Corriere della Sera,Sabato 2 giugno 2007 ---->IL NOME Il movimento dell'ex presidente federale della Margherita si chiamerà come l'asinello di Parisi,il quale forse non sarà contento ---->SENATORI Secondo l'esponente ultraulivista "ne avremo undici,tra cui Manzione,D'Amico,Rossi e Barbieri" ------>ROMA- (...) Comprensibile allora che da Milano Francesco Rutelli ammonisca i compagni di strada,li esorti a "cambiare passo" e continua a sperare che il Pd "sarà l'arma migliore per un contropiede" di Quercia e Margherita."Il Pd è la cosa più importante da fare per l'Italia e la faremo bene".Willer Bordon è sicuro di farla meglio,molto meglio.Così sicuro che ha già in mente un nome e sta cercando una sede nel centro di Roma.Il suo movimento si chiamerà i Democratici,proprio come l'asinello di Arturo Parisi,il quale forse non sarà contento.Ma il senatore,che ha rotto con la Margherita e pure col Pd (quello "originale"),tira dritto.Non solo si appresta,lunedì,a portare in tribunale Rutelli per la storia del tesseramento gonfiato,non solo ha chiamato a testimoniare contro la gestione del vicepremier il ministro della Difesa,ma ora si è pure messo in testa di clonare il Pd."Non è un partito,è una patacca -sferza Bordon -.Il mio è l'Ulivo buono,quello che dà l'olio giusto".Undici senatori.Tanti ne vanta,così dice,l'ex presidente federale della Margherita e se fosse vero sarebbe un numero da brivido,vista la parità tra i due poli."Manzione,D'Amico,Rossi - elenca soddisfatto - poi c'è Barbieri e ci sono io,che come si sa ho un ottimo rapporto con i quattro dell'Italia dei valori".Tutto qui? "No,Enrico Boselli ha manifestato molto interesse per l'iniziativa e la notizia è che entreremo nel Pse".La prossima mossa è chiedere alla capogruppo Anna Finocchiaro una quota del finanziamento pubblico destinato a Ds e Dl."Se non me la danno? Pazienza,siamo in grado di autofinanziarci da soli.Ma a quel punto il gruppo dei Democratici sarà realtà".----> M. Gu.




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