William Godwin
Godwin è considerato uno tra i principali pionieri del pensiero anarchico.
Deluso dalla Rivoluzione Francese e dalla dittatura giacobina, elaborò un ordinamento sociale fondato sul decentramento amministrativo e giudiziario, sulla costruzione di libere comunità indipendenti e sull'abolizione del governo centrale: un mutamento graduale di liberazione della società dallo Stato, fondato sulla maturazione di un'etica insieme individualista e comunitaria.
La base del suo pensiero è di taglio illuminista: la Ragione è la luce che illumina il cammino umano ed è il faro da seguire. La società può cambiare, sebbene gradualmente, quanto più la mente degli uomini si apre alla ragione.
L'assunto politico fondamentale è che tutte le forme di potere non si basano sulla ragione ed impongono leggi che non nascono dalla libera volontà dei membri della società: anche la forma migliore di governo (la democrazia) si basa sulla forza dei numeri, e quindi sulla demagogia.
Godwin contesta la teoria contrattualista di scuola liberale: il patto sottoscritto originariamente tende ad eternizzarsi, facendo sì che le generazioni successive siano costrette ad obbedire alla volontà di quelle che le hanno precedute, e quand'anche i cittadini di oggi fossero chiamati a rinnovare il patto, comunque "patti e promesse non costituiscono il fondamento della morale" e non garantiscono il successo della ragione.
Godwin critica in modo così radicale il principio d'autorità da contrapporvi l'opposto principio di anarchia: "ciascuno è abbastanza saggio da governarsi da solo" e "nessun criterio soddisfacente può porre un uomo, o un gruppo di uomini, al comando di tutti gli altri".
Le istituzioni devono soltanto limitare il male, poiché l'uomo non è perfetto: il miglioramento della società, la creazione di una civiltà di liberi e uguali, tuttavia, elimineranno gradualmente le "cause del delitto" rendendo superflue le istituzioni repressive, poiché il carattere dell'uomo non è dato dalla natura ma dalla società.
Nel frattempo, poiché il completo superamento di ogni Governo può avvenire solo con la maturazione di un'alta coscienza civile, si deve cercare un sistema sociale basato sulla partecipazione popolare.
Da qui Godwin parte per teorizzare la democrazia diretta, il decentramento ed il federalismo: una ricetta applicabile ad ogni società, poiché il dato unificante e comune a tutti è la ragione; l'amore patrio, pertanto, è ingannevole, perché separa arbitrariamente gli uomini e pone gli interessi degli uni contro gli interessi degli altri.
Per Godwin Ragione, Giustizia e Felicità coincidono: poiché la ragione è universale ne deriva anche l'universalità della giustizia, la quale a sua volta conduce alla felicità individuale e collettiva.




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