Continua l'assedio dell'esercito
ai miliziani di Fatah al-Islam
NAHR-EL-BARED
È di almeno 14 morti e 18 feriti il bilancio dei nuovi combattimenti attorno al campo profughi palestinesi di Nahr al-Bared, nel Libano settentrionale. Ne danno notizia fonti dei servizi di sicurezza di Beirut, secondo cui due morti sono soldati libanesi mentre per le altre dodici vittime non è ancora chiaro se si tratti di civili o militanti di Fatah al-Islam, il gruppo vicino a al-Qaeda che da tredici giorni è asserragliato nel campo alle porte di Tripoli.

L’esercito libanese appoggiato da uno sbarramento di fuoco artiglieria continua a bombardare le posizioni dei militanti islamici di Fatah al-Islam, da due settimane asserragliati nel campo profughi palestinese di Nahr-el-Bared, nel nord del Libano. All’entrata nord del campo, dove si concentrano i combattimenti secondo diverse fonti, sono visibili delle colonne di fumo. «Un importante obiettivo del gruppo è stato distrutto», ha dichiarato una fonte di sicurezza sul posto. Secondo una fonte militare libanese, un migliaio di soldati libanesi partecipano all’operazione.

Degli edifici utilizzati come fortificazioni da Fatah Al-Islam per sparare sull’esercito sono ormai sotto il fuoco dell’artiglieria libanese, secondo un portavoce militare. «L’esercito tenta di impedire ai miliziani di utilizzare gli edifici alti per spararci addosso. Attualmente controlliamo queste posizioni», ha detto. «L’esercito non è entrato nel campo», ha aggiunto il portavoce smentendo le notizie secondo le quali l’esercito era penetrato nel campo che è sempre abitato da rifugiati palestinesi. Più di una decina di carri armati dell’esercito sono piazzati a nord di Nahr-el-Bared. Inoltre quattro pattuglie della marina da guerra libanese sono state avvistate al largo delle coste del campo. Secondo il portavoce militare, i combattenti di Fatah al-Islam hanno aperto il fuoco intorno alle 7 locali (le 6 italiane) in direzione delle posizioni dell’esercito e della strada che collega Tripoli (capoluogo del Libano del nord), alla frontiera siriana, rendendola impraticabile. «L’esercito ha risposto a colpi di mortaio e di cannoni con precisione, tentando di risparmiare i civili», ha detto. A metà giornata nessuna vittima era stata segnalata.

Un tentativo di mediazione condotto da religiosi vicini ad Hamas per trovare una via d’uscita alla crisi non ha portato ad alcun risultato. Fatah al-Islam rifiuta di consegnare i responsabili dei 27 militari libanesi uccisi il 20 maggio all’esterno di Nahr al-Bared. Il governo libanese e l’esercito esigono la resa delle persone implicate. Infine il Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) ha lanciato un ennesimo appello a «risparmiare i civili all’interno del campo». «Ci sono migliaia di civili nel campo e una squadra dell’Icrc assistita dalla Croce rossa libanese e dalla Mezzaluna rossa palestinese attendono un momento di calma per poter entrare nel campo e portare soccorso ai rifugiati», ha dichiarato all’Afp la portavoce dell’Icrc.