Volevo riportare un interessante articolo comparso su sito web Napoli.Com

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I “soldi pubblici” dei napoletani

di Bruno Prezioso

Non ci sono “soldi pubblici” per riammodernare lo Stadio San Paolo. E poi mai e poi mai dare una mano a chi lavora per i napoletani senza il nostro permesso. De Laurentis ha ingoiato la pillola e sa anche che non gli perdonano di aver messo le mani sulla città, perchè solo “loro” ne hanno patria potestà.
I soldi dei napoletani servono per la “notte bianca”, per le feste di piazza, per le mostre d’arte moderna che i turisti neanche onorano di una visita.
A proposito di turismo. Il presidente del Consiglio Comunale ha chiesto scusa ai forestieri che vengono a Napoli, perché la città è sottosopra, è sporca, ci trovi il morto ammazzato all’angolo della strada e per il traffico sempre più caotico, per i lavori “non in corso” ma bloccati senza che se ne conosca il motivo.

Il pullman a due piani “inventato” da Unicocampania è una trappola sotto il sole o sotto la pioggia, i pochi turisti che vi salgono hanno paura delle rapine e si guardano bene di scendere per le strade.
La metropolitana collinare, quella che da Piazza Dante porta a Piscinola, più volte in una giornata salta le corse. Le funicolari, che collegano il Vomero con il centro della città, dovrebbero partire ogni dieci minuti ma non sono mai puntuali, spesso si perdono le coincidenze con la Cumana e con l’antica Metropolitana su ferro che va da Pozzuoli alla Stazione Centrale.

Ai turisti “chiedono scusa”. Ai napoletani il disordine e le difficoltà sono dovuti.
In questi giorni in Piazza del Plebiscito, requisita da anni dal governatore, viene allestito il campo per il concorso ippico. Montagne di terreno e due tribune di ferro che dovranno ospitare gli appassionati di ippica. Lo scorso anno ci vollero mesi per smantellare il campo, per pulire la facciata della Reggia, il colonnato della Chiesa e le statue dei Re diventate bianche.
Un disastro ambientale sotto gli occhi dei “verdi”, del “sole sempre verde” e del “sole che ride”.

Il “Grillo parlante”, attore, cantante e acchiappapopolo nella prima “notte bianca” attacca la sindaca: “E’ scomparsa da cinque anni”. Non è vero, non ha mai abbandonato Napoli. Poveretta! Sempre chiusa nella sua prigione che affaccia su Piazza del Municipio occupata dai disoccupati che vi hanno allestito tende con materassi e fornelli per cucinare.

Altro appello. “Salvate il Gesù Nuovo perchè vi sono pericolose lesioni causate da infiltrazioni”. Nella Cappella di San Giuseppe Moscati sono decine i secchi che raccolgono l’acqua che scorre dalla volta.
Lo scenario si fa sempre più preoccupante, “qui si rischia molto” dicono gli architetti della Soprintendenza. Chi entra in Chiesa viene accolto dal muro dei ponteggi che ingabbiano il primo tratto della navata centrale.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici, senatore Scalera della Margherita e componente della Commissione del Ministero dei Beni Culturali lancia un disperato appello: “Salvate i luoghi di culto a rischio, bisogna intervenire subito”.
Il ministro Rutelli, che impaccotta le opere d’arte italiane e le spedisce in Giappone, viene spesso a Napoli. Per pubblicizzare il Partito Democratico. Non ha tempo di dedicarsi ai santi e agli artisti il “bello guaglione”, ma di nuove leve da lanciare nel progetto politico che dovrà salvare l’Italia. Da chi?

Da tempo la Napoli della cultura e delle arti (quelle vere...) va scomparendo. “Quelli” venuti da fuori porta l’hanno cambiata, trasformata con l’aiuto di affaristi. Lasceranno i loro blasoni.