Immigrazione, Amato-Hortefeux: no a regolarizzazioni di massa
martedì, 5 giugno 2007 12.47
ROMA (Reuters) - Il governo italiano e quello francese sono contrari a "regolarizzazioni generalizzate" di immigrati clandestini, mentre annunciano sforzi comuni per impedire l'accesso alla frontiere degli irregolari, anche con "mezzi innovativi", ribadendo l'impegno al rimpatrio verso i paesi con cui è possibile stipulare accordi di riammissione.
Lo hanno detto oggi a Roma il ministro dell'Interno Giuliano Amato e il ministro francese dell'Immigrazione Brice Hortefeux, nel corso di una conferenza stampa congiunta al Viminale prima di una visita al centro di permanenza temporanea per gli immigrati di Lampedusa.
"Come il Consiglio dei ministri dell'Interno dell'Unione europea, siamo contrari alle regolarizzazioni generalizzate" - ha detto Amato - Siamo per questo interessati a contrastare anche con mezzi innovativi gli accessi alle frontiere di immigrati clandestini".
"Vogliamo lavorare insieme anche per i rimpatri, quando essi sono resi possibili dagli accordi di riammissione... facendo attenzione al rispetto dei diritti umani".
"La Francia e l'Italia non desiderano regolarizzazioni massicce, globali, generali, ma regolarizzazioni caso per caso", ha detto il ministro francese, alla sua prima visita all'estero. "Siamo sostenitori di un patto europeo sull'immigrazione", ha aggiunto.
Hortefeux ha detto che il governo francese sostiene una "politica giusta, equa e ferma" sull'immigrazione, una politica di "fermezza e umanità", e ha detto che Parigi si aspetta da Roma "il rafforzamento di una lotta implacabile contro i trafficanti di persone e le reti che sfruttano la miseria degli africani, prima di tutto", dato che è dal Maghreb e dall'Africa che arriva il grosso dell'immigrazione clandestina.
Francia e Italia, ha detto Amato, sono i primi due paesi europei per impegno di contributi e mezzi di Frontex, la nuova agenzia della Ue che si occupa della protezione delle frontiere e del contrasto dell'immigrazione irregolare.
E il consiglio dei ministri dell'Interno della Ue che si terrà questo mese, ha detto il capo del Viminale, si occuperà in particolare delle "regole d'ingaggio" per i paesi che partecipano a Frontex.




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