Caratteristico dei primi due decenni della pittura milanese del '500 è l'affermazione di un gruppo di maestri legati in modo più o meno diretto a Leonardo, e chiamati nel loro complesso “leonardeschi. E’ però errato considerare questi pittori come una vera e propria scuola raccolta intorno al grande fiorentino: si tratta piuttosto di artisti autonomi con differenti esperienze culturali, accomunati dal riferimento alle opere lasciate da Leonardo a Milano. Tra gli artisti che compongono questo eterogeneo gruppo, alcuni sono stati diretti allievi del maestro fiorento come Marco D'Oggiono (documentato come artista indipendente nella bottega di Leonardo da Vinci fin dal 1490).
Marco (Oggiono, 1475 circa - Milano, circa 1530) eseguì nel 1493-1494, insieme a Giovanni Antonio Boltraffio, la pala Grifi (dal cognome del committente) con la Resurrezione di Cristo con i ss. Leonardo e Lucia per la nuova cappella di San Leonardo, contigua a S Giovanni sul Muro a Milano. La Resurrezione è il pannello centrale della pala d’altare e si presume che il Da Vinci abbia personalmente approntato lo schema per la composizione. Con ampia certezza le figure sono state dipinte dal Boltraffio.
All'inizio del nuovo secolo (1501-1502) eseguì una serie di lavori, oggi in parte perduti per la cattedrale di Savona su commissione del cardinale Giuliano della Rovere, il futuro papa Giulio II; risalgono a questi anni anche le sue tele, perdute, per la confraternita dei milanesi a Venezia e gli affreschi per la chiesa milanese di Santa Maria della Pace (oggi staccati e collocati alla Pinacoteca di Brera), mentre la Pala con i Tre arcangeli (anch'essa a Brera) va datata ad un momento successivo (1515 circa). La pala rappresenta i tre arcangeli della tradizione cristiana con al centro Michele, raffigurato nella posa tipica di brandire la spada e di scacciare il demonio nelle viscere degl’inferi. Della lezione leonardesca emergono gli aspetti chiaroscurali delle figure e la solidità delle forme.
Nella città natale di Oggiono in provincia di Lecco, Marco ha lasciato nella chiesa parrocchiale di Santa Eufemia un bellissimo Polittico della Madonna Assunta. Il polittico è composto da 10 pannelli in ciascuno dei quali è raffigurata l'Assunta, circondata da: S. Eufemia, S. Ambrogio, S.Antonio e S. bernardo; nell'altro lato da: S. Apollonia, S. Lorenzo, S. Sebastiano e S. Rocco; nella parte superiore il Padre Eterno. E' l'unica opera certa lasciata da Marco D'Oggiono nel territorio natale e si deve attribuire alla produzione matura di questo pittore.
Il ricordo del pittore rimane ancora immutato nel cuore e nella mente di tutti gli oggionesi come il più illustre figlio che la città abbia mai avuto. Marco è inoltre rappresentato nello stemma comunale di Oggiono, dove, la tavolozza di colori dell’artista sovrasta le onde del lago nella parte inferiore dello stemma.
Da ultimo segnalo a tutti i lettori che, alla base del monumento in piazza della Scala a Milano, dedicato a Leonardo, sono raffigurati quattro allievi del maestro, tra cui il “nostro” Marco D’Oggiono.
Luca Fumagalli
(anteprima da "Il cinghiale corazzato" n.19, foglio di informazione della Comunità Antagonista Padana dell'Università CAttolica di Milano)
Bibliografia minima
BUSSI M., Marco D'Oggiono, «Giornale di Lecco», 20 giugno 1966
QUATTRINI C., Giovanni Agostino da Lodi e Marco d'Oggiono : quadri a due mani da Santa Maria della Pace a Milano, «Brera mai vista» n. 3 , Milano 2002
SEDINI D., Marco d'Oggiono : tradizione e rinnovamento in Lombardia tra Quattrocento e Cinquecento, Milano 1989




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