“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai in una selva oscura, ché la diritta via avea smarrita”(Dante).

Frase perfetta per la società italiana. Qualche considerazione da tenere in conto, semmai un giorno la società italiana volesse veramente rimettersi sui binari della normalità e capacità europee.
La capacità di creare che hanno gli Italiani è quasi l’eccezione in WEuropa. Ma essa, in un sistema ove i pantani e le ruote grippate sono frequenti, non puo’ essere sfruttata a pieno (salvo gli inghippi). Di fatto, la creatività italiana ha ormai due facce:
- gli espatriati che vanno in un Paese avanzato, ove imparano metodi di lavoro, vedono strutture funzionanti ed efficienze tali da avere risultati, risultano spesso i più brillanti degli europei;
- quelli che giocano in casa, avendo recentemente assistito a deragliamenti, bloccaggi, derive sociali (e talvolta mentali), non avendo capito la necessità dell’efficienza e serietà nel mercato globalizzato, hanno un’estrema difficoltà ad ottenere buoni risultati come in altri Paesi europei.
Se un giorno la società italiana adottasse, copiando in Europa, molte capacità e qualità positive (oggi scoraggiate), allora l’economia avrebbe risultati migliori e maggiori garanzie di qualità. Allora le istituzioni potrebbero funzionare bene.Cioé l’opposto dell’attuale Giustizia, della sicurezza sul lavoro e della “monnezza”.

I titoli dei media sulle statistiche Istat mostrano che la povertà è un vero rischio. Regresso, degrado, bloccaggio di qualche istituzione o servizio. Tutte cose facilemente prevedibili tre anni fa, chiaramente (lanciai il primo allarme per l’economia nel 1990), come risultato finale probabile del deragliamento di una società.

Ma la società italiana non vuole sapere, non vuole vedere, non puo’ reagire, vista la confusione, l’incapacità di valutazione lucida in campo sociale....Forse perché troppo abusata nei secoli da Francesi, Spagnoli, Austriaci, si prese l’abitudine del distacco tra il cittadino e lo stato: essi si ignorano, certo non collaborano. Permettendo cosi a qualche magliaro sveglio di andare al potere.

Quello che non si pensa, mi pare: tanti fallimenti, tanti abusi delle istituzioni sono frutto di molte mancanze: i valori, eliminati dalla vita sociale; l’educazione sociale, necessaria ma mai inventata, il patto sociale di riferimento, inesistente.

Prezzolini scrisse il secolo scorso: “Italiani, popolo di pecore anarchiche”. Le pecore non riflettono, non sono quindi in grado di aggiustare cio’ che è scassato, di costruire di meglio.

Quali strumenti sociali mancano nel sistema Italia ? L’organizzazione e il progetto serio, organico, riflettutto, rigoroso, razionale. E gli strumenti per far corrispondere nella vita sociale i risultati agli obiettivi iniziali: coerenza, precisione, approfondimento serio, qualità del lavoro, rapporti sociali basati sulla correttezza, bastoni e carote diffusi. Tutto cio’ che serve per una vita sociale affidabile e che è stato COMBATTUTO DALLA DERIVA POLITICA NEGATIVA imposta da politicanti da strapazzo. Ma anche dalla corruzione.

Deriva politica negativa che non sorprende in un Paese ove una società nazionale coi suoi attributi (educazione sociale, Patto Sociale, interessi nazionali chiari e trasparenti) non è stata mai creata.... Ove invece i clans, le cordate, le bande scorazzano in tutte le direzioni, senza regole, senza scrupoli e senza paletti.

Quali paletti infatti ci sono ? Si, è vero, c’era la legge.. Ma la legge, scritta e gestita all’italiana (interpretazione invece della chiarezza, nebulosità e compromesso invece del rigore, allacci e corruzione invece dell’inesorabilità) non funziona più, da molto. Specie da quando sono stati eliminati i valori nella vita sociale. Ormai si è persa la determinazione, la capacità di gestione, in ambito sociale..... visto che il lavoro non è più affidabile.....

Allora, di cosa ci si lamenta ? Se non abbiamo più gli strumenti per gestire un Paese, dopo aver creduto a politici non professionisti, corrotti, opportunisti, furbisti, marpioni..., come vorremmo che la società funzionasse ? E l’economia ripartisse ? E l’occupazione aumentasse ?

Negli ultimi cinque o sei anni abbiamo creduto alla demogogia dei politici. Non abbiamo capito una cosa: per far funzionare un Paese, occorre creare una società europea. Per poterlo fare, una la strada: evitare i politici e mettersi a lavorare seriamente. E se non conosciamo più la serietà, se abbiamo la testa confusa..., ebbene incarichiamo il ministro della P.I. di andare a copiare la serietà in Europa. E poi di venircela a insegnare.

Il nuovo governo non ha affrontato il problema sociale. Il quale genera: incapacità, bloccaggi, degrado, sfiducia. Eppure Prodi era stato da me avvertito prima delle elezioni (con valutazioni serie) che avrebbe trovato un Paese ingestibile, a causa del Problema Sociale. Non mi ha risposto, all’italiana.....


Antonio Greco

(espatriato, ha imparato a lavorare in Europa)
angremi@orange.fr