LA TRIENNALIZZAZIONE DEI CONTRATTI di M. Tozzato
Se la memoria non mi tradisce quando c’era Fini a trattare per il contratto del pubblico impiego, nell’epoca di Berlusconi, si riuscì ad ottenere un paio di volte una novantina di euro pagati per tutto il biennio (24 mesi). Nonostante il ritardo con cui vennero concluse le trattative venne, perciò, conteggiata ogni mensilità arretrata spettante. L’accordo di ieri tra Governo e sindacati prevede l’aumento di 101 Euro lordi in media per tutto il pubblico impiego ma solo a partire dal 1° febbraio 2007. Il contratto precedente era scaduto il 31 dicembre 2005, di conseguenza nel biennio 2006-2007 ben 13 mesi vengono cancellati, saltati del tutto, azzerati. Consideriamo, inoltre, l’importanza di questo fatto per le contrattazioni ancora sul tappeto delle grandi categorie dei lavoratori privati. La campagna portata avanti dal prof. Ichino (la guerra ai dipendenti pubblici “fannulloni”) non aveva certo lo scopo di mettere in evidenza le manchevolezze, che sono sicuramente molto rilevanti, nella gestione del settore pubblico ma piuttosto di preparare un attacco, a tutto campo, al tenore di vita (salario nominale e salario reale) dei lavoratori dipendenti sia pubblici che privati. Su “il manifesto” di oggi (30.05.2007) l’ineffabile Carlo Podda, segretario Funzione pubblica Cgil, considera in termini positivi proprio il risultato economico delle trattative mentre con evidente “pudore” si esprime riguardo all’altro meraviglioso risultato ottenuto dai sindacati confederali: <<il contratto triennale sperimentale , dal 2008 al 2010. Detto in parole povere: ci siamo impegnati a trattare, ma non è detto che quell’accordo verrà mai raggiunto. Anzi personalmente penso che sia difficilissimo siglarlo alle condizioni che noi porremo.>> State tutti tranquilli, insomma, si è trattato solo di uno scherzo ! Perché in effetti qualcuno si preoccupa:<<Il timore è che diluendo ancor di più i tempi, si dilatino anche le”vacanze contrattuali”, con conseguenti maggiori perdite rispetto all’inflazione reale, mentre il contratto nazionale perderebbe sempre più centralità (anche per il combinato disposto della defiscalizzazione del secondo livello).>> Per tranquillizzarci ulteriormente e dimostrare che si tratta veramente di uno scherzo Podda precisa:<<…faccio notare che i confederali hanno firmato solo gli aumenti economici, le categorie quello sulla sperimentazione del triennio: due accordi separati e complementari, che però non impegnano la altre categorie alla triennalizzazione.>> ?!? Cosa significa questo “chiarimento”? Secondo me Podda vuole semplicemente capire se siamo proprio deficienti oppure no; ma questa, comunque, è soltanto la mia opinione. Anche i sindacati di base aggiugono alcune osservazioni critiche che forse possono risultare interessanti:<<la triennalizzazione del contratto […] era un obiettivo perseguito da tempo da Confindustria, su cui si era già cimentato senza successo (corsivo e neretto mio.M.T.)Berlusconi.[…]La tesi ufficiale -”solo una sperimentazione” che non riguarderà altre categorie – viene considerata inattendibile […]. La previsione di rivedere l’intera struttura del contratto entro dicembre si riferisce ovviamente a tutto il mondo del lavoro.>> Per concludere i sindacati di base ricordano che prima degli accordi del luglio 93’, quando si andava di tre anni in tre anni, c’era al posto dell’”inflazione programmata” la “scala mobile”, gli scatti biennali e altri automatismi che consentivano di difendere un po’ meglio il potere d’acquisto del salario.
Mauro Tozzato 30.05.2007
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