Tra qualche giorno arriverà a Roma George Bush; mentre il governo si preparerà ad accoglierlo, con la consuetudine di rito riservata a un capo di stato importante, una parte della maggioranza che fa capo allo STESSO GOVERNO manifesterà in piazza assieme a Casarini, Caruso, forse ai black blok, per contestare il presidente USA. Potrebbero verificarsi incidenti.
La destra intanto gongola: una destra scatenata, che non ha mai urlato tanto come in questo ultimo periodo; ma, alla fine, la "spallata" potrebbe arrivare non da Berlusconi, Bossi e Fini, ma dai vari Giordano, Mussi, Diliberto.
Non so se sia il caso che esponenti della maggioranza o del governo facenti parte della sx radicale scendano in piazza.
Sono perplesso, proprio adesso che è in atto uno degli attacchi più violenti a Prodi, da parte della destra politica (che non esita ad assediare addirittura il Quirinale pur di cacciare l'odiato Prodi), della destra imprenditoriale (che se vai a domandarglielo non riesce a spiegarti quali vantaggi abbia ottenuto dal quinquennio forzista), della destra clericale.
Forse ha ragione Edmondo Berselli, quando afferma che l'Italia è in maggioranza antropologicamente avversa alla sinistra, sia a quella radicale che a quella riformista. La sinistra è vista come un nemico da abbattere, quasi una devianza sociale.
C'è un clima di distruzione che sinceramente non avevo visto neanche ai primi anni del governo della CDL.
Ovviamente le principali responsabilità ricadono sulla sua classe dirigente, che in poco più di un anno ha smorzato entusiasmi e progetti per il paese, che sta dando vita ad un partito forse già morto, che doveva essere l'ultima speranza per quella parte del paese che sta culturalmente agli antipodi di Berlusconi, Fini e Bossi.




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