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  1. #1
    Fieramente Leghista
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    Predefinito l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    tratto dal suo blog personale, e come sempre con vari spunti largamente condivisibili:

    LO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI, E IL NOSTRO
    Scritto il : 01/03/10 - 16:27 | Scritto Da : opinione

    Alla vigilia dello sciopero degli immigrati, Gilberto Oneto scriveva domenica su Il Giornale che il loro vero sciopero sarebbe “lasciare l'Italia”. Intendeva che solo così, solo se tornassero tutti nei luoghi di provenienza , potremmo verificare davvero quanto contano e quanto pesano oggi nel nostro Paese. Dal momento che le cifre – numero dei regolari e degli irregolari, incidenza sul Pil, adesione stessa allo sciopero – sono cifre del tutto aleatorie.

    Provocazione tanto interessante, quanto irrealistico è attendersi una verifica concreta attraverso il rimpatrio di massa. Nemmeno lo xenofobo più scatenato può oggi illudersi di rimandarli tutti a casa loro (sarebbe già tanto riuscire a controllare il numero di nuovi ingressi e non venir semplicemente sommersi da ondate successive...). Ma anche solo pensare a come sarebbe un'Italia senza immigrati, può essere utile a capire quanto la presenza di questi “schiavi moderni” ci abbia corrotto. Corrotto – ovviamente – per colpa nostra, non certo per colpa loro; che di colpe gli immigrati magari ne hanno, ma di tutt'altro genere.

    Cominciamo con le badanti, questa presenza così diffusa specie nel ricco Nordest. Immaginiamo che scompaiano domani, cosa succederebbe: ci mettiamo a costruire case di riposo a raffica, finanziate da nuove tasse rette comprese? Ci prendiamo i nostri anziani in casa rinunciando ad andare anche in vacanza per accudirli? Gettiamo la maschera e li lasciamo morire soli e abbandonati (come di fatto già avviene molto spesso)? Di certo il ricorso capillare alle badanti non ci ha aiutato a sviluppare adeguate politiche per l'assistenza alla terza età, e meno che mai a ridimensionare il nostro egoismo a beneficio dei vecchi non più autosufficienti. (E quando, tra poco, lo saremo noi?...)

    Passiamo poi ai lavori che “gli italiani si rifiutano di fare”. Che si rifiutino non c'è dubbio, che altrimenti non si spiega come mai interi comparti - dell'agricoltura, della produzione, dei servizi – siano monopolio dei lavoratori stranieri. Non c'è dubbio anche che il rifiuto nasca da retribuzioni inadeguate e orari di lavoro che solo gli stranieri sono costretti ad accettare. Ma qui entrano in ballo le scelte di datori di lavoro che puntano a restare sul mercato non con l'innovazione ma con il contenimento dei costi. Questo alla fine produce un sistema economico arretrato, che non è certo imputabile agli immigrati; ma che resta una realtà, una scelta sciagurata che imprenditori imprevidenti operano grazie alla presenza massiccia degli “schiavi moderni” sul nostro mercato del lavoro. Una scelta che è l'esatto contrario di quella fatta negli anni del boom economico, quando investimenti e stipendi aumentavano di pari passo.

    Facciamo un esempio concreto, partendo da quanto successo a Padova con delle donne africane impiegate a separare a mano i rifiuti d'estate dentro un capannone torrido, ad una paga regolare (per le cooperative) di tre euro circa l'ora. Immaginiamo che non ci siano più loro: o troviamo una tecnologia che li separi meccanicamente; o li gettiamo tal quali nell'inceneritore, senza sottilizzare troppo sulla qualità dei fumi; oppure paghiamo venti euro l'ora chi è disposto a fare a mano un lavoro tanto infame (e magari cominciamo anche a domandarci se c'è più bisogno di docenti universitari con tre studenti a corso o di operai che separino i rifiuti...).

    Invece, finché abbiamo a disposizione le novelle schiave africane, né cerchiamo alternative né ci poniamo domande.

    Concludo ripetendo che nessuna colpa va fatta a questi disperati che, comprensibilmente, cercano qui una vita migliore. Nemmeno la colpa di arrivare in massa e da clandestini, dal momento che noi dovremmo saper affrontare questa emergenza e non ne siamo capaci. Ma che non vengano a decantarci le magnifiche sorti e progressive della società multietnica, né a spiegarci che gli immigrati “sono una ricchezza”: per colpa nostra, con la loro presenza, siamo diventati più poveri e più gretti.

    Oggi, lunedì, hanno scioperato gli immigrati. Il nostro “sciopero” è cominciato col loro arrivo.

