(Repubblica) - Delio Rossi e Tommaso Rocchi la pensano alla stessa maniera: «Adesso viene il difficile, cioè confermarsi». Per riuscirci, entrambi pensano che sia necessario rinforzare la squadra. «Ma è inutile illudere la gente: non arriveranno giocatori in grado di garantirci il salto di qualità, insomma non mi aspetto colpi», sottolinea rassegnato Rossi. Che però almeno sul portiere chiederà un investimento un po´ più rilevante. Il giovane Diego Alves potrebbe anche essere girato in prestito. Di sicuro, la filosofia del club - avallata dal terzo posto - non cambia: si punta su giocatori giovani, motivati e poco costosi. E per quelli già in rosa, la conquista del piazzamento Champions porterà lauti premi ma non nuovi contratti. Non si vuole intaccare più di tanto il monte-ingaggi, sceso a 22 milioni di euro lordi. Difficile anche che si arrivi ad un accordo per il rinnovo di Rocchi, convocato in azzurro: «Questa settimana - dice l´attaccante - tra Lotito e il mio procuratore ci sarà il primo incontro di una lunga serie».
«La volontà è di tenere Rocchi a vita, e di affidargli un ruolo in società quando smetterà», afferma il presidente. Che però ribadisce: «Ha un contratto fino al 2009 e quindi non è un problema». Come dire che non c´è fretta per l´eventuale prolungamento. Così come non ha fretta, Lotito, di risolvere la situazione Peruzzi: «Se ci saranno le condizioni, potrà essere inserito nei quadri del club»; giovedì incontro con Bonetto, procuratore dell´ex portiere e futuro dirigente. Questione stadio, Lotito attacca ancora: «Se la Lazio andrà fuori Roma non dovrete prendervela con me, ma con l´amministrazione comunale di questa città». E poi: «Alcuni Comuni intorno a Roma hanno dato la loro disponibilità, ma a questa deve poi seguire una concessione. E io calcolo che, dalla concessione, ci vorranno dai due anni e mezzo ai tre anni per la costruzione dello stadio». Gasbarra, presidente della Provincia, si propone per una mediazione: «Bisogna sedersi intorno a un tavolo e trovare un punto d´incontro. Noi offriamo un tavolo neutro».




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