Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha ricevuto a Palazzo Chigi i 12 saggi che hanno redatto il manifesto costituivo del Partito dmocratico. All'incontro hanno partecipato anche i cordinatori Maurizio Migliavacca e Mario Barbi, oltre al segretario dei Ds, Piero Fassino. Assente il presidente della Margherita, Francesco Rutelli, per via di un impegno istituzionale. Il premier - secondo quanto riferito da Migliavacca al termine dell'incontro - ''ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro svolto dai saggi'', speigando che adesso ''si apre una seconda fase'' e il Manifesto dovra' diventare ''lo strumento per l'ascolto e il dialogo che si articolera' con la societa' italiana, nei territori ma anche nei temi settoriali''.
Il documento costitutivo, aggiunge Migliavacca, ''confluira' nell'Assemblea costitutente'' del 14 ottobre, ''dove sara' approvato''. Una seconda fase e' prevista anche per i 12 saggi, invitati da Prodi ad impegnarsi in prima persona nelle varie attivita' territoriali. Migliavacca poi sottolinea che il Manifesto sara' ''aperto a contributi e modififiche'', ricordando che nella sede di Piazza Santi Aposotoli e' attiva una ''unita' operativa'' ad hoc, coordinata da Andrea Papini.
L'assemblea costituente del partito democratico che si terra' il 14 di ottobre nominera' il segretario del nuovo soggetto unitario del centrosinistra, che avra' come presidente il premier, Romano Prodi. Questa la decisione unanime presa dal comitato dei 45 che si e' riunita per oltre 4 ore a S. Apostoli. Dopo ore di tensione di una lunga giornata che si era aperta con l'intervista di Prodi che aveva avvertito "o fate come dico io o posso lasciare" , la paziente mediazione del segretario dei Ds, Fassino ha sbloccato la situazione. "Si riconferma nella figura di Romano Prodi - ha detto il segretario dei Ds, Piero Fassino - il ruolo di presidente del Consiglio e di presidente del Partito Democratico. L'assemblea costituente nominera' una figura politica che avra' il compito, sulla base delle indicazioni del presidente Prodi, di guidare operativamente il partito".
"E' stato preso un accordo - ha spiegato Prodi - affinche' il presidente del Partito Democratico sara' il presidente del Consiglio. Il 14 ottobre, l'assemblea costituente, eleggera' gli organi del partito tra cui colui che dovra' avere la funzione esecutiva, non sappiamo se lo chiameremo segretario o coordinatore". Rimane il distinguo di Rutelli, ma lo scoglio maggiore sembra superato e la tregua potra' consentire eventuali aggiustamenti. Il leader dei Dl, dice: "Il Pd avra' "un segretario politico e, nella figura del premier, il suo presidente, ma non abbiamo ancora deciso come sara' eletto. Sono emerse indicazioni diverse, vedremo nei prossimi giorni". Intanto per Prodi si apre subito un altro fronte, con l'ala sinistra dell'Unione che ha chiesto un incontro per un cambio di marcia. Domanda subito accolta, l'appuntamento di tutti i segretari dell'Unione e' per domani mattina alle 9,30 a Palazzo Chigi.
Per la sinistra, che ha riunito i suoi leader (Fabio Mussi, Oliviero Diliberto, Franco Giordano e Alfonso Pecoraro Scanio), serve piu' collegialita' nelle scelte di politica economia del governo, in particolare sull'utilizzo dell'extra gettito e sulla discussione del Documento di programmazione economica e Finanziaria. Questa la richiesta dei partiti dell'ala sinistra dell'Unione che oggi ha riunito i suoi leader ( a palazzo Marini. Anche la 'Cosa rossa' vuole accelerare e magari battere sui tempi il 'rivale' Pd. Per Mussi ci sono le condizioni per liste comuni per il 2008. "C'e' una forte domanda politica che viene da sinistra - ha detto il leader di Sinistra Democratica - siamo convinti che questa domanda possa crescere e che il prossimo anno gia' ci siano le condizioni per liste unitarie".
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