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  1. #1
    Fiamma dell'Occidente
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    Predefinito Caso Petroni, contro l'occupazione sovietica della RAI

    La Cdl grida al golpe: attacco inaccettabile. Mercoledì si riunisce il Cda

    Rai: Padoa-Schioppa, «Situazione di stallo»
    «Interrotto il rapporto di fiducia con il rappresentante del Tesoro Petroni»,
    nominato a suo tempo dall'ex ministro Tremonti

    ROMA - La Rai si trova «in una situazione di stallo». Lo ha scritto il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Romano Prodi. Ne ha dato notizia il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta nel corso di una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri. «Prodi - ha spiegato Letta - ha annunciato che scriverà presidente della Rai in modo tale da discutere la vicenda nelle sedi opportune». Il Cda della tv pubblica è stato poi convocato dal presidente Petruccioli per la mattina di mercoledì prossimo. Padoa-Schioppa ha inoltre comunicato alla Rai che, secondo quanto riferito dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, «si è interrotto il rapporto di fiducia con il proprio rappresentante» nel Cda, ovvero Angelo Maria Petroni, considerato di area Forza Italia e nominato dall'ex ministro del Tesoro, Giulio Tremonti.
    IL NODO PETRONI - Le parole di Padoa-Schioppa hanno scatenato la reazione della Cdl, contraria a qualunque cambiamento nella composizione del Cda, di cui controlla la maggioranza essendo l'organismo stato nominato ai tempi del governo Berlusconi. E il rappresentante del Tesoro, azionista di maggioranza, è appunto Petroni, che però è politicamente schierato all'opposizione. «Petroni, anziché fare il consigliere tecnico, fa sempre più il capogruppo del centrodestra», ha sottolineato il senatore ulivista Giuseppe Giulietti. Di qui la presa di posizione del ministro.
    «TENTATIVO DI GOLPE» - Per Paolo Bonaiuti, portavoce di Silvio Berlusconi, «quello di Padoa Schioppa è un tentativo inaccettabile di attacco contro il Cda regolarmente in carica, un tentativo per di più insostenibile dal punto di vista giuridico. Mai nella storia della Rai si era giunti ad una revoca del genere da parte del governo». Si spinge oltre Raffaele Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia: « La decisione del governo di sfiduciare il consigliere della Rai Angelo Maria Petroni sarebbe un golpe senza precedenti, in palese contrasto con la legge. Di fronte ad una simile gravissima iniziativa saremmo costretti a rispondere paralizzando i lavori del Senato».
    LEGA E UDC - Parole dure anche dalla Lega: «Come in ogni regime che si rispetti - ha detto il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli - dopo aver espropriato il popolo delle proprie risorse finanziarie con le tasse ora si procede, attraverso l'occupazione manu militari, a prendere possesso del sistema radio-televisivo pubblico». Secondo il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, «la sinistra sta facendo questa manovra per mandare a casa Petruccioli, evidentemente non si fidano più del loro presidente. Perchè o si dimette Petruccioli e si ricrea un equilibrio o il cda deve essere azzerato».
    MASTELLA: «NUOVO CDA» - Un tentativo di mediazione arriva dal ministro della Giustizia, Clemente Mastella: «È corretta l'impostazione del governo che sostituisce un suo rappresentante nel Cda della Rai avendo certificato il Consiglio la sua incapacità a gestire una grande azienda come la Rai, ma si pone una questione politica fondamentale. Occorre che tutto il Consiglio si dimetta anche perchè il presupposto di questo Consiglio nasceva sull'idea che il presidente toccava all'opposizione e il governo avrebbe avuto la sua maggioranza nel Cda». «Oggi oggettivamente - prosegue il leader del Campanile - presidente e direttore generale rispondono alla stessa coalizione di maggioranza. È uno squilibrio che francamente non si tiene in piedi politicamente».
    11 maggio 2007
    _
    P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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    Presidente di Progetto Liberale

  2. #2
    Fiamma dell'Occidente
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    Dietro le quinte della scelta di Padoa-Schioppa sulla Rai
    Il consigliere FI in «trincea»
    con Tremonti: sarà battaglia legale


