Visualizzazione Stampabile
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Il_Grigio
Ps
Se vuoi cercare un colpevole della situazione del precariato in Italia non fermarti alla riforma biagi, è cominciato tutto con la legge 300/70. Da allora in poi licenziare è più difficile che divorziare, e ci si chiede perchè vengano fuori le porcate stile cocopro...
Citazione:
Originariamente Scritto da
FdV77
Concordo, questa precarietà che avanza sempre con più incisività (precarietà, che è diverso da flessibilità) non è certo la soluzione al problema lavoro, però di certo non lo è neppure sapere di dover assumere un tizio e di non poterlo cacciare più neppure se dorme 8 ore su 8 sul posto di lavoro... come spesso accade, la verità sta nel mezzo.
Il problema, secondo me, è che in italia c'è troppa disparità di diritti tra chi ha un contratto a tempo indeterminato, e tutti gli altri "atipici"...
Bisognerebbe che i primi facessero un passo indietro, in modo che tutti gli altri possano fare un passo avanti. Ma questo in italia non accadrà MAI.
-
Ti dico uno dei problemi principali per il quale non entrerà mai in funzione la meritocrazia qui da noi? I sindacati.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Fuori_schema
Appunto.
Quelli che "sanno lavorare" mica si assumono.
Ma non è vero, quelli che non si assumono, ma sanno lavorare, sono quelli che preferiscono non avere una contratto a tempo indeterminato, solitamente perchè così facendo guadagnano molto di più.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Fuori_schema
La convenienza è appunto il punto centrale. E nessuno appunto "sposa" nessuno proponendo assunzioni, anche in presenza di gente che sa lavorare.
Più che altro, si tende a tirare in lungo il più possibile il periodo di prova, una specie di fidanzamento lungo, insomma...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Fuori_schema
Semplice esempietto:
(omissis)
Questo è un "basso profilo" secondo la tua ipotesi?
Secondo la mia ipotesi si tratta di grande impresa. Le dinamiche di impiego li sono assai diverse, l'assunzione non ha ricadute immediate sulla gestione...
Citazione:
Originariamente Scritto da
Fuori_schema
Se fai le selezioni sai benissimo cosa succede, mi basta che non fai l'indiano.
Non faccio l'indiano, parlo di quello che conosco. Non ho pretese di conoscere le metodologie o le strategie seguite da tutte le imprese che operano in Italia, ma darmi del venduto su un forum dove nessuno dei potenziali "adulati" possa darmene credito pare assai fuori luogo.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
FdV77
Ti dico uno dei problemi principali per il quale non entrerà mai in funzione la meritocrazia qui da noi? I sindacati.
Oddio, quelli in realtà sono parti privilegiate con le quali trattare. Di solito sono piene di politici, quindi dispostissimi a trattare a fronte di vantaggi personali. Non crederai mica che vogliano mantenere delle leggi garantiste fino allo strangolamento del mercato del lavoro solo per tutelare l'interesse dei lavoratori? :D
Il fatto è che se si sblocca il mercato del lavoro, loro vanno tutti a casa, e lo sanno...:-01#44
-
Stiamo dicendo la stessa cosa, solo che io mi permetto di aggiungere che i primi a difendere l'inutile e parassitaria PA, i lavoratori fancazzisti e quelli incapaci e dannosi sono i sindacati. Sono nati da un'idea onesta, nobile e condivisibile, sono naufragati nel -e con il- sistema italia, dove si tutela innanzitutto chi non produce, chi non merita e chi è sulle spalle degli altri.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Il_Grigio
Ma non è vero, quelli che non si assumono, ma sanno lavorare, sono quelli che preferiscono non avere una contratto a tempo indeterminato, solitamente perchè così facendo guadagnano molto di più.
Più che altro, si tende a tirare in lungo il più possibile il periodo di prova, una specie di fidanzamento lungo, insomma...
Secondo la mia ipotesi si tratta di grande impresa. Le dinamiche di impiego li sono assai diverse, l'assunzione non ha ricadute immediate sulla gestione...
Non faccio l'indiano, parlo di quello che conosco. Non ho pretese di conoscere le metodologie o le strategie seguite da tutte le imprese che operano in Italia, ma darmi del venduto su un forum dove nessuno dei potenziali "adulati" possa darmene credito pare assai fuori luogo.
