
Originariamente Scritto da
silvano
Il giorno 16 del mese di Dicembre, la nascita al cielo del santo ieromartire Giovanni papa dell’antica Roma.
Nato probabilmente a Roma in data che non ci è nota Giovanni visse in uno dei periodi più gravi e perigliosi della sede apostolica dell’antica Roma. Infatti l’avvento dei Franchi che avevano costituito un impero alternativo a quello dell’antica Romènia Cristiana che aveva la sua capitale nella nuova Roma di san Costantino questi barbari germanici non avevano mai cessato di tentare di introdurre discordie tra l’occidente e l’Oriente allo scopo di consolidare il loro potere. Già dopo il Concilio II di Nicea, VII ecumenico, l’imperatore franco Carlo non volle accettare le decisioni del Concilio sulla restaurazione al culto delle sacre Icone e fece comporre allo scopo i cosiddetti Libri Carolini. Fu solo la fermezza di papa Adriano che lo costrinse, suo malgrado, ad accettare le decisioni del Concilio. I Franco-germanici però non cessarono di tentare di impossessarsi della sede patriarcale dell’occidente imponendo candidati a loro graditi Ciò nonostante dalla morte di Leone III all’anno 858, il popolo ortodosso di Roma riuscì ad imporre un suo candidato , malgrado le minacce dell’imperatore germanico. Già dal momento dell’elezione di Leone III grandi erano state l’ansietà ed anche il terrore per una rappresaglia franca. Successivamente l’elezione di Benedetto III fu interrotta dal partito germanico che impose per un momento il proprio candidato Anastasio, ma la folla assediò le porte della basilica costantiniana del Santissimo Salvatore (oggi san Giovanni) al Laterano ove si teneva il sinodo incaricato di eleggere il nuovo papa. Alla morte di Benedetto fu eletto il primo papa germanofilo Nicola I. L’imperatore germanico Ludovico accorse e fece svolgere l’elezione alla sua presenza. Prestissimo Nicola I, contrariamente ai canoni ed alla prassi sempre seguita, volle imporre la sua autorità su tutta la chiesa e applicò alla sua tiara e al suo regno la dottrina della predestinazione. Scrisse al patriarca della Nuova Roma, San Fozio il Grande, che “la Chiesa di Roma aveva meritato il diritto al potere assoluto ed aveva ricevuto il governo di tutte le pecorelle di Cristo”. Un po’ più tardi, furioso di non aver ottenuto il riconoscimento delle sua innovazioni da San Fozio, scrisse direttamente al popolo, al clero e all’Imperatore di Costantinopoli delle lettere piene di ostilità e di odio in cui il patriarca è chiamato “Signor Fozio” , “adultero”, “omicida” ed “ebreo”. In Bulgaria benediceva la missione del vescovo Formoso, uno dei capi del partito filogermanico, ed autorizzava l’aggiunta del Filioque al Credo nonché altre riforme o pratiche tipiche delle chiese franche.
