Diciottenne uccide 37 migranti
Razzismo in Russia
Un moscovita di soli 18 anni, apprendista pittore di icone, ha confessato di aver ucciso 37 persone per odio etnico, convinto che «la gente del Caucaso viene a Mosca per opprimere i russi» e che «la città deve essere ripulita». Insieme a un coetaneo, Artur Ryno ha prima collocato una bomba in un mercato frequentato da venditori caucasici (lo scoppio uccise 11 persone, l'estate scorsa), poi si è dedicato ad attaccare per strada a coltellate «facce scure» qualsiasi, colpevoli di essere «di aspetto straniero». I delitti avvenivano in strade periferiche, senza che eventuali passanti dicessero nulla. I due sono andati avanti mesi, fiduciosi che le indagini di polizia su questi delitti fossero come al solito una pura formalità - come infatti è stato. La loro scoperta è avvenuta per caso, perché l'attacco all'ultima vittima (un armeno) è stato ripreso da una videocamera di sorveglianza e un testimone ha segnalato subito alla polizia che i killer si erano allontanati su un taxi; fermato il quale, gli agenti hanno trovato i coltelli insanguinati. Ma ancora probabilmente non sarebbe bastato, se Ryno non avesse deciso di sua iniziativa di confessare l'incredibile serie di delitti.
http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano...007/art13.html