Copio/incollo la testimonianza di una persona alle prese con la sanità pubblica italiana che al contribuente costa un occhio della testa ma che, seppur in disarmo, è difesa da tutte le lobbies più potenti.
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Sono indignata, infuriata, schifata e offesa dal trattamento ricevuto in
data 24/04/07 al Pronto Soccorso di Lavagna da mio papà, ormai malato
terminale di cancro che abbiamo DOVUTO portare al P.S. perchè afflitto da
indescrivibili dolori addominali causati da un blocco intestinale dovuto al
peggioramento repentino della sua malattia. Siamo arrivati in ambulanza
verso le h 180 e dopo una breve visita di due infermiere alquanto
scocciate dalle sue urla di dolore e dalla mia presenza dopo avermi
prontamente allontanata, chiedendomi di aspettare buona buona nella sala
d'aspetto, lo lasciano solo solo sulla barella e spariscono. Dopo circa
un'ora d'attesa buona buona vengo chiamata da un dottore che mi chiede della
situazione di mio padre al quale viene inserito un sondino naso-gastrico da
una nervosetta e un poco scocciata infermiera. Dopo aver spiegato a grandi
linee la situazione al dottore, che nel frattempo ha intrattenuto una
simpatica, per lui, conversazione su cose non pertinenti il caso (una cena
ed un relativo regalo di compleanno) con un'infermiere, mi viene dato un
foglio di richiesta raggi ed ecografia addominale e vengo nuovamente
invitata ad attendere in sala d'aspetto. Dopo circa ancora un'ora mi
intrufolo furtivamente nelle sale visita dove mio padre, sempre con i suoi
dolori, è stato lasciato, passa ancora un po' di tempo e finalmente eccoci
andiamo a fare raggi ed ecografia. Finalmente trovo due dottoresse umane che
mi prendono in considerazione ed usano con mio padre modi educati, se non
che alla fine di questi due esami veniamo letteralmente dimenticati nella sala
ecografia dove sembra esserci stata una fuga in massa. Ancora un pò di
attesa e la dottoressa dei raggi mossa da pietà ci riaccompagna spingendo
lei stessa la barella all'interno dei locali del P.S. dove veniamo
COMPLETAMENTE DIMENTICATI, a quel punto furente mi piazzo davanti alle sale
visita decisa a farmi valere ed è proprio in quel momento che mi rendo conto
che la sala d'attesa è piena di persone le altre salette interne dove vieni
abbandonato tra una visita e l'altra pure. Una dottoressa dietro una tenda, è
seduta alla scrivania e si intrattiene amichevolmente con due infermiere
parlando, fra l altro ad alta voce, del colore più cool del momento per quel
che riguarda lo smalto per le unghie ed altre frivolezze modaiole, e un altro
dottore con moooolta e ripeto moooolta calma pensava a visitare qualcuno.
Oramai stanca morta comincio anche io ad alzare un pochino il tono della
voce sino a quando un'infermiera si decide a darmi retta e mi promette che
finito con quel paziente farà in modo che il dottore parli con me ma che
devo accomodarmi nella stanzetta dove è mio papà. Dopo circa mezzoretta
corre a chiamarmi e mi fa "passare" tra un paziente e l'altro (noi chissà
COSA eravamo), INDIMENTICABILE LO SGUARDO DEL DOTT. che esordisce dicendomi, cito testuali, "COSA VUOLE??????????" ed io cercando di mantenere la calma gli chiedo se PER PIACERE mi può informare su che cosa stava accadendo a mio papà e cosa stessimo aspettando: mi risponde che ci ha trovato, che carino e
quanta dedizione al lavoro, un letto in chirurgia e che i dolori sono dovuti
alla sua malattia. PUNTO. Ecco qllo che mi hanno detto dopo 4 ore. Non
aggiungo altro se nonregate di non averne Mai bisogno.
Mio padre ha compiuto 62 anni il giorno di quest ulimo fatidico ricovero.




0 e dopo una breve visita di due infermiere alquanto
regate di non averne Mai bisogno.
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