Rimanere “in linea” e ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera. Per queste ragioni è nata in California la “global warming diet”, basata su legumi di stagione, the verde, tofu, riso integrale, orzo e carne di manzo allevato all'aria aperta. La dieta, ideata da una cuoca e un professore di meteorologia, vuole contrastare gli sprechi energetici di trasformazione, imballaggio e trasporto dei cibi. Sprechi che possono essere ridotti mangiando appunto prodotti locali, provenienti da agricoltura biologica, di stagione, utilizzando meno imballaggi, comprando grandi quantità e coltivando i propri alimenti. Anche il consumo di carne deve però essere ridotto: un rapporto dell'Onu del 2006 ha infatti rilevato che il bestiame sarebbe responsabile del 18% delle emissioni di gas serra, soprattutto negli Stati Uniti, dove le mucche sono allevate con il mais, una derrata che genera carbonio, e attraverso colture intensive che impoveriscono il suolo e richiedono massicce dosi di fertilizzanti.