Questa è il Bel Paese signori, vittima del mortale abbraccio tra pressapochismo italiota (non Italiano) e social-comun-permissiv-relativis-progressismo militante (non parliamo di cosa succede quando il rosso governo nazionale incontra le amministrazioni locali dello stesso segno...). Questa è la lista nera delle ultime ore: fa rabbia e ribrezzo.
Giugliano, donna muore per difendere la sua auto
Il marito: speriamo che non li trovino, perché se escono ci pensiamo noi
NAPOLI (16 maggio) - Una donna è morta per difendere la sua auto da un tentativo di rapina. È accaduto a Giugliano, in provincia di Napoli.
Pietra Calanna è stata travolta e trascinata per una decina di metri. La donna è morta per le ferite riportate nell'impatto. A terra si è formata una larga chiazza di sangue.
Durissime le parole del marito: «Ci auguriamo per la nostra serenità che non trovino chi ha ucciso mia moglie». «Volete che non lo arrestino?» chiede una giornalista. «Sì, ma se poi lo mettono fuori provvediamo noi...». Accanto a Vittorio Odierno, 54 anni, c'è il figlio, Beniamino, 27 anni, gli occhi lucidi di lacrime, ma anche tanta rabbia per il modo in cui ha perso la madre.
Padova, prostitute in corteo
Continua testa a testa con sindaco
Sono state oltre un centinaio le prostitute e i transessuali che hanno preso parte a un corteo per le vie di Padova per protestare contro l'ordinanza del sindaco Flavio Zanonato che multa i clienti. Supportate da tanti giovani dei centri sociali, le prostitute, sono arrivate di fronte al municipio. Star del giorno Kristal, trans di Rio de Janeiro, promotrice del "bollino rosa" che garantisce una prestazione gratuita in caso di multa.
Quanto alla possibilità di incontrare una delegazioni delle lucciole che hanno manifestato contro di lui, Zanonato ha commentato: «Non se ne parla neanche. Un conto è una persona che mi vuole vedere per chiedermi aiuto, un'altra cosa è la posizione di chi ritiene un diritto quello di prostituirsi, creando disagi ai cittadini. Io non ho alcun pregiudizio nei loro confronti, ma se le ricevessi, sarebbe come se incontrassi un gruppo di drogati che mi chiede un'area dove andare ad assumere le sostanze stupefacenti».
L'«affaire Campania», sprechi e consulenze d'oro Spesi due miliardi ma i rifiuti sono ancora in strada.
Da 13 anni Napoli combatte con l'emergenza: i risultati non si vedono. E si torna a esportare (a caro prezzo) il pattume in Germania
Chiudete gli occhi e mettetele in fila, le cinque milioni di eco-balle di spazzatura accumulate in Campania: vedrete un nauseabondo serpentone di 7.500 chilometri. Oltre mille più della Grande Muraglia. Niente più di questa immagine può dar l'idea della catastrofe ecologica, amministrativa e sociale che sta togliendo il sonno e rovinando i polmoni a un decimo della popolazione italiana. Ormai esausta di un'«emergenza» che, tra nuove promesse e subitanee rivolte e cassonetti in fiamme dura da un'eternità.
Decisioni prese, annunciate, contestate e rimangiate. Subcommissari pagati 400 mila euro l'anno, come per esempio, afferma il rapporto della commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti, Riccardo Di Palma, poi presidente della Provincia. Politiche clientelari generosissime con tutti, dalla destra alla sinistra. Consulenze per 9 milioni di euro pagate a 500 «esperti» dal 2000 al 2005. Indecenti compravendite dei terreni (ormai sono circa mezzo migliaio) via via individuati per accatastare le ecoballe, terreni che secondo la commissione d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti sono arrivati a volte ad essere «nello stesso giorno, acquisiti da società di dubbia origine e successivamente rivenduti o fittati per un valore più che quintuplicato».
Rai, Padoa-Schioppa: responsabile intero Cda
ROMA - «Se fosse una normale spa avrei revocato tutto il cda, non un solo consigliere». Nel giorno in cui il cda Rai convoca per il primi di giugno l'assemblea degli azionisti con all'ordine del giorno la revoca di Angelo Maria Petroni e la nomina del suo sostituto, il ministro del Tesoro evita di addossare la crisi della tv di stato al solo Petroni e chiama in causa l'intero cda, sottolineando il grave buco di 49 milioni di euro. "La responsabilità di questa grave acriticità non è ascrivibile a un singolo consigliere ma all'intero organo collegiale. La riforma della Rai é necessaria: il Governo l'ha annunciata, mi auguro che venga approvata al più presto". Padoa-Schioppa sollecita “una modifica della legislazione attuale e quindi del governo dell'azienda, in modo che non si verifichino più situazioni come quella di oggi. Le performance degli ultimi anni dell'azienda non sono soddisfacenti e incapaci di far fronte alla concorrenza. Le criticità in azienda si sono acuite per la mancanza di un piano triennale”, così come per “l'esternalizzazione delle attività”, e il “mancato piano per il digitale terrestre”. Ma il numero uno di via XX settembre cita persino “i ritardi per la realizzazione del contratto di servizio”.
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Dall'altra parte, un simbolo (parziale e circoscritto, ovvio) di come sia possibile imprimere una svolta, netta, all'attività amministrativa e di governo. Un giro di vite in senso compiutamente conservatore, antipolitically-correct (che ci sta UCCIDENDO...) o forse ispirato da criteri di semplici buon senso. Un Conservatore, in fondo, è questo.
Trattasi di Flavio Tosi, candidato sindaco a Verona: recuperate il pezzo pubblicato oggi sul Corriere.




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