
Originariamente Scritto da
Birrafondaio
L'associazione NDCDA si batte per la rinascita dei bresciani, per la riscoperta della brescianità, la salvaguardia del territorio bresciano, la riscoperta e la salvaguardia della lingua bresciana, perchè un popolo prima di decidere dove deve andare deve capire da dove viene.
MIA VISIONE PERSONALE (e almeno di Gioann)
Siamo per la libertà dei popoli, anche all'interno di un contesto più vasto, i veneti ci hanno offerto questo, il programma dei VENETI non l'ho fatto ne pensato io, sono loro che ci considerano dei loro, gli insubri diversamente, e a ragione, NO (anche Oneto daltronde riconosce ciò nelle sue cartine sia etnolinguistiche differenziando nettamente ciò che il Correnti ha inopinatamente unito e a cui troppi si rifanno).
Solo Correnti ci considera la stessa cosa degli insubri e divisi dai Veneti, ma non è un modello a cui mi rifaccio.
Nella storia noi e i veneti siamo stati divisi ma insieme nel tempo federati con i romani, al contrario di altri, nella Venezia Augustea ci eravamo (BG ad esempio ne era esclusa), siamo stati parte dell'Austria Longobarda, la Neustria cominciava al di là del fiume, abbiamo fatto parte della Serenissima, battendoci per essa di nostra spontanea volontà (cosa che non abbiamo nella storia mai fatto per nessun altro) ottenendone benefici e gratificazioni, ci siamo ribellati, sempre di nostra sponte contro i francesi per tornare nella Venetia e questo è innegabile, sempre, beninteso (e con le regole e gli handicap di allora che oggi devono necessariamente essere rivisitate in maniera più moderna) conservando le nostre peculiarità, e questa è storia.
La lingua è una lingua che sta tra il veneto (che l'ha influenzata durante la dominazione come mi riferiva un noto e serio linguista bresciano) e il lombardo occidentale, è cioè una delle lingue facente parte del gallo romanzo che si modifica spostandosi verso ovest ( o verso est) conservando tratti (marcatori) comuni con le altre lingue appunto gallo romanze che le diversificano dalle lingue italo romanze.
Quindi pur non essendo VENETI tout court pensiamo (e il farlo capire alla gente è altra cosa, soprattutto perchè la gente, riacquistata la coscienza di sè stessa, deve essere libera di decidere) che una reunion con gli stessi ci possa dare di più che altre soluzioni (essendo peraltro loro che ci invitano).
TORNANDO ALL'ASSOCIAZIONE
Questo è già un discorso molto complicato da fare alla gente, prima di tutto c'è da far capire che si è bresciani, da far capire che si deve essere padroni del proprio futuro e spiegare che verso est si può offrire un'opportunità, poi la scelta spetta a loro, faccio già fatica a indirizzare mia figlia, mi immagino se posso far sterzare da una parte o dall'altra un popolo inconsapevole come il mio.
That' all.
PS a me sta bene la padania, il lombardo - veneto, pinco palla e paperino, basta che la mia gente sia consapevole della sua storia e delle sue potenzialità, sia libera di scegliere con chi stare, sia padrona del proprio territorio e del proprio destino.
Ripeto per l'ennesima volta, disposto al dialogo con tutti sulla parte culturale e di riscoperta delle tradizioni, no a coinvolgimenti dell'associazione in ambito di bassa politica e guerra di scagne, anche se, come è evidente nello statuto, ognuno di noi può fare politica etc. etc. e l'associazione può partecipare ad eventi anche organizzati da partiti o movimenti, senza però diventare lo strumento di alcuno o legarsi ad esso o far adoperare il suo nome per publicità anche dei singoli iscritti per scopi politici.
Sì ad una sinergia (anche telefonica come si diceva) con altre asociazioni "straniere" nostre pari, no a circuiti lilliput misto politico (più politico che) culturali trans nazionali, anche perchè, benchè io come te sia federalista (come stato di governo) non chiudo le porte in faccia a marxisti, liberisti, socialdemocratici od altro, a seconda dele istituzioni che vorrà darsi la mia gente a maggioranza.
Ripartiamo dalla gente, dalle radici e dal consenso, creata una base seria e solida si deciderà il da farsi.
PAR TERA, PAR MAR, SAN MARCO (e questa è mia)