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    ROMA — Da quando si è insediato il governo Prodi, il consigliere Rai Angelo Maria Petroni passa una mezz'ora al giorno a ritagliare quotidiani e stampare agenzie. Dedicate a un solo argomento: dichiarazioni di esponenti politici del centrosinistra che chiedono a Padoa-Schioppa la sua rimozione. E dal maggio 2006 quasi non c'è stato Consiglio Rai che non abbia registrato una richiesta di Petroni: vorrei mettere a verbale l'ennesima dichiarazione politica ostile nei miei confronti, sono oggetto di continui attacchi non legati alla qualità del mio impegno per la Rai ma all'ideologia... Petroni (50 anni, perugino di Montefalco, laurea in filosofia della scienza a Pisa, formazione al «Centro Einaudi» di Torino raggiunto con Giuliano Urbani, pubblicazioni su Popper e Keplero e saggi sul Federalismo possibile, una lunga direzione alla Scuola superiore della Pubblica Amministrazione finita bruscamente nell'era dell'Unione) ha insomma costruito per tempo, con paziente puntigliosità, la strategia per rispondere a una possibile ipotesi di rimozione. Il consigliere ha già chiara una strada da percorrere: collegare la decisione presa ieri in Consiglio dei ministri a quelle dichiarazioni per arrivare alla (per lui) più ovvia delle conclusioni, cioè che sarebbero solo manovre politiche. E chi ne conosce bene il carattere, sa che qualsiasi futuro duello legale avrà nel professore un interlocutore ferratissimo in materia procedurale.

    Un banale quanto probabile ricorso al Tar del Lazio finirebbe col bloccare di fatto la Rai per diverse settimane: proprio mentre la tv pubblica presenta i palinsesti ai clienti pubblicitari a Cannes. Cioè si potrebbe ottenere l'effetto opposto: altro che rimozione dell'ostacolo Petroni sulla via verso la fluidificazione del Consiglio Rai, i tempi si allungherebbero ancora di più. In quanto all'atto deciso ieri dal ministro dell'Economia, per Petroni sarebbe nullo: soprattutto perché, ha fatto capire il professore, nella legge Gasparri tuttora in vigore non esiste lo strumento della revoca e per mandarmi via bisognerà impugnare il codice civile, e quali colpe gravi avrei commesso? Solo aver votato non contro l'ordine del giorno di Petruccioli su un nuovo vertice per Raidue ma per il suo slittamento a dopo la discussione sulle consociate, per di più col parere favorevole del collegio sindacale? Se questa è una colpa... Altro argomento di Petroni è contenuto già in una lettera spedita ad aprile dal presidente della Vigilanza Mario Landolfi proprio a Padoa Schioppa: «La recente pronuncia di parziale illegittimità costituzionale della legge 145 del 2002 testimonia del disfavore con cui l'ordinamento giuridico considera disposizioni normative che legano le nomine dei vertici degli enti pubblici o di interesse pubblico al mutare delle maggioranze di Governo». Gli argomenti di Petroni sarebbero insomma pronti, e numerosi. E lui, naturalmente, resta al suo posto.... Ma non basta. Molti pareri giuridici favorevoli alla posizione di Angelo Maria Petroni sarebbero nelle mani di Giulio Tremonti, grande sostenitore del Professore e probabile co-regista di una possibile strategia di resistenza a viale Mazzini. I suoi colleghi del centrodestra sono già schierati con lui. Marco Staderini («nessuna motivazione legale all'atto di Padoa-Schioppa) e Giuliano Urbani («il meccanismo della revoca non ha fondamento giuridico») sono concordi. Soprattutto Urbani assicura: Petroni «tutelerà i suoi diritti e assumerà i comportamenti del caso». È la conferma. La battaglia comincia, chissà quando finirà.

    Paolo Conti
    12 maggio 2007
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    Presidente di Progetto Liberale

  3. #3
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    Mi sembra ovvio che l'attuale governo cerchi in tutti modi di coprire le sue tracce (ovvero i disastri). Tanto viviamo già in un soft-regime di cui la Rai è la ciliegina sulla torta.

  4. #4
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    Battaglia DURISSIMA contro l'iniziativa di Padoa Schioppa e soprattutto contro il tentativo del Centrosinistra di mettere le sue manacce sulla rete pubblica.
    Già il Tg1 e il Tg3 sono palesemente schierati,già il direttore Cappon è l'amichetto dei soliti noti...guai se pure Rai2 viene toccata.
    Come ha detto Schifani,non vedrei affatto male la totale paralisi dei lavori del Senato come rappresaglia.
    Fino adesso il CentroDestra è stato troppo buono.

  5. #5
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    Ma come, la Rai non era già occupata?
    E come mai consiglieri di FI hanno votato Cappon? Sono per caso degli incompetenti...??

