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    Predefinito Acqua: prima sconfitta del neocapitalismo municipale multiutilities

    http://www.retelilliput.org/modules....3c0676200be7cb

    L’accordo del 30 maggio, dunque, é un grande passo in avanti. Esso apre la via alla definizione e messa in opera con rigore di una nuova politica idrica italiana centrata su “un governo pubblico dell’acqua, di tutte le acque”. - di Riccardo Petrella, Presidente Università del Bene Comune (UBC)

    Fortunatamente, a livello nazionale, le forze progressiste e della sinistra radicale non hanno ceduto. Anzi sono riuscite il 30 maggio scorso (data da ricordare) a far accettare dalla maggioranza “riformista” un accordo sulla esclusione dei servizi idrici dai processi di liberalizzazione e di privatizzazione.
    L’accordo stabilisce che ; a) la moratoria degli affidamenti del servizio idrico integrato scade quando sarà approvata una nuova normativa sull’acqua nel contesto del nuovo decreto sulla delega ambientale ( il famoso “152” sospeso dal governo Prodi) in corso di discussione in commissione parlamentare.; b) il blocco degli affidamenti concerne gli affidamenti a società miste ed a società private.

    Restano possibili gli affidamenti a SpA a capitale sociale interamente pubblico; c) il Ministro dell’Ambiente si é impegnato a presentare un rapporto sullo stato dell’acqua in Italia dopo l’approvazione del nuovo decreto “152”..

    La possibilità di continuare ad affidare il servizio idrico integrato a SpA a capitale sociale interamente pubblico costituisce l’unico aspetto potenzialmente critico dell’accordo. Si può argomentare quanto si vuole in merito, ma una SpA anche se a capitale sociale interamente pubblico non é un soggetto pubblico, é un soggetto privato. Il diritto di imprese non prevede la categoria di SpA pubbliche.
    Verosimilmente questo é stato “il prezzo del compromesso”, dettato anche da ragioni pratiche obbiettive: la grande confusione normativa esistente in materia non permette, ad avviso dei più (che non condivido), affidamenti ad enti pubblici ed aziende speciali. Un blocco relativo anche alle SpA a capitale interamente pubblico condurrebbe oggi alla paralisi completa della gestione dell’acqua in Italia.

    L’accordo del 30 maggio, dunque, é un grande passo in avanti. Esso apre la via alla definizione e messa in opera con rigore di una nuova politica idrica italiana centrata su “un governo pubblico dell’acqua, di tutte le acque”.
    L’accordo ha due grandi valenze politiche: esso rappresenta una prima sconfitta del neocapitalismo municipale multiutilities ; secondo, costituisce una smentita forte di tutti coloro che, in Italia in particolare, da destra e dal mondo degli autodefinitisi “riformisti”, tentano da tempo di delegittimare la politica “sbandierando” una “crisi della politica” per esaltare, invece, il ruolo dell’”economia” e del mercato come soggetti più legittimi ed idonei per un governo delle società contemporanee, non solo a livello locale/nazionale.

    Il neocapîtalismo municipale multiutilities, promosso non solo dai governi Berlusconi ma anche dalla maggioranza delle forze del centrosinistra, ha significato la trasformazione del sistema produttivo italiano, a partire dai sistemi locali, tramite la creazione di imprese multiutilities quotate in Borsa, aperte ai mercati europei ed internazionali, e fondate sull’alleanza tra capitale pubblico e capitale privato in seno a SpA multiterritoriali.

    Il tutto in applicazione di tre principi, considerati lo strumento principale per « salvare » i servizi pubblici locali dallo “statalismo” e renderli più efficaci, efficienti ed economici : primo, l’abbandono della pubblicità della gestione ed il suo affidamento ad imprese private SpA conformemente al credo che “il privato é meglio” ; secondo, la copertura dei costi dei servizi tramite il prezzo di mercato secondo il principio imposto dalla Banca Mondiale del « full cost recovery principle”; terzo , aprire al capitale privato il finanziamento degli investimenti pubblici nelle infrastrutture e nei beni d’utilità pubblica.