    L'opinione a confronto: LO SCIOPERO DEGLI IMMIGRATI, E IL NOSTRO

  2. #2
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    Questi ancora non hanno iniziato a produrre (qualcosa di buono intendo) che già scioperano.
    Non c'è che dire... hanno perfettamente capito come funzionano le cose in questa merda di paese!! :giagia:
    Ultima modifica di kappa; 01-03-10 alle 19:52

  3. #3
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    Hanno "scioperato" i migranti, eppure sembra che siamo tutti sopravvissuti.

    Ma d'altronde fanno i lavori che non vogliamo più fare... scioperare!











    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  4. #4
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    "Non è vero che l'Italia si ferma
    se scioperano gli immigrati"


    Intervista ad Alfredo Mantovano di Roberto Santoro


    Entrando a Piazza Vittorio, luogo simbolo del primo ‘sciopero dei migranti’ a Roma, troviamo qualche centinaio di persone. Più italiani che migranti. Gadget, palloncini gialli, le associazioni antirazziste, qualcuno del sindacato. Sarà che i clandestini non vanno a manifestare in piazza dove c’è la polizia, fatto sta che la prima impressione non è proprio positiva, nonostante i bei colori e l'ottimismo degli organizzatori. Una tuta blu africana si lamenta perché il permesso di soggiorno tarda ad arrivare: "Andate a chiedere a quelli della Lega perché non rispettano le direttive della UE sulle multe ai datori di lavoro che assumono clandestini", dice con aria di sfida. Siamo andati via prima che arrivassero i big della politica, mentre si stava preparando a suonare l'ormai celebre "Orchestra di Piazza Vittorio". Probabilmente la piazza si sarà riempita (per il concerto, non per lo sciopero), ma se paragoniamo i risultati di queste “24 ore senza di noi” con il risalto dato all'avvenimento dagli organi di stampa qualcosa non torna, e diventa strumentale trasformarlo in un evento simbolico. Ne parliamo con il sottosegretario all’interno, Alfredo Mantovano.

    Onorevole, che giudizio dà dello "sciopero dei migranti"?

    La sinistra deve trovare i voti che le mancano per governare e per riequilibrare la spesa pensionistica – quei voti che non trova più fra gli italiani. Per farlo ha bisogno di utilizzare nuove leve. I nuovi adepti, più che gli immigrati, sono i clandestini. Ieri gli immigrati regolari sono andati a lavorare invece di lasciarsi affascinare da queste suggestioni protestatarie.

    Una delle responsabili del comitato romano ha giudicato positivamente le dichiarazioni del finiano Fabio Granata. Un punto a favore della “cittadinanza breve”?

    Credo che non sia corretto individuare nella cittadinanza un punto di partenza. La cittadinanza è un punto di arrivo. Quindi non dipende da un mero fatto temporale, magari da abbreviare, ma deve inserirsi in un ‘cammino’ nel quale si verifica anche dell’altro.

    Per esempio se gli immigrati vogliono restare in Italia

    Studi basati su dati oggettivi hanno evidenziato chiaramente che il 70 per cento degli immigrati regolari presenti in Italia non hanno la prospettiva di rimanerci indefinitivamente, ma piuttosto di fermarsi per 10 o 15 anni. Il tempo necessario a mettere da parte dei risparmi, acquisire delle professionalità, far andare i loro figli nelle scuole italiane, per poi riportare questi risultati nel loro Paese di origine e mettere a frutto l'esperienza fatta nel nostro. In questa prospettiva la cittadinanza non serve assolutamente a nulla.

    Qual è l’alternativa?

    Dovremmo approfondire quali sono i desideri degli immigrati regolari presenti in Italia e capire come garantire le loro aspirazioni senza sovrapporre ad esse le nostre opinioni, o aspettative, che in certi casi appaiono distanti dalla realtà.

    Ha senso dire che se scioperano i migranti si ferma l'economia del Paese?

    Non ha senso, così come non è vero che gli extracomunitari fanno dei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Questo discorso vale solo per le "collaborazioni familiari" – le badanti – ed è un fenomeno che interessa persone che provengono dai Paesi dell’Europa dell’Est, per esempio i rumeni.

    Però non è che i giovani italiani impazziscano proprio dalla voglia di tornare in fabbrica o all'agricoltura

    In realtà gli extracomunitari fanno lavori che gli italiani evitano perché sono remunerati male, perché sono lavori in nero o comunque con salari inferiori rispetto a quelli previsti dalla contrattazione sindacale. Sarebbe opportuno fare una controprova e verificare se un giovane del Sud rifiuterebbe a priori un lavoro nell'agricoltura se gli venisse pagato con i contributi e con un salario corrispondente perlomeno ai minimi contrattuali.

    Come si combatte il caporalato?

    Proprio in queste settimane nelle zone maggiormente interessate da questi fenomeni è all’opera una task-force composta oltre che dalle forze di polizia – che hanno specifica competenza sul punto – dall’ispettorato del welfare, d’intesa con enti locali, Regioni e organizzazioni sindacali. Questo permette di recuperare un terreno che era stato abbandonato, colpevolmente, negli anni passati. Il caporalato si combatte moltiplicando i controlli e, di conseguenza, le sanzioni. Nulla di più.

    A che punto è questa azione di contrasto?

    Abbiamo dati consistenti sull'entità dei controlli operati in particolare nella zona del Reggino, a Rosarno e dintorni, nella zona di Eboli, nel nord della Calabria, nei dintorni di Foggia. Insomma, c’è già un’attenzione particolare in questo senso.

    Non sarà che manifestazioni come lo sciopero dei migranti servono ad anticipare future sanatorie?

    Questa manifestazione non favorisce nulla perché è fallita. Il rispetto delle regole non si ottiene con una manifestazione.

    "Non è vero che l'Italia si ferma se scioperano gli immigrati" | l'Occidentale


    carlomartello

  5. #5
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    Ovviamente la Lega ha organizzato una contro-manifestazione in difesa dei NOSTRI diritti a Milano in risposta alla pagliacciata, presenti Davide Boni e Mario Borghezio.

    carlomartello
    Ultima modifica di carlomartello; 03-03-10 alle 01:04

  6. #6
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    questo è il forum dei sostenitori della Lega nessuno ti ha invitato e nessuno ti obbliga di scriverci.
    Ultima modifica di carlomartello; 03-03-10 alle 14:48

  7. #7
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    Citazione Originariamente Scritto da Bèrghem Visualizza Messaggio
    Hanno "scioperato" i migranti, eppure sembra che siamo tutti sopravvissuti.

    Ma d'altronde fanno i lavori che non vogliamo più fare... scioperare!
    Fanno i lavori che i Padani non vogliono più fare: spacciatori di droga, ladri, prostitute, malviventi vari & assortiti insomma. Quelli che sono andati in piazza rientrano perlopiù in questa categoria; poi, il 5% invece di stranieri che davvero lavorano in qualche modo onestamente (è innegabile che ci siano anche questi, nessuno può dubitarne), se ne sono stati lontano da quei cortei, che poi erano una creatura della sinistra più o meno estrema: basta guardare il colpo d'occhio dalle fotografie, anche quelle che hai postato tu, dove giganteggia uno splendido cartellone del "partito marxista-leninista"...

  8. #8
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    Citazione Originariamente Scritto da accolito Visualizza Messaggio
    questo è il forum dei sostenitori della Lega nessuno ti ha invitato e nessuno ti obbliga di scriverci.
    ...ho capito...
    soo gradite le offese ma solo a senso unico!
    ok!

  9. #9
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    Spagna: per il 77% della popolazione gli immigrati sono troppi

    SPAGNA: PER IL 77% DELLA POPOLAZIONE GLI IMMIGRATI SONO TROPPI - Clandestinoweb: sondaggi politici, elettorali. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

    04 mar. - Per il 77% degli spagnoli nel paese ci sono oggi ''troppi'' immigrati, stando ad una ricerca condotta del ministero del lavoro e dell'immigrazione di Madrid. Secondo lo studio 'Razzismo e xenofobia 2009' la percezione dell'immigrato in Spagna e' cambiata in tempo di crisi e con l'arrivo negli ultimi 10 anni di milioni di nuovi immigrati: nel 1996 solo il 28% degli spagnoli riteneva infatti che fossero troppi gli immigrati nel Paese.

    Il 74% degli intervistati ritiene inoltre che le leggi sull'immigrazione siano ''troppo'' o ''piuttosto'' tolleranti, il 68% e' favorevole all'espulsione degli immigrati regolari ''che commettano un reato'', il 60% ritiene ''molto'' o ''piuttosto'' accettabile che gli spagnoli abbiano la precedenza nell' assegnazione dei posti di lavoro.

    Secondo la ricerca, inoltre, il 58% considera che gli immigrati ricevono ''troppi'' aiuti dallo stato.
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  10. #10
    Cancellato
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    Predefinito Rif: l'opinione di Zwirner sullo "sciopero dei migranti"

    Gli immigrati che dovevano lavorare hanno lavorato - non sono andati a cazzeggiare, non hanno il tempo. La maggior parte lavora in nero, senza sindacati dietro. Quindi è tutta una buffonata. Il problema è che il messaggio è passato - il messaggio che io leggo è: i sovversivi incalzano i migranti.

    Sembra quasi la riproposizione di periodi guidati da una magia demonica e infera (come diceva Pio Filippani Ronconi); situazione pronta a defraglare come in Francia o in Russia. Come diceva Spengler: tutto consiste nel capire con prontezza - e scegliere. Stare con il Barone Ungern-Sternberg e con Henri de La Rochejaquelein, oppure con gli ennesimi sovversivi.
    Ultima modifica di Lucio Vero; 07-03-10 alle 01:42

 

 
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