    Per Zaffo: I senatori devi portarli in Aula per fare opposizione, non bastano le parole.. Quelli della CDL in particolare vengono si e no quando ci sono le cose grosse...

  6. #6
    Conservatorismo e Libertà
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Ma come, la Rai non era già occupata?
    E come mai consiglieri di FI hanno votato Cappon? Sono per caso degli incompetenti...??
    Cappon è passato solo perchè c'è stato un accordo per altre nomine.
    La Rai in questi ultimi mesi è stata oggetto delle "voglie" spartitorie messe in atto dalla attuale maggioranza. Ma hanno fatto arrabbiare i piccolini(non starò qui a riportare le dichiarazioni di Mastella) -poveretti loro! Volevano più posti.

    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica
    Per Zaffo: I senatori devi portarli in Aula per fare opposizione, non bastano le parole.. Quelli della CDL in particolare vengono si e no quando ci sono le cose grosse...
    Alt! Non parlo di passaggio del senato al centrodestra (cosa impossibile,visto che in ogni caso tra follini e senatori a vita l'Unione può reggere),ma di un'altra cosa.
    Sai bene che fino adesso è andata di lusso;ma basta concentrarsi un pò solo sul processo verbale per far perdere una mattinata intera. Per non parlare di tutti gli altri mezzi permessi dal Regolamento.
    Fino adesso non si è mai fatto nulla solo per una questione di bon-ton e per non ricevere accuse di ostruzionismo asfissiante;ma se guerra deve essere...guerra sarà,se così decideranno i vertici del CentroDestra,se sarà opportuno.

  7. #7
    Repubblica
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Cappon è passato solo perchè c'è stato un accordo per altre nomine.
    La Rai in questi ultimi mesi è stata oggetto delle "voglie" spartitorie messe in atto dalla attuale maggioranza. Ma hanno fatto arrabbiare i piccolini(non starò qui a riportare le dichiarazioni di Mastella) -poveretti loro! Volevano più posti.

    Alt! Non parlo di passaggio del senato al centrodestra (cosa impossibile,visto che in ogni caso tra follini e senatori a vita l'Unione può reggere),ma di un'altra cosa.
    Sai bene che fino adesso è andata di lusso;ma basta concentrarsi un pò solo sul processo verbale per far perdere una mattinata intera. Per non parlare di tutti gli altri mezzi permessi dal Regolamento.
    Fino adeso non si è mai fatto nulla solo per una questione di bon-ton e per non ricevere accuse di ostruzionismo asfissiante;ma se guerra deve essere...guerra sarà,se così decideranno i vertici del centroDestra,se sarà opportuno.
    Forse non segui il Senato della Repubblica Italiana, perchè ti posso assicurare che il numero legale viene chiesto, ma c'è sempre e se c'è quello c'èa nche la maggioranza, quindi per fare quello che vuole Schifani, servono i suoi in aula, che non si vedono da quando hanno votato contro i nostri ragazzi in Afghanistan..

  8. #8
    Conservatorismo e Libertà
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    Citazione Originariamente Scritto da Repubblica Visualizza Messaggio
    Forse non segui il Senato della Repubblica Italiana, perchè ti posso assicurare che il numero legale viene chiesto, ma c'è sempre e se c'è quello c'èa nche la maggioranza, quindi per fare quello che vuole Schifani, servono i suoi in aula, che non si vedono da quando hanno votato contro i nostri ragazzi in Afghanistan..
    Certo che sarebbe meglio che il numero legale non ci fosse,ma il punto non è questo.
    Ad esempio,solo sul processo verbale,il Regolamento prevede:

    3. Sul processo verbale non è concessa la parola se non a chi intenda farvi inserire una rettifica, oppure parlare per fatto personale o per un semplice annuncio di voto.

    Ebbene,se anche solo 130 senatori prendono la parola per rettificare,precisare,annunciare il voto,si converrà che due orette se ne vanno.

    Poi aggiungiamo:

    L'inversione della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno della seduta può essere decisa dal Presidente o proposta da otto Senatori. Ove l'Assemblea sia chiamata dal Presidente a decidere su tale proposta, la votazione si fa per alzata di mano dopo l'intervento di non più di un oratore contro e uno a favore e per non oltre dieci minuti ciascuno.

    Anche qui,se questa cosa viene fatta SEMPRE,se ne va via un pò di tempo.

