dal quotidiano LIBERO di oggi
Follia cinese «Tienanmen? Mai esistita»
HONG KONG «E' impossibile che tutti questi corpi siano spariti. Proviamo a mettere un maiale davanti ad un carroarmato e vediamo se la sua carne viene tritata»; Ma Lik, presidente dell'Alleanza democratica per lo sviluppo ed il progresso di Hong Kong (un partito molto vicino al governo di Pechino. Sulla città pende ancora la sua profezia di sventura: «Niente democrazia fino al 2022») ha usato argomentazioni come questa per negare l'esistenza della strage di piazza Tien An Men. L'ultima volta che ha avuto la faccia tosta di ripetere che «la repressione del movimento studentesco del 1989 non è stata un massacro», è stato costretto a ritrattare dal suo stesso Partito. Difficile far passare sotto silenzio la sparizione di 2600 ragazzi (3mila secondo altre fonti, oltre a un numero imprecisato di feriti), anche per un regime rigidamente totalitario come quello cinese. Il massacro ordinato da Deng Xiaoping fu compiuto dall' Armata Popolare cinese, dalle 22 e 30 del 3giugno alle 5,40 del 4 giugno e spense la più grande rivolta per la democrazia mai organizzata prima, trasmessa in diretta tv in tutto il mondo. Nell'occasione del diciottesimo anniversario del Massacro di Piazza Tienanmen, Lu Decheng (uno dei tre che lanciarono gusci d'uova pieni di vernice contro il ritrattodi Mao)è stato invitato in Italia per una serie di manifestazioni, in collaborazione con la Cisl Piemonte. Lu e i suoi compagni vennero arrestati e rinchiusi nei Laogai, i campi di concentramento cinesi; dopo dieci anni di carcere Decheng è riuscito a scappare, e ora vive in Canada come rifugiato politico.
Saluti liberali




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