Dopo l'annuncio dell'auto sospensione di Vincenzo Visco sulla delega alla Gdf, il centrodestra insorge: per tutti gli esponenti della Cdl il termine comune è "vergogna".
Vergogna per aver spostato il comandante generale della Guardia di Finanza, vergogna per aver permesso a Vincenzo Visco di non dimettersi dalla sua carica istituzionale, vergogna per lo scudo protettivo che il Governo ha scagliato contro i media censurando tutta la vicenda, facendola sparire dagli atti ufficiali. Vergogna per aver evitato che il governo perdesse fisiologicamente la maggioranza in un voto che avrebbe rispecchiato la verità sullo stato della maggioranza Prodiana.
Sandro Bondi (FI):
"Il governo ha rimosso il comandante generale della Guardia di Finanza colpevole solo di aver tutelato le sue prerogative istituzionali e la dignità delle Fiamme Gialle dalle illegittime interferenze del viceministro Visco. Siamo nel pieno di una grave emergenza democratica. Non posso credere che non ci siano più in questo Paese istituzioni indipendenti in grado di arrestare questa deriva autoritaria di un governo irresponsabile".
Lorenzo Cesa (Udc):
"Il comportamento del governo e' vergognoso. Si colpisce un servitore dello Stato che ha avuto il torto di difendere i propri uomini e di pretendere il rispetto delle regole anche da parte della politica"."Lo stesso governo peraltro identifica chiaramente le responsabilità di Visco, costretto a rimettere le deleghe sulla guardia di finanza. L’atteggiamento di Palazzo Chigi getta nuovo discredito sulle istituzioni e mostra la parzialita' del centrosinistra e ci espone a una pessima figura in ambito internazionale. Siamo curiosi di vedere a questo punto il comportamento di Mastella e Di Pietro. L’Udc si riserva ogni iniziativa a difesa della legalità violata".
Gianni Alemanno (AN):
"E’ una vergogna che il governo Prodi per far pagare a Visco le sue colpe abbia sacrificato una persona onesta e corretta come il generale Speciale".
"Quella praticata è una logica ipocrita degna della peggiore partitocrazia che punisce il coraggio e la dedizione dei servitori dello Stato. Tutti coloro che oggi portano la divisa e servono lealmente le istituzioni sanno ancora di più di che pasta è fatto il governo Prodi".
Fabrizio Cicchitto (FI):
"Ci troviamo di fronte ad un autentico colpo di mano di straordinaria gravità da parte di un governo senza dignità e serietà, che invece di far dimettere un viceministro che ha cercato di manipolare i vertici della Guardia di Finanza, sostituisce il generale Speciale che ha dimostrato grande dignità e autonomia. Si dimostra che questo governo senza consenso nel Paese sta anche diventando pericoloso sul terreno democratico".
Luca Volonté (Udc):
"Rimettendo le deleghe sulla Guardia di Finanza, Visco conferma le sue indebite pressioni e la sua inconciliabilità con la permanenza al Governo. L’immoralità dell'esecutivo di Prodi si giudica ancora una volta dalla vendetta che emerge dal trasloco forzoso che si è voluto attuale verso il generale Speciale, colpevole solo di aver servito lo Stato".
Isabella Bertolini (FI):
"Troppo poco. Visco se ne deve andare. Con la rinuncia delle delega ha confermato le sue gravissime responsabilità. Prodi lo deve allontanare dal governo". "L’esecutivo sarebbe caduto in Senato. Ora è allo sbando. Uno spettacolo indegno. La rappresaglia contro il Generale speciale è incivile. Roba da stalinisti". Il comandante delle Fiamme Gialle "è un galantuomo- ha spiegato- un grande professionista che ha difeso la giustizia e la legalità. Ma evidentemente chi difende la libertà dall’arrogante normalizzazione prodiana, deve essere colpito. Anche questa è una delle grandi vergogne con cui il governo Prodi infanga l’Italia. Siamo al fianco del Generale Speciale. Non permetteremo all’Unione di continuare a calpestare la democrazia".
Renato Schifani (FI):
"Soltanto un governo con l’acqua alla gola può compiere un blitz così grave. La rimozione del comandante generale della Guardia di Finanza, Roberto Speciale, è il gesto di un governo ormai disperato, che usa soltanto la forza per risolvere i suoi problemi di credibilità. Un gesto, tra l'altro, di rottura nei confronti di uno dei più alti vertici delle Forze armate, che contiene un messaggio pericoloso e destabilizzante: chi avrà l’ardire con questo governo di dire la verità sui comportamenti illegittimi di qualcuno dei suoi componenti subirà la rimozione d’autorità con la forza. L’azzeramento della delega sulla Guardia di Finanza da parte del viceministro Visco costituisce il fallimento della credibilità di questo governo ed apre una crisi ancora più grave nel Paese, che ormai sa di essere governato da un esecutivo che ricorre a metodi pseudo-dittatoriali per rimuovere il dissenso nei suoi confronti".
Maurizio Gasparri (AN):
"Siamo di fronte al colpo di Stato. Il presidente della Repubblica non ha nulla da dire? La festa della Repubblica è oscurata da un attentato alla Costituzione attuato da un Consiglio dei ministri delegittimato. Va riunito subito il Parlamento a tutela della legalità repubblicana minacciata da un vero golpe".
Roberto Maroni (Lega Nord):
"Per salvare la faccia di un membro del governo si sacrifica senza scrupoli un servitore dello Stato. Si tratta di una decisione senza precedenti che, assieme alle altre scelte assunte da questo governo, rende sempre più difficile il dialogo tra maggioranza e opposizione".


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