    Ma soprattutto:

    I richiami al Regolamento o per l'ordine del giorno o per la priorità di una discussione o votazione hanno la precedenza sulla questione principale e ne fanno sospendere la discussione.
    2. Sui richiami possono di regola parlare, dopo il proponente, soltanto un oratore contro e uno a favore e per non più di dieci minuti ciascuno; il Presidente ha tuttavia facoltà, valutata l'importanza della questione, di dare la parola ad un oratore per ciascun Gruppo parlamentare.


    Come si sa spesso dei richiami al regolamento vengono fatti,ma non eccedono molto (anche nelle questioni più spinose,si occupa al massimo un'ora -talvolta un pò di più).
    Proviamo però a pensare a una opposizione molto,molto incavolata e puntigliosa.

    Inoltre,per la discussione delle leggi,ci sono le sospensive,le pregiudiziali,il non passaggio all'esame degli articoli,gli ordini del giorno.
    Tutte cose che vanno discusse.
    E se l'opposizione provasse a presentarne il massimo possibile?


    Insomma,alla fine il Senato può pure funzionare,ma diciamo che i lavori andrebbero molto più lentamente.

    Lo so,non verrà mai fatta una cosa del genere. Ma è giusto minacciarla se l'opposizione si ritiene lesa.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Certo che sarebbe meglio che il numero legale non ci fosse,ma il punto non è questo.
    Ad esempio,solo sul processo verbale,il Regolamento prevede:

    3. Sul processo verbale non è concessa la parola se non a chi intenda farvi inserire una rettifica, oppure parlare per fatto personale o per un semplice annuncio di voto.

    Ebbene,se anche solo 130 senatori prendono la parola per rettificare,precisare,annunciare il voto,si converrà che due orette se ne vanno.

    Poi aggiungiamo:

    L'inversione della trattazione degli argomenti iscritti all'ordine del giorno della seduta può essere decisa dal Presidente o proposta da otto Senatori. Ove l'Assemblea sia chiamata dal Presidente a decidere su tale proposta, la votazione si fa per alzata di mano dopo l'intervento di non più di un oratore contro e uno a favore e per non oltre dieci minuti ciascuno.

    Anche qui,se questa cosa viene fatta SEMPRE,se ne va via un pò di tempo.

    Ma soprattutto:

    I richiami al Regolamento o per l'ordine del giorno o per la priorità di una discussione o votazione hanno la precedenza sulla questione principale e ne fanno sospendere la discussione.
    2. Sui richiami possono di regola parlare, dopo il proponente, soltanto un oratore contro e uno a favore e per non più di dieci minuti ciascuno; il Presidente ha tuttavia facoltà, valutata l'importanza della questione, di dare la parola ad un oratore per ciascun Gruppo parlamentare.

    Come si sa spesso dei richiami al regolamento vengono fatti,ma non eccedono molto (anche nelle questioni più spinose,si occupa al massimo un'ora -talvolta un pò di più).
    Proviamo però a pensare a una opposizione molto,molto incavolata e puntigliosa.

    Inoltre,per la discussione delle leggi,ci sono le sospensive,le pregiudiziali,il non passaggio all'esame degli articoli,gli ordini del giorno.
    Tutte cose che vanno discusse.
    E se l'opposizione provasse a presentarne il massimo possibile?


    Insomma,alla fine il Senato può pure funzionare,ma diciamo che i lavori andrebbero molto più lentamente.

    Lo so,non verrà mai fatta una cosa del genere. Ma è giusto minacciarla se l'opposizione si ritiene lesa.
    No, il tempo zaffo non è limitato, tutto è già previsto in un massimo, come i richiami al regolamento hanno un tempo massimo così anche il processo verbale con le relative approvazioni. La scorsa legislatura l'opposizione ha fatto una settimana di opposizione totale, ma alla fine per quanto ci si possa sforzare alla fine si rallenta di poco...

  10. #10
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    Una cosa è certa: con questo consiglio a maggioranza di CSX e con due direttori di rete su tre di destra (RAI uno e RAI due) la RAI sta facendo gli interessi della concorrenza. Vedi i recenti flop di programmi demenziali affidati a sconosciuti o ad un trombone come Funari e vedi la vicenda dell'acquisto dei diritti sui mondiali da parte di Marano ad una cifra astronomica e non rivendibili perchè lui ha firmato un contratto in inglese non comprendendone le clausole (come se la RAI non avesse gente che conosce l'inglese).
    In RAI c'è gente che la televisione l'ha inventata come Minoli e Freccero ed in RAI devono andare persone preparate per fare della sana e VERA concorrenza, per far guadagnare soldi all'azienda e magari per questa via ridurre il canone.

 

 
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