    E’ cosi é stato. Sostenuto, fino a poco tempo fa, anche dal grosso della classe dirigente sindacale, il neocapitalismo municipale multiutilities si é imposto in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, nel Veneto, in Toscana e poi gradualmente nel resto dell’Italia.
    L’accordo é un arresto a tale processo. Il nuovo quadro normativo che emergerà metterà fine ad una duplice colonizzazione: la colonizzazione dei Comuni ad opera della finanza privata ; la colonizzzazione dell’acqua delle regioni del Mezzogiorno ad opera dei capitali del Nord.

    tratto dal pezzo

    IL NEOCAPITALISMO MUNICIPALE MULTIUTILITIES
    Vittoria generale e prima sconfitta sull’acqua

    Riccardo Petrella
    Presidente Università del Bene Comune (UBC)

    per approfondimenti
    www.acquabenecomune.org

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  2. #2
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    Stop ai privati. Camera approva moratoria sull'acqua
    www.metamorfosi.info/infodetail.asp?infoid=4100

    La Camera dei Deputati ha approvato una moratoria sulla privatizzazione dell'acqua. Si tratta di un emendamento al disegno di legge Bersani sui processi di privatizzazione, il quale prevede che fino all'approvazione di una nuova normativa relativa alla gestione del servizio idrico integrato, in attuazione dei decreti correttivi del decreto ambientale, siano sospesi tutti gli affidamenti a soggetti privati, compresi quelli attualmente in corso. Con questo provvedimento, che dovrà ora essere approvato anche dal Senato, sono sconfitte tutte le accelerazioni verso la privatizzazione dell'acqua che a livello regionale e locale erano state portate avanti dalle lobbies del capitale finanziario. L'approvazione della moratoria recepisce, secondo il Forum dei Movimenti per l'Acqua, le ragioni del movimento che dal gennaio scorso ha iniziato una campagna di raccolta firme – che conta ad oggi oltre 300.000 sottoscrizioni – per chiedere che l'intero ciclo dell'acqua sia tolto dal mercato e restituito, come bene comune e risorsa da conservare, allo spazio pubblico e alle comunità locali. www.acquabenecomune.org

    Fonte: Forum italiano dei movimenti per l'acqua

  3. #3
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    Laudato si', mi Signore, per sor'Acqua
    http://www.beppegrillo.it/2007/06/la...si_mi_s_1.html

    Padre Alex Zanotelli ha detto : “Lasciateci almeno l’aria e l’acqua”. Lassù qualcuno lo ha ascoltato.
    La legge che nazionalizza l’acqua è stata approvata mercoledì alla Camera in uno strano silenzio. Quando scadranno i diritti delle municipalizzate l’acqua tornerà sotto il controllo dei Comuni, delle Province e delle Regioni. In un subemendamento al disegno di legge Bersani è riportato: “ La titolazione delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata a enti pubblici”. Semplice, chiaro! Le società di capitali private e quotate in borsa fuori dalle balle. La pioggia non darà più stock option e dividendi. E tornerà sotto il controllo dei cittadini.
    Il subemendamento è merito di due deputati verdi: Angelo Bonelli e Giuseppe Trepiccione. Dopo la Camera c’è però il Senato. E la legge potrebbe essere cambiata, bocciata, adulterata.
    Il blog è qui per questo: per fare la lista dei buoni e dei cattivi. Un piccolo promemoria per le prossime elezioni.
    Il blog riporterà nomi e voto dei senatori e, se il caso, un estratto dei loro interventi sull’acqua.
    Io sono fiducioso, credo che voteranno all’unanimità per restituire l’acqua agli italiani. Ma non vorrei che qualcuno, per pura amicizia sia chiaro, voglia favorire le società concessionarie. Agli amici non si può dire di no...
    L’acqua è un diritto, non è tollerabile che produca profitti.
    Ma l’amministrazione pubblica è un colabrodo. Ottimo punto. Chiariamo di chi sono le responsabilità. Identifichiamo i dipendenti e tappiamo i buchi degli acquedotti.
    E’ il solito discorso dell’inversione di causa e effetto che produce incapaci pubblici e speculatori privati.
    Nessuno tocchi l’acqua o divento Caino.

 

 

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