Allora ti spiego meglio. Non credo che tu sia un "venduto", non ha senso, ma forse non ti è sufficientemente chiara la situazione.
Anche l'esempio che ti ho fatto NON è di una grande impresa. E' una s.r.l.
Mi spiego. Il mercato adesso sostanzialmente si è "scisso".
Ovvero è pieno di aziende (piccole s.r.l) che non fanno altro che "gestire" la manodopera. Dei broker (o caporali se preferisci).
Nel senso che loro sostanzialmente si occupano di fare i "commerciali" (chiamiamoli cosi') presso le imprese per TUTTE quelle attivita' che le normali imprese appunto "terziarizzano" e non gestiscono piu' in proprio in quanto riescono ad avere dei costi inferiori appunto facendole "gestire" ad altri senza assumere direttamente. E le attivita' sono molteplici, mica solo "le pulizie". Addirittura ANCHE la produzione stessa. In quanto la redditivita' per singolo è MOLTO elevata, perche' l'esercito dei poveracci "a progetto" lavorano come delle bestie per aver rinnovato il contrattucolo a costi ridicoli, l'azienda NON prende nessun impegno e i costi di tredicesima, ferie e TFR non esistono piu'.
Rischioso? Eh beh tranquillo, il gioco vale la candela per l'impresa.
Tu mi dirai, "non ci dovrebbe essere vincolo di subordinazione", ma dal dire al "fare" c'è di mezzo un oceano.
Bada bene non parlo solo delle agenzie di "somministrazione del lavoro" (termine veramente ridicolo e pietoso) ma di TANTISSIME aziende "nominalmente" operanti sul settore che in realta' fanno solo questo "giochino" presso tantissimi clienti. Ti posso fare centinaia di esempi in qualsiasi settore produttivo.
Certo, ancora qualche impresa che cerca in autonomia c'è. Ma sono mosche bianche ormai.
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Il_Grigio
Oddio, quelli in realtà sono parti privilegiate con le quali trattare. Di solito sono piene di politici, quindi dispostissimi a trattare a fronte di vantaggi personali. Non crederai mica che vogliano mantenere delle leggi garantiste fino allo strangolamento del mercato del lavoro solo per tutelare l'interesse dei lavoratori? :D
Il fatto è che se si sblocca il mercato del lavoro, loro vanno tutti a casa, e lo sanno...:-01#44
E tu sei sicuro che togliendo le tutele alla gente si "sblocca" il mercato del lavoro?
No, si fa un altro po' di macelleria sociale, al momento attuale stiamo "comprimendo" verso il basso, e al peggio non c'e' fine.
Lasciando perdere il caso della PA che è un caso a se', tu sei convinto che avanzi "a grandi passi" la meritocrazia, io invece son convinto che avanzi a tutto spiano il modello "ferriera dell'800".
E' evidente che non ti è chiaro che il "principio di concorrenza" premia chi riesce ad avere i costi piu' bassi, e siccome l'imprenditoria italiana NON investe quasi NULLA in ricerca e sviluppo, ma preferisce prima comprimere i costi, il panorama che viene fuori è una perfetta "selezione" di chi riesce ad essere piu' figlio di puttana tra gli imprenditori, in primis nei confronti dei dipendenti.
Non ho questa grande opinione dei sindacati, ma avendo fatto sia l'imprenditore che il sindacalista e avendo visto tutte e due le barricate sia nelle riunioni di Confindustria che in quelle delle organizzazioni sindacali, la mia opinione è che gli imprenditori siano una massa di piagnoni che vogliono solo parassitare lo stato con appalti e facilitazioni, magari ammazzando i dipendenti per ottenere piu' "produttività" e minori costi, e i sindacati quando non sono complici di questo stato di cose, si limitano a "proclami di genere" con decisamente poco costrutto.
-
Esulando un attimo dalla situazione dei "paria" a progetto...
