma con la Cittadella dello sport di Torrevecchia. E invece no. Le sorelle Sensi puntano ancora forte sul petrolio: rinnovo dei contratti per i depositi, sviluppo del business dei bitumi, riorganizzazione delle società di Civitavecchia e della Calabria. Ma per le cessioni parlano solo del comparto immobiliare: «nel breve termine per un valore complessivo di 200 milioni di euro».
    Questo Piano dovrebbe consentire, a partire dal 2010, «interventi di ricapitalizzazione sulla capogruppo e su Roma 2000», ovvero sulla As Roma. E se i Sensi pensano alla As Roma fra quattro anni, vuol dire che la cessione è tutt'altro che in vista.

    * problema risolto quest'anno, con l'abbinamento del marchio Wind alla maglia giallorossa, nota di Alessandro.83.

    ...

    In altre parole: soldi in vista. I Sensi non devono mollare nè ora nè mai, a meno che non si presenti uno che possa garantire investimenti maggiori, ipotesi per ora remota. In caso contrario, ossia quello in cui ci troviamo ora, forza Sensi.

  3. #3
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    22 Jun 2002
    Messaggi
    24,274
     Likes dati
    172
     Like avuti
    111
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In conclusione devo dire che, pur non avendo ancora digerito quel famoso caffè in Campidoglio che rese, di fatto, la Roma una vassalla di Moggi, devo dire che la società si sta muovendo benissimo.

    La Roma, attualmente, è in uno stato di autofinanziamento, e specialmente quest'anno è riuscita a fare moltissimo, sul mercato, perdendo un solo pezzo (Chivu) e investendo quasi totalmente i soldi netti del bilancio (poca roba, una decina di milioni) e gli introiti provenienti dall'UEFA per l'ultima edizione della Champions League (un'altra ventina di milioni). La Roma, attualmente, ha speso 31 milioni per gli acquisti, e li ha ammortizzati con la cessione di Chivu (16 milioni) e con i soldi dell'UEFA, arrivando addirittura a registrare un attivo di qualche bel milioncino, che ancora non è chiaro se verranno utilizzati per un altro acquisto o per il bilancio societario.

    Dal 2010/2011, poi, si inizierà anche a fare i conti con i bilanci risanati della Italpetroli, che consentiranno corpose ricapitalizzazioni, e con i soldi che verranno dalla Cittadella dello Sport che, come detto prima nell'articolo, consentiranno di patrimonializzare una cifra che si aggira attorno ai 100 milioni di euro. Non pochi.

    Se consideriamo, inoltre, che il 2010/2011 non è nemmeno tanto lontano...

    Stiamo sereni, che sta andando tutto a meraviglia.

  4. #4
    Registered User
    Data Registrazione
    15 Apr 2002
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,796
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Alessandro.83 Visualizza Messaggio
    In conclusione devo dire che, pur non avendo ancora digerito quel famoso caffè in Campidoglio che rese, di fatto, la Roma una vassalla di Moggi, devo dire che la società si sta muovendo benissimo.

    La Roma, attualmente, è in uno stato di autofinanziamento, e specialmente quest'anno è riuscita a fare moltissimo, sul mercato, perdendo un solo pezzo (Chivu) e investendo quasi totalmente i soldi netti del bilancio (poca roba, una decina di milioni) e gli introiti provenienti dall'UEFA per l'ultima edizione della Champions League (un'altra ventina di milioni). La Roma, attualmente, ha speso 31 milioni per gli acquisti, e li ha ammortizzati con la cessione di Chivu (16 milioni) e con i soldi dell'UEFA, arrivando addirittura a registrare un attivo di qualche bel milioncino, che ancora non è chiaro se verranno utilizzati per un altro acquisto o per il bilancio societario.

    Dal 2010/2011, poi, si inizierà anche a fare i conti con i bilanci risanati della Italpetroli, che consentiranno corpose ricapitalizzazioni, e con i soldi che verranno dalla Cittadella dello Sport che, come detto prima nell'articolo, consentiranno di patrimonializzare una cifra che si aggira attorno ai 100 milioni di euro. Non pochi.

    Se consideriamo, inoltre, che il 2010/2011 non è nemmeno tanto lontano...

    Stiamo sereni, che sta andando tutto a meraviglia.
    Ottima campagna acquisti, tenendo conto delle disponibilità economiche. Non si capisce perché in una città come Roma non si riesca a fare uno stadio da 100/110 mila spettatori, adeguando opportunamente in basso i prezzi. Quando il presidente Viola chiese un appezzamento di terra alla Romanina al sindaco di Roma Carraro, già PRESIDENTE DEL MILAN ( SIC!) ... logicamente il milanista glie lo negò! Oltre alla cittadella dello sport servirebbe uno stadio ben fatto, dove non serva il telescopio per guardare una partita!

  5. #5
    direttamente dall'Inferno
    Data Registrazione
    19 Jan 2007
    Località
    nel girone che preferite
    Messaggi
    37,197
     Likes dati
    1,323
     Like avuti
    11,198
    Mentioned
    350 Post(s)
    Tagged
    26 Thread(s)

    Predefinito

    quel caffè non sancì nessun vassallaggio,ma solo la rinuncia nostra a proseguire in battaglie che tanto ci vedevano sempre soli contro tutti (e soprattutto la possibilità di risanare una situazione economica devastata da 5 anni di Capello): per nostra fortuna il regime era vicino al crollo,anche se quel che ne è seguito non pare esser poi tanto meglio....

  6. #6
    Viribus Unitis
    Data Registrazione
    22 Jun 2002
    Messaggi
    24,274
     Likes dati
    172
     Like avuti
    111
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    quel caffè non sancì nessun vassallaggio,ma solo la rinuncia nostra a proseguire in battaglie che tanto ci vedevano sempre soli contro tutti (e soprattutto la possibilità di risanare una situazione economica devastata da 5 anni di Capello): per nostra fortuna il regime era vicino al crollo,anche se quel che ne è seguito non pare esser poi tanto meglio....
    Forse quel caffè non ci ridusse a vassalli di Moggi & Co., ma fu comunque un gesto che non riesco a digerire...
    Meglio l'indifferenza, esattamente come stanno facendo ora. Molto meglio.

 

 

Discussioni Simili

  1. Emma, una scelta che non si può sottovalutare
    Di UgoDePayens nel forum Cattolici in Politica
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 18-02-10, 11:11
  2. Da non sottovalutare...
    Di danko (POL) nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 24-08-08, 13:33
  3. Mai sottovalutare una donna rancorosa...
    Di _crazy diamond_ nel forum Fondoscala
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 21-06-08, 00:21
  4. Qualcosa da non sottovalutare
    Di adso88 nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 122
    Ultimo Messaggio: 27-12-07, 16:57
  5. Grave situazione da non sottovalutare affatto!
    Di Nicolò nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 02-06-02, 00:18

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito