Come potrebbe la Sardegna crescere turisticamente senza una reale politica rivolta ad essa?
Come potrebbe in Sardegna crescere il fatturato relativo al turismo con le azioni intraprese da questa Giunta?
La risposta è semplice: Non Può!
Turisticamente parlando la Giunta Regionale attuale ha dimostrato, e continua a dimostrare, o un finto interesse o una incompetenza palese.
Si sono investiti 60 Milioni di Euro per la pubblicità istituzionale, bruciandone una manciata qua e là per riuscire a portare avanti il progetto tra ricorsi vari (quanto si è buttato fin’ora?) per poter continuare a far girare i nostri soldi sempre fra le mani dei soliti noti.
Questa fantomatica pubblicità istituzionale dovrebbe servire per far conoscere la Sardegna nel mondo. Aumentare il numero dei turisti che vengono a passare le loro vacanze nella nostra terra. Ma poi? Una volta che giungono in Sardegna?
Che senso può avere spendere 60 Milioni di Euro per far venire turisti che non troveranno alcun servizio? Prima di pubblicizzare la nostra terra dobbiamo prepararci ad accogliere questo flusso di turisti. Altrimenti le conseguenze sono le solite. Vacanzieri contenti per il bel mare che l’anno dopo verranno affittando una delle tante seconde case, abusivamente (euro permettendo). Portando tutto il necessario da casa (visto i prezzi) e lasciando da noi solo ed esclusivamente i resti del loro passaggio.
Le coste saranno affollatissime (tanto che noi Sardi le eviteremo) e l’entroterra continuerà a raccogliere le briciole dei pochi che si avventureranno verso l’interno.
Con 60 Milioni di euro si sarebbero potute finanziare 600 nuove aziende (con più o meno 1200 nuovi posti di lavoro) con 100 Mila Euro a tasso agevolato (o a fondo perduto) magari destinati a progetti relativi al turismo (ma questi sono discorsi terra terra, o per chi ha i piedi per terra?)
Il turismo deve aumentare, non solo quantitativamente ma anche qualitativamente.
Per chiarezza il turismo in Sardegna deve ancora nascere. Noi di turismo non ne abbiamo mai visto. Da noi arrivano vacanzieri, che passano le loro ferie al mare. In qualunque altra parte del mondo i turisti li si accompagna a visitare i monumenti, templi, musei, negozi. I mezzo al deserto li si accompagna a vedere un’oasi e li trovano bancarelle pronte ad accoglierli.
Li si porta a vedere le stelle (si perché in molte città le stelle non si vedono più).
Abbiamo siti archeologici paragonabili alle piramidi egizie (solo che noi li trasformiamo in muretti a secco), abbiamo i giganti di Monti Prama, abbiamo i Menhir di Biru e Concas, abbiamo il canyon più profondo d’Europa, abbiamo le zone più buie d’Europa, abbiamo boschi, monti, laghi.
Sfruttiamo la nostra storia e la nostra cultura per crescere.
Ma questa crescita la si può ottenere solo creando le infrastrutture necessarie, creando sinergie fra strutture ricettive, produttori locali e intermediari.
La Regione Sardegna invece si muove in senso contrario ostacolando quanto più è possibile chi ha voglia di provarci.
Per ottenere l’autorizzazione per l’apertura di una agenzia viaggi i tempi sono in media tra i 6 ed i 9 mesi (in Toscana servono mediamente 6 ore). Naturalmente al momento della domanda di richiesta bisogna essere in possesso di locale, arredi e strutture. Quindi affitti e obsolescenza delle strutture a proprio carico. Personalmente grazie alla solerzia dimostrata dalla nostra amministrazione ho visto sparire così circa 10 mila euro (grazie Regione Sardegna!). Spiccioli per i loro grassi stipendi, cifre che fanno la differenza per noi comuni mortali.
Per rimanere nell’ambito a me più caro, le agenzie viaggi, abbiamo visto la pubblicazione nel BURAS n. 42 del 23.12.06 la legge regionale n. 20 “Riordino delle professioni turistiche di accompagnamento e dei servizi”.
In detta legge viene regolata la figura del Direttore Tecnico per Agenzie di Viaggi (figura obbligatoria in ogni agenzia). Fino al giorno prima per potersi iscrivere all’Albo Regionale si doveva sostenere un esame in Sardegna che non viene bandito da oltre 13 anni. Ora basta avere una “laurea triennale in scienze giuridiche, economiche, politiche o turistiche, più sei mesi effettivi, anche non continuativi, di tirocinio operativo” per poter accedere all’Albo Regionale. Vorrei mi venisse spiegato come un neo laureato in scienze giuridiche che viene da me per 6 mesi, ad imparare ciò che Io gli posso insegnare, possa essere poi una figura indispensabile per poter tenere aperta la mia agenzia. Io non basto?
Oltretutto parlo di una figura professionale che neanche i D.T. stessi ne conoscono le competenze reali. Figura obsoleta che in tutta Europa (Francia ed Italia escluse) è stata eliminata, e che una direttiva comunitaria che ne richiede la cancellazione, ma che l’Italia non ha mai recepito.
Nella stessa legge vengono definite le caratteristiche per le professioni di guida turistica e guida ambientale-escursionistica.
Per poter fare la guida turistica bisogna essere in possesso di “laurea almeno triennale in discipline afferenti alle materie turistiche, umanistiche e storico-artistiche ed architettoniche, più tre mesi effettivi, anche non continuativi, di tirocinio operativo certificato in Sardegna”. Per poter fare la guida ambientale-escursionistica essere in possesso di “laurea triennale in discipline afferenti alle materie biologiche e naturali, ambientali, geologiche, agrarie e forestali, più titoli rilasciati da organismi riconosciuti che attestino la frequenza di corsi sulle attività tecniche connesse all’escursionismo ambientale” .
Penso che ogni commento sia superfluo.
Tutto questo porta ad uno spreco di risorse, che potrebbero essere utilizzate per investimenti seri, programmi di incoming e valorizzazione del territorio in primo luogo.
Ma agli operatori del settore è stato chiesto un parere su ciò che realmente serve per lavorare al meglio?
Per non parlare della nuova tassa sul lusso. Un esempio: 900 euro per un appartamento di 45 mq a San Teodoro. Una cifra che colpisce una famiglia in maniera troppo pesante. La conseguenza più diretta l’abbiamo già vista, commercianti che boicottano i prodotti Sardi. Ma la conseguenza maggiore la si avrà sugli affitti delle case. Aumenteranno in maniera considerevole le seconde case affittate in nero, per evitare anche le altre eventuali tasse.
Si è fatto tanto clamore per niente. Con una semplice tassa di 2/3 euro a persona avremmo creato un introito massiccio, senza creare tanto rumore. Con 10 milioni di turisti l’anno si incasserebbero 20/30 milioni di euro senza colpo ferire. Basta inserirla nel costo dei biglietti aerei o navali, sul conto dell’hotel o del campeggio.
Intervenendo poi sulle tariffe aeree e navali per far si che arrivare in Sardegna non costi uno stipendio (una famiglia di 4 persone arriva a pagare 800 euro di nave o 1100 euro di aereo), e fargli spendere quei soldi direttamente in loco.
Bisogna fare in modo che i Turisti conoscono le nostre ricchezze e se ne innamorino. Comprino i nostri prodotti. Invece nei supermercati in pieno agosto troviamo in bella mostra latte, salumi e dolci importati. Ed i nostri prodotti messi nello scafale in basso.
Agevoliamo la nostra economia con una politica di incentivazione diretta alla produzione e vendita dei prodotti locali. Per livello di qualità non abbiamo problemi bisogna solo far si che siano concorrenziali (magari attraverso una politica di defiscalizzazione per ciò che è prodotto e venduto in Sardegna).
Finché si continua a chiacchierare anziché agire, le cose non cambieranno, anzi andranno sempre peggio.
Abbiamo un tesoro nascosto, va solo portato alla luce con coerenza e intelligenza.
Siamo 1 Milione e mezzo di abitanti per un territorio di 24.090 kmq, dovremmo essere tutti benestanti, non dovremmo tirare la cinghia come invece facciamo.




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po itta? kankunu ndi scidi de prusu?