Da Repubblica.it di oggi un ottimo quadretto della situazione del lavoro:
"Capi senza qualità, impiegati sfaticati"
La battaglia senza fine degli uffici italiani
E c'è anche chi propone che siano i subordinati a fine anno a dare le pagelle ai dirigenti
di FEDERICO PACE
ROMA - Dispacci dagli uffici d'Italia. Intervengono tutti. Impiegati, dirigenti, quadri, segretarie e funzionari. Dicono la loro sul blog aperto dal nostro sito e da miojob, per commentare la bocciatura di dirigenti e quadri da parte degli italiani, gli addetti di imprese private e gli impiegati della pubblica amministrazione. E pare che nel luogo della discussione si replichino le stesse incomprensioni che accadono ogni giorno tra le scrivanie degli uffici.
Pochi quelli che parlano bene dei loro superiori. Tanti quelli che accusano i capi di inadeguatezza. I capi però, quelli che rispondono, dicono che sono i dipendenti a rendere loro la vita difficile e chiedono che si indaghi su cosa pensano davvero i capi dei loro collaboratori. Se c'è qualcosa che non va nelle imprese, dicono, non è solo colpa di chi le comanda. Ma sale anche il lamento dei quadri che si sentono nel bel mezzo della stretta di una morsa tra i dirigenti da un lato e i sottoposti dall'altro. Tiranni gli uni, dicono, e inetti gli altri.
Il muro delle lamentele. Per alcuni più in alto si sale lungo la scala gerarchica aziendale e più facile è trovare quelli che sono poco capaci. "In 25 anni di esperienza lavorativa e sei aziende differenti - racconta Paolo - solo una volta ho collaborato con un capo che non seguiva la legge secondo cui normalmente si tende a ricoprire posizioni tali da esprimere il massimo della propria incompetenza". Ai vertici, sulle vette delle imprese, dice il fronte dei delusi dei nostri lettori, quelli in gamba sono merce rara. "Ci sono anche bravi e capaci manager e dirigenti, che sanno motivare le persone - dice Giuseppe - capaci di far crescere sia il valore del business che gestiscono sia quello dei loro collaboratori, ma il loro numero pesa sempre meno, e a volte anche loro rischiano di adeguarsi al "sistema", a volte anche comprensibilmente, fosse solo per puro spirito di sopravvivenza."
Una promozione. C'è anche chi esprime un giudizio positivo sul proprio responsabile. "Io ho un capo giusto - dice Ale - che valorizza i suoi collaboratori, suddivide il lavoro, si interessa di tutti noi e condivide la sua vita privata senza esser invadente. Insegna e sa".
Pagelle. Qualcuno propone di dare, in maniera istituzionale, ai dipendenti la possibilità di fare sentire la propria voce all'interno dell'impresa e giudicare i propri responsabili. "Impiegati e segreterie - scrive Filippo - dovrebbero dare un giudizio a fine anno dei loro "kapi" e pubblicarlo sul bollettino aziendale con vari suggerimenti."
Quelli della pubblica amministrazione. Quando si parla di loro si dice che sono dei "fannulloni" con aumenti di stipendio troppo elevati. Le cose non sono così semplici però e anche loro hanno da dire sui superiori. "Lavoro in una P. A. e sono un'impiegata - racconta una lettrice - Il mio capo prende circa seimila euro al mese. Per lui 'lavoro di gruppo', 'coordinamento', 'direttive' sono parole vuote che non hanno significato alcuno. Non guida l'auto, per cui un terzo del suo tempo lo passa in pullman. Un terzo aspetta fuori dalla porta alti dirigenti che non lo ricevono mai ed il rimanente tempo lo spreca facendo discorsi che non hanno né capo né coda e scrivendo lettere dove la grammatica è un lusso che non si può permettere. Ma lui non se ne fa un problema: tanto ci sono gli schiavi che gli parano sempre il di dietro!"
Le difficoltà di un capo. Dall'altro ci sono i capi che le cose le fanno con serietà e vogliono dire delle difficoltà a cui vanno incontro . "E' molto difficile coordinare il lavoro di un gruppo di persone - dice Nino - servono attitudini che non sempre coincidono con una buona base tecnica. Ho cercato di instaurare con i miei collaboratori un rapporto elastico per quanto riguarda le loro esigenze. Ma ho comunque grosse difficoltà nel far loro digerire alcune direttive: per esempio il lavoro di gruppo non lo capiscono e non lo concepiscono, hanno la tendenza a prevaricarsi l'un con l'altro; la formazione la devo imporre, da loro non arriverebbero mai richieste. Risultato: la loro gestione è difficile e io non sono un capo apprezzato."
