Venerdì, 8 Giugno 2007
IL GAZZETTINO



Ieri sera al teatro Astra i tecnici invitati dal Presidio permanente hanno svelato «le "carte segrete" della base così come la vogliono gli americani»
«Al Dal Molin anche lo stoccaggio nucleare»
L’ingegnere Verneau: «Ecco perché Camp Ederle 2 sarà una sciagura per la città: consumi e costi come per 30mila vicentini»

I motivi per dire "no" al Dal Molin adesso sono documentati sulla base di carte ufficiali e raccolti in un dossier dall'ironico titolo alla Beppe Grillo: "Te lo do io l'allargamento della base". Questo il testo di riferimento adottato dal Presidio Permanente per il convegno "La verità sul Dal Molin" tenutosi ieri sera all'Astra. A scartabellare tra le fonti ci ha pensato il gruppo dei tecnici del tendone di Rettorgole guidato dall'ingegner Gugliemo Verneau. MATERIALE NBC
Tra le tante grida di allarme sollevate dagli studiosi del presidio, la più preoccupante è forse quella che riguarda lo stoccaggio di materiali nucleari, biologici e chimici. «Nel progetto», dice Verneau, «vi sono ben 21 depositi classificati come tali. Saranno presenti quattro edifici lungo il lato sud est: ogni edificio è lungo 112.83 metri, largo 43.8 m e alto 11.4 m, e ospita appunto cinque depositi di materiali biochimici. Non si tratta affatto quindi di un semplice dormitorio: le stanze destinate a tal fine occupano infatti non più del 16\% della struttura. Il resto della superficie sarà destinato a strutture per operazioni militari d'attacco».

PISTA DELL'AEROPORTO CIVILE

«La base militare sorgerà a 135 metri dalla pista: a questa distanza la normativa sugli aeroporti non consente l'utilizzo della struttura per scopi civili. La sicurezza sulla navigazione aerea prevede che per i 300 metri laterali si possa costruire solo con la regola dell'uno a sette: un edificio alto dieci metri dovrebbe quindi stare a settanta metri di distanza. Tra la pista ed il perimetro è vietata qualunque costruzione che non sia strettamente necessaria alle operazioni di volo. Tale indicazione, precisa la legge, vale sia per gli aeroporti civili che militari. Il perimetro dell'aeroporto Dal Molin, così come appare sulle mappe, coincide con via S. Antonino. Il decreto del Ministero della Difesa del 2 dicembre 1977 rigetta l'opposizione presentata da alcuni cittadini di Vicenza sulle limitazioni di edificabilità intorno agli aeroporti. Ribadisce la validità della legge ed allega una mappa, depositata in Comune, con le aree interdette alla costruzione. Secondo tale decreto la base non potrebbe essere costruita».

SERVIZI E CONSUMI

«I progettisti hanno richiesto, per il funzionamento della struttura militare, una quantità di acqua ed energia elettrica pari a quella di cui hanno bisogno trentamila vicentini. Nella riunione del 1° giugno 2006 tra Aim e Setaf, gli americani hanno chiesto di installare una potenza di 9 MW ma le aziende hanno risposto che non sono in grado di soddisfare tali richieste e, comunque, se la potenza richiesta rimane al di sopra di 5MW è necessario installare una nuova linea a 132kV fino alla cabina di Monte Crocetta per poi proseguire con una linea a 20kV fino alla base. Con buona pace del paesaggio. Notiamo come i progettisti della base, pur avendo a disposizione più di 80 mila m/q di tetti, non ne abbiano destinato neanche uno per pannelli solari e fotovoltaici. La richiesta di acqua fatta dalla Setaf nella riunione del 1° giugno 2006 è di 60 litri al secondo in regime normale e 260 in regime di picco. L'Aim ha fatto presente che attualmente è in grado di dare 7 litri al secondo che possono essere aumentati a 30 collegandosi ad una centrale. La richiesta del picco di 260 è impossibile perché corrisponde ad un quarto del consumo di tutta la città. Si dovrebbero fare nuovi pozzi e prendere così le risorse idriche destinate a Padova e Rovigo».

REALE FUNZIONE DELLA BASE

«Basta andare su Internet per verificare che nei programmi del Ministero della Difesa Usa, la 173. Brigata Aerotrasportata viene trasformata, con il programma Future Combat System, in Brigade Combat Team, che sarà la più grande forza d'attacco presente in Europa con sei battaglioni a Vicenza di cui quattro nella base Dal Molin e due presso l'attuale Caserma Ederle, con un incremento da 2660 a 4300 soldati».

EDIFICI

«Avremo su via Sant'Antonino un fronte lungo 279 metri e alto 21 che sarà un insulto al paesaggio della zona, tra l'altro soggetto a vincoli urbanistici. Una prospettiva peggiorata dai due edifici di sei piani ciascuno destinati ai posti auto. Cosa impedisce di usare gli scantinati? Nel progetto c'è anche un centro commerciale di 1500 m/q, che nella relazione illustrativa ha la funzione di evitare disagio e traffico da e per la caserma Ederle per l'acquisto di beni di uso quotidiano». COMUNICAZIONI E TRASMISSIONI DATI

«Tutto viene realizzato con l'uso di fibre ottiche. Nulla di strano ma, se si guarda con attenzione il progetto, la linea delle fibre entra dal lato sud della base lungo la nuova strada di accesso all'aeroporto. All'altezza del cancello di ingresso alla base si sdoppia: una linea entra nella base; l'altra si dirama verso l'aeroporto con l'indicazione 'Indirizzare al DCO zona ovest Dal Molin (DCO= Dial Central Office Centrale di comunicazioni). Ricordate la strada di accesso all'aeroporto? Cosa ci fa una centrale di telecomunicazioni sul lato ovest? Sicuramente non serve ai nostri militari che stanno andando via».

Enrico Soli