SE TU SE' BUHO DILLO..." CHE LA REGIONE TI PAGA LA FORMAZIONE!Eppure ci sarà ancora chi dice che i transessuali sono discriminati, in questa nostra Italia... A noi pare proprio l'inverso! L'ultima trovata della Regione Toscana è la "Transgender Card", una carta di credito prepagata che consenta ai transessuali di frequentare, a spese, della Regione, corsi di formazione professionali in un lasso di tempo di due anni...
Eppure ci sarà chi continuerà a dire che i transessuali, i transgender, in questa nostra Italia sono discriminati. Qualcuno che continuerà a promuovere Gay Pride e carnevalate varie per affermare l'orgoglio di chi, a causa del proprio orientamento sessuale, viene discriminato o penalizzato. Chi si lamenterà di subire favoritismi al contrario solo perchè apertamente dichiaratosi omosex o transgender.
Eppure le cose sembrano andare in maniera decisamente differente. A venire discriminati, ci sembra, siano più gli eterosessuali che non i transessuali o gli omosessuali! Parlare di famiglia sta diventando un tabù. Se sei un ragazzo, hai una fidanzata femmina e sogni di sposarla e di fare famiglia con lei, sei considerato ormai OUT. Poco tempo fa, un noto network televisivo musicale molto in voga tra i giovani promosse un sondaggio per scoprire gli orientamenti sessuali dei giovani d'oggi e, soprattutto, ciò che questi pensavano in merito al concetto di famiglia. La sorpresa fu che la stragrande maggioranza dei nostri giovani e giovanissimi connazionali continuano a sognare di avere un giorno una famiglia tradizionale, ovvero una di quelle composte da un maschio, una femmina e dei figli.
E quali sono stati i commenti a questo tipo di risultato? Forse dispiaciuti dal fatto che tra i giovani non fossero passati i messaggi anti-famiglia continuamente lanciati da una certa intellighenzia di sinistra, alcuni autorevoli (?) quotidiani nazionali hanno dedicato i propri fondi al commento di questo sondaggio. Ovviamente, tali autorevoli maestri di vita, non hanno certo considerato il fatto che i giovani italiani credono ancora nel valore della famiglia e del matrimonio, piuttosto si sono chiesti dove fosse finita quella generazione ribelle che negli anni dal '68 agli ai primi anni '90 sognava "una vita spericolata" e riempiva le piazze al grido di "sesso, droga e rock 'n roll"!
Ma come, sembra chiedersi l'opinione pubblica, è mai possibile che oggi i giovani siano più conservatori di valori di quanto lo fossero vent'anni fa? Evidentemente, cari signori, è così! Forse perchè oggi è decisamente più "spericolato" e "ribelle" sposarsi e mettere al mondo un figlio, magari da crescere con un lavoro precario, che non farsi una canna e vivere di amore libero e avventure sessuali oltre il confine della trasgressione!
Ma purtroppo la normalità deve essere messa al bando. "La normalità non esiste" ci ripete ogni volta che passa in TV Maurizio Costanzo, "chi ci dice che un uomo che ama una donna è normalità? Normalità potrebbero essere due uomini o due donne..."
Ultimamente però, dalla battaglia per la parità tra eterosessuali ed omosessuali, battaglia che dal punto di vista dei diritti civili ci trova pienamente d'accordo, si è però iniziato ad andare oltre. Spesso sono quelli che un tempo chiamavano "diversi" a ricevere i massimi benefici e talvolta questi benefici si ritorcono proprio contro chi si considera "normale".
Come sempre all'avanguardia in questa direzione vi è la Regione Toscana che, dopo aver tentato di rimanere nella storia per trovate geniali come la sperimentazione in anteprima nazionale della pillola abortiva o come la creazione della "stanza del buco" (un luogo dove i tossicodipendenti si sarebbero potuti fare di eroina in tranquillità ed in un ambiente sterile e pulito...), adesso lancia l'idea della Transgender Card. Cos'è? Una carta di credito ricaricabile con un credito iniziale di 2.500 Euro messo a disposizione dalla Regione Toscana di tutti i transessuali residenti nella nostra regione affinchè possano, con questi soldi, in un periodo di tempo di due anni, frequentare corsi di formazione culturale e professionale!!! Corsi di formazione che un eterosessuale deve pagarsi di sua tasca!!!
Ecco la parità. Ecco l'equiparazione dei diritti. Un vecchio slogan da stadio comparso in più occasioni in Curva Fiesole diceva: "se tu se' buho, dillo...", oggi possiamo aggiungerci "...che la Regione ti premia con 5.000.000 di vecchie lire"!
Alla faccia di tutti coloro che, bigotti, conservatori, retrogradi e antichi, si ostinano a non voler vivere "una vita spericolata" fatta di "sesso, droga e rock 'n roll"...