Si dice che su Internet giri una «lista della morte» con 12 nomi
Cittadina irlandese scossa da serie di suicidi
Il primo è stato un giovane padre, le altre tre vittime sono ragazzi
di 15 anni, amici e iscritti alla stessa scuola. Ora tutti hanno paura
LONDRA - Una serie di misteriosi suicidi sta sconvolgendo la piccola comunità di Laurelvale, tranquillo villaggio dell'Irlanda del Nord. In poco più di due mesi quattro persone hanno deciso di togliersi la vita senza un apparente motivo: il primo è stato un giovane padre di appena 28 anni, Stuart Fletcher, trovato morto dieci settimane fa, mentre le altre tre vittime sono ragazzi di 15 anni, tutti amici e iscritti alla stessa scuola, la Graigavon Senior High School. Due di loro si sono ammazzati impiccandosi al medesimo lampione, mentre il terzo ha usato il suo letto a castello. Nessun biglietto a spiegare il gesto, nessun segnale premonitore della volontà suicida. Anzi, stando al racconto del padre dell'ultimo ragazzo morto il 15 giugno scorso, Lee Walker, il giovane era andato a dormire come ogni sera, chiedendo di essere svegliato nel caso in cui avesse chiamato la sua ragazza. Ma poi, poche ore dopo, il suo corpo è stato trovato che penzolava nel vuoto della sua stanza, ormai senza vita.
LISTA DELLA MORTE - «Ho tentato di rianimarlo per 20 minuti – ha detto il padre distrutto dal dolore – ma avevo capito subito che era morto. L’ho vegliato per tre ore, piangendo tutte le mie lacrime». Lee ha forse voluto imitare Wayne Browne e James Topley, che si sono dati la morte appendendosi a un lampione, oggi sommerso di fiori: Wayne si è ucciso il 20 maggio, James lo ha seguito il 9 giugno. E adesso in paese ci si interroga su chi sarà il prossimo e ogni fine settimana diventa un incubo per tutti, dopo che si è sparsa la voce che su Internet giri una «lista della morte» con 12 nomi, fra cui due ragazze, e il giorno in cui moriranno. A quanto si mormora nel villaggio, questo macabro elenco, che per la verità nessuno avrebbe visto con certezza e di cui la polizia non ha smentito né confermato l’esistenza, metterebbe in guardia le prossime vittime sull’ineluttabilità del gesto da compiere, avvertendo che, in caso non lo facessero, arriverà qualcuno a farlo per loro e che dovranno morire in ogni caso.
CELLULARI VIETATI - Da qui la decisione dei genitori di rafforzare i controlli sui figli e di proibire loro l'uso dei cellulari e di navigare in Rete. Una mamma ha addirittura sequestrato la cintura della vestaglia alla figlia, terrorizzata all'idea che la ragazza possa usarla per impiccarsi. Non meno inquietante anche l'ipotesi che esista una sorta di «patto suicida» fra i giovani di Laurelvale, frutto di sedute spiritiche che avrebbero portato alla compilazione di una lista di nomi nascosta sotto una panchina del parco e in questa lista comparirebbero anche i tre suicidi. Un'ultima possibile spiegazione a questa catena di suicidi coinvolgerebbe, invece, un misterioso motociclista che sarebbe arrivato in paese a cercare quegli stessi ragazzi che poi, poche settimane più tardi, si sono uccisi. «Nessuno sa la verità su queste morti – ha spiegato David Mehaffey, direttore della Craigavon Senior High School – ma ci sono molte versioni, che hanno contribuito a scatenare un clima di isteria in tutta la comunità».
«FILM HORROR» - Conferma una mamma, che ha due figli di 10 e 8 anni: «Siamo paralizzati dalla paura. Io faccio fatica a dormire e ho incubi continui e appena mi sveglio, vado subito a controllare i ragazzi nelle loro stanze». Un'altra rivela, invece, un particolare relativo alla morte di Lee Walker: «I ragazzi del paese avevano predetto che qualcuno si sarebbe ammazzato la sera in cui Lee si è suicidato. Adesso non sappiamo quello che succederà e ci sembra di vivere in un film horror». La mamma del primo suicida, Dorothy Browne, è ancora sotto choc. Il figlio lavorava part-time in un ristorante e sognava di diventare chef: «Wayne era solito navigare su Internet tre ore ogni notte, ma improvvisamente pochi mesi fa aveva smesso di usare il computer, dicendo alla sorella che era rotto. Ma ora mi chiedo se la ragione non fosse un'altra». Ma se i genitori vivono nel terrore, anche i ragazzi non stanno meglio. Un diciassettenne ha scoperto di essere sul famigerato elenco della morte e da allora non vive più: «Non ho intenzione di suicidarmi, ma dopo aver sentito che morirò ho paura».
PANICO COLLETTIVO - Un altro, pure lui indicato come uno dei prossimi a morire, ha ricevuto sms dagli amici che lo esortavano a non commettere l'insano gesto, mentre qualcuno ha chiamato la madre per sapere se il figlio fosse davvero morto. Il reverendo Brian Harper ha parlato con otto dei ragazzi che figurerebbero sulla «lista nera» e ammette che ormai il paese è in preda al panico: «Questi ragazzi continuano a ricevere messaggi nei quali si dice che loro saranno i prossimi a morire e questa è una crudeltà. Io non credo che l'elenco esista, ma di sicuro c’è in giro della gente davvero crudele». Secondo lo psicologo Arthur Cassidy, che sta offrendo supporto ai ragazzi di Laurelvale, quella di Internet sarebbe, invece, una spiegazione possibile: «È molto strano. Non riusciamo a capire cosa abbia scatenato i suicidi dei ragazzi, ma io non escluso assolutamente la pista di Internet, anche se potrebbero esserci una serie di concause, come l'abuso di droga e una bassa considerazione di se stessi».




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