In questo thread vorrei raccontarvi brevemente la mia esperienza con l'insegnamento della Religione nella scuola pubblica. Siete invitati a fare altrettanto!
Cercavo di raccogliere i miei ricordi qualche giorno fa, dopo aver sentito che si sta discutendo dell'introduzione della Bibbia come argomento di studio nelle lezioni di Letteratura. Tuttavia non e' di questo che vorrei discutere in queste pagine, ma piuttosto di come e' stata finora gestita la materia di Religione.
Personalmente ho avuto 5 insegnanti diversi in 13 anni di scuola dell'obbligo.
1. Nei primi 2 anni di scuola elementare, le lezioni di Religione le faceva la nostra maestra. Cattolica molto fervente, conservatrice ma piuttosto bigotta in certe cose, tuttavia faceva lezioni di Religione come e quando piaceva lei (cioe' in modo completamente saltuario e irregolare). Le lezioni consistevano unicamente nel recitare una serie di preghiere o nel cantare qualche brano musicale.
2. Nei 3 anni successivi, le lezioni erano tenute dal curato della parrocchia. Prete semplice, sicuramente anche lui conservatore, ma non pedante e poco clericale, anzi molto umano e spontaneo nei rapporti con i fedeli ("ottocentesco" nella definizione affettuosa di mio padre).
Le lezioni erano (mi pare) bisettimanali o forse settimanali ma non regolarissime. Anche qui si recitava qualche preghiera all'inizio e alla fine, ma principalmente si leggevano le 3 letture della liturgia settimanale, che il prete spiegava ai bambini in modo semplificato rispetto a quello che eventualmente poteva esser detto nell'omelia della domenica seguente.
Ogni tanto in qualche lezione capitava una caduta di tenore, e si finiva a disegnare angioletti...
3. Primi due anni di scuola media, l'unico periodo in cui abbiamo dovuto veramente STUDIARE la materia di religione. Professoressa laureata in teologia, nonostante fosse molto cattolica le sue lezioni erano sempre impostate in modo laico, e non comprendevano preghiere o altre manifestazioni di culto. I temi affrontati erano piu' storico-sociali che teologici (probabilmente l'eta' degli studenti non permetteva troppo), ma decisamente impegnativi. E' stata l'unica insegnante di Religione che ci abbia mai parlato delle religioni altrui, anche piuttosto estensivamente, soprattutto in modo comparativo ma sempre molto neutrale - cioe' senza giudizi morali.
4. Ultimo anno di scuola media, l'insegnante precedente aveva ottenuto un posto piu' adatto alle sue qualifiche, credo un liceo classico ma se non sbaglio fini' poi a insegnare all'universita' cattolica. Cosi' finimmo a fare lezione di Religione con un insegnante tirocinante, buono come il pane ma francamente non organizzato... Le lezioni erano praticamente solo discussioni di questioni di attualita', naturalmente in chiave etica.
5. Quinquennio di liceo scientifico, e cinque anni con un prete piuttosto giovane ma gia' abbastanza inserito nella curia della citta'. Solo discussioni su questioni etiche e morali, prendendo spunto da argomenti di interesse corrente. L'insegnante era fortissimamente schierato con le gerarchie vaticane su qualsiasi possibile questione, il che tipicamente significava che ogni lezione finiva con discussioni molto accese tra una meta' classe e l'altra. Le pagelle invece finivano regolarmente con il voto massimo alla meta' schierata con lui e la sufficienza per l'altra meta'...
Una nota di rammarico: ogni anno regolarmente la classe chiedeva all'insegnante se quell'anno si potesse discutere occasionalmente anche di altre religioni, ogni anno l'insegnante prometteva di si', e ogni anno la questione veniva poi dimenticata.
Credo di poter concludere dalla mia esperienza almeno che sull'insegnamento della religione in italia c'e' una enorme variabilita', e che dipende tutto da chi ti capita come insegnante. Puo' essere un'ora completamente persa come un'ora molto istruttiva.





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