Le colpe dei dipendenti. Raccontare del malessere dei dipendenti per i propri capi vuol dire raccontare solo un lato della medaglia. Per Stefano si dovrebbe "stabilire quanto i responsabili di reparto, i capo ufficio, i responsabili di progetto abbiano a che fare con collaboratori con poca disponibilità all'ascolto delle persone di maggiore esperienza, della loro presunzione di essere competenti a poche settimane dall'assunzione, alla scarsa disponibilità al lavoro di gruppo, tendenza all'accentramento delle risorse da condividere e individualismo spregiudicato". Gli fa eco Mario che dice: "Trovare collaboratori validi è difficile quanto trovare manager validi".
Quelli che stanno nel mezzo. "Io sono un quadro - dice Nadal - gestisco otto persone e faccio parte di una grande azienda, cerco di fare al meglio il mio lavoro senza discriminazioni tra essi e con la massima onesta. Purtroppo questa merce è rara ed inoltre voglio aggiungere che il livello dei quadri è quello che spesso subisce critiche, segnalazioni e appunti sia da chi sta sopra sia da chi sta sotto."
-
In altri termini, la meritocrazia in Italia è semplicemente un miraggio.
Come diceva giustamente Rommel degli italiani "buona truppa ma pessimi generali".
Quindi, prima di pensare allegramente "olè, deregolamentiamo tutto cosi' finalmente tutti saranno piu' felici e contenti", fatevi prima un esamino di coscienza e riflettete se siete cosi' davvero convinti che "emergeranno i migliori".
Di certo sta il fatto che il livello di gestione del personale e in genere della meritocrazia in Italia sta piu' in basso dello Zimbabwe e che i famosi "fancazzisti" come per incanto appaiono ai vertici.....
A parte la politica chissa poi chi ce li mette...
Un appunto a Banderas.
Mettiamo il caso che tu sia in perfetta buona fede e che ti comporti in maniera del tutto corretta.
Beh, ti avverto, alla fine sarai messo fuori gioco da chi in maniera "corretta" NON si comporta, da chi strappa prezzi inferiori massacrando la gente.
Quindi l'effetto di queste meravigliose leggi di "deregulation" del mercato del lavoro alla fine lo pagherà anche chi fa l'imprenditore "in buona fede".
-
Citazione:
Originariamente Scritto da
Fuori_schema
In altri termini, la meritocrazia in Italia è semplicemente un miraggio.
Come diceva giustamente Rommel degli italiani "buona truppa ma pessimi generali".
Quindi, prima di pensare allegramente "olè, deregolamentiamo tutto cosi' finalmente tutti saranno piu' felici e contenti", fatevi prima un esamino di coscienza e riflettete se siete cosi' davvero convinti che "emergeranno i migliori".
Di certo sta il fatto che il livello di gestione del personale e in genere della meritocrazia in Italia sta piu' in basso dello Zimbabwe e che i famosi "fancazzisti" come per incanto appaiono ai vertici.....
A parte la politica chissa poi chi ce li mette...
Un appunto a Banderas.
Mettiamo il caso che tu sia in perfetta buona fede e che ti comporti in maniera del tutto corretta.
Beh, ti avverto, alla fine sarai messo fuori gioco da chi in maniera "corretta" NON si comporta, da chi strappa prezzi inferiori massacrando la gente.
Quindi l'effetto di queste meravigliose leggi di "deregulation" del mercato del lavoro alla fine lo pagherà anche chi fa l'imprenditore "in buona fede".
Mi scontro ogni giorno con un mio concorrente che "fa i prezzi sotto al pavimento" e in taluni casi alcuni clienti li ho persi per sempre, ma è anche altrettanto vero che in altri casi mi sono aggiudicato commesse ad un prezzo più alto perchè comunque il tizio in questione non è in grado di garantire qualità.
Non so come sia strutturata a livello di personale l' azienda del tizio in questione ma se si vuole giocare troppo al ribasso nei prezzi si gioca al ribasso anche come qualità.
Nell' immediato può sembrare vincente sputtanare il mercato e i propri concorrenti ma nel medio e lungo termine le aziende che hanno scelto la linea del basso profilo, tutte quelle che conosco io sono, tutte in crisi finanziaria come me lo spieghi questo ?
Saluti Liberali