Quest'atteggiamento provocò la reazione della Chiesa di Costantinopoli e San Fozio, d’accordo con il suo Sinodo, inviò un’enciclica a tutte le Chiese nella quale denunciava la situazione creata dai missionari franco-germanici in Bulgaria e il dogma del Filioque che questi tentavano di imporre. Un concilio si tenne a Costantinopoli nell’867, alla presenza dei delegati dei patriarchi orientali, che anatematizzò le dottrine denunciate da san Fozio, in particolare l’eresia del Filioque e la sua aggiunta al Credo di Nicea-Costantinopoli in Bulgaria. Più di mille firme testimoniarono contro il dogma franco che, come afferma San Fozio, scinde la Tuttasanta Triade in due, poiché instaura due sorgenti nella Divinità, finendo così nel paganesimo. Dopo la partenza per l’esilio del patriarca Fozio, il papa Nicola I fece organizzare a Costantinopoli nell’869 un concilio di soli 18 vescovi (gli altri infatti si rifiutarono di intervenirvi) nel quale la persona di San Fozio fu condannata, senza che nessuna eresia gli potesse essere rimproverata. Bisogna dire che Nicola I in Roma non osò mai imporre il Filioque per paura del popolo romano fedele alla Fede Ortodossa. Nicola I d’altronde non cessava di trovare difficoltà con i romani dell’Italia del Sud e anche con quelli delle Gallie che erano rimasti scossi dalla sua concezione totalitaria dell’antica “etnarchia”. Quando morì, era ormai sostenuto solo dai teologi franchi filioquisti che egli aveva mobilitato contro il patriarca e l’imperatore di Costantinopoli, senza peraltro fare il nome di San Fozio la cui scienza e santità erano note ai romani ortodossi della Gallia. Dopo un papa di transizione, Adriano, il partito romano ebbe nuovamente il sopravvento e l’arcidiacono Giovanni, divenuto Giovanni VIII, salì al trono patriarcale di Roma il 15 dicembre dell’882. Giovanni VIII fu un grande papa della Romanità , della statura dei Leone Magno e dei Gregorio Magno, un Gerarca attento e prudente che, terminato il pericolo che incombeva con alla morte dell’imperatore, depose, scomunicò e anatematizzò i vescovi seguaci di Nicola I che avevano aggiunto il Filioque in Bulgaria ed in particolare il vescovo Formoso. Agì in modo da imporre al nuovo imperatore germanico Carlo il Calvo un atto che liberava le elezioni dei papi dalla presenza dei legati imperiali. Così tentava di preservare Roma da un nuovo Nicola imposto dal partito germanofilo. Sostenne con vigore l'opera evangelizzatrice dei Santi isapostoli cirillo e Metodio ed approvò la celebrazione in lingua slava.Morto questi il re Carlo il Grosso invase Roma e fece avvelenare Giovanni VIII che fu poi finito a colpi di scure, forse dai suoi stessi familiari Era il 15 Dicembre dell’anno 882.Il suo corpo venne sepolto in tutto fretta “apud Sanctum Petrum”e successivamente tutto fu organizzato per far cancellare la memoria dell’ultimo grande Vescovo Ortodosso di Roma antica. Ma nel periodo del suo episcopato Giovanni VIII riuscì a dare al trono dell’antica Roma un nuovo periodo di ortodossia seppur tra sofferenze e turbamenti di vario genere. I suoi legati poterono partecipare e riconoscere le decisioni del Concilio dell’879 presieduto da San Fozio, di nuovo in possesso del suo trono patriarcale.
A questo concilio tutti patriarchi vennero rappresentati e San Fozio fu riconosciuto quale Patriarca della Nuova Roma. L’opera di Nicola I era cos’, seppur per poco, dissolta. L’inalterabilità del Simbolo della fede e la condanna con anatema di ogni aggiunta furono proclamate ufficialmente. I legati della Chiesa di Roma chiamarono l’aggiunta del Filioque un “inqualificabile insulto ai Padri”; Giovanni VIII scrisse una lettera a San Fozio nella quale condannava in termini velati, ma fermi, i germano-franchi e l’aggiunta del Filioque : “Noi li mettiamo dalla parte di Giuda, poiché essi hanno lacerato le membra del Cristo”. Il nostro santo padre Giovanni fu, insomma, , l’ultimo Padre della Chiesa che occupò la cattedra di Roma antica e rappresenta l’ultima grande resistenza dei romani ortodossi dell’antica Roma e dell’Occidente nei confronti della spinta eretica germano-franca contro il trono ortodosso di Roma." La sua morte da martire coronò con la corona dei Testimoni della Fede la vita tribolata dell’ultimo “Apostolico” come si usava definire, nell’epoca ortodossa, il papa di Roma.
Da Roma nascesti come ultimo sole di splendor luminoso,
la fede intatta, o Giovanni, serbasti fino a spargere il sangue.
Tra i Santi di Cristo e i colleghi intercedi, o glorioso
Per la sede tua dal diavolo fatta eretica ora ed esangue.
Per le preghiere del santo ieromartire Giovanni, Signore Gesù Cristo Dio nostro, abbi pietà di noi e salvaci. Amìn