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  1. #1
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    Predefinito Energia, in Sardegna i prezzi più alti d'Italia

    Dopo tre ribassi consecutivi, il prezzo medio di acquisto dell'energia a maggio è aumentato del 13,6%) rispetto al mese precedente, portandosi a 63,03 euro/MWh.

    Il prezzo di acquisto è però stato più basso di 4,38 euro/MWh (-6,5%) rispetto a maggio 2006. Per quanto riguarda il prezzo medio di vendita, tutte le zone hanno registrato nette diminuzioni tendenziali (comprese tra il 6,2% del Sud ed il 13,0% della Sicilia). Ha fatto eccezione la Sardegna il cui prezzo di vendita, causa l'isolamento dalla rete elettrica continentale nell'ultima parte del mese, è salito del 16,1% rispetto allo scorso anno. Pertanto la Sardegna, con 77,85 euro/MWh, ha segnato il prezzo di vendita più alto; il Nord, con 61,58 euro/MWh, quello più basso.

    I NUMERI. I volumi di energia, spiega una nota del Gme, scambiati nel Sistema Italia, pari a 27,2 milioni di MWh, sono aumentati del 3% rispetto allo stesso mese del 2006. Le vendite sulle zone nazionali pari a 23,1 milioni di MWh sono cresciute del 5%, mentre le vendite sulle zone estere, pari a 4,1 milioni di MWh, si sono ridotte del 6,8%. I volumi di energia scambiati in borsa sono stati 19 milioni di MWh, con un sensibile aumento del 27,9% rispetto a maggio 2006; per contro l'energia scambiata attraverso i contratti bilaterali, pari a 8,2 milioni di MWh, ha segnato un calo del 29% su base annua. Di conseguenza, la liquidità del mercato su base annua è aumentata di ben 13,6 punti percentuali, attestandosi al 69,9% che rappresenta il livello medio mensile più alto mai registrato nella borsa elettrica.

    GLI AUMENTI. Tale aumento, spiega il Gme, potrebbe essere correlato con l'avvio della nuova Piattaforma conti energia a termine (Pce) sulla quale da maggio sono iniziate le registrazioni dei programmi. I conti energia in prelievo della Pce sono stati più movimentati (+36% rispetto alla posizione netta) rispetto ai conti in immissione (+5%). Il 10,1% dei programmi in immissione registrati ha presentato indicazione di prezzo.


    04/06/2007 17:10
    http://www.unionesarda.it/infoglueDe...contentId=8642



    com'è possibile ?visto che noi siamo autosufficienti...rimasta isolata dal continente?ma se siamo collegati anche con la corsica,quando avvenne il famoso black out,gli unici a non rimanere al buio furono i sardi!

  2. #2
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    Predefinito

    Enel.it:

    Il nuovo collegamento elettrico Italia-Sardegna (Sardegna-Italia ndr)

    Sono iniziati i lavori del SAPEI, il più potente collegamento elettrico sottomarino mai realizzato al mondo, che dal 2009 contribuirà a rendere più moderna ed efficiente la rete elettrica sarda (?)
    All’inizio di novembre sono stati avviati i lavori per la realizzazione del nuovo elettrodotto che collegherà l’Italia e la Sardegna (a). Presso Latina sono infatti iniziati gli sbancamenti necessari per la costruzione della stazione di conversione e della sottostazione da 400 kV del collegamento elettrico sottomarino ad altissima tensione denominato SAPEI (Sardegna/Penisola Italiana). Lungo 420 km, con una capacità di 1000 MW, SAPEI è composto da due cavi da 500 kV bidirezionali e - secondo il Piano di Sviluppo della Rete elettrica di Terna –potrà essere ultimato ed entrare in servizio a cavallo tra il 2008 e il 2009.

    Attualmente la Sardegna, dal punto di vista elettrico, è unita all’Italia (b) attraverso un cavo a 200 kV in corrente continua da 300 MW realizzato nel 1965 da Pirelli Cavi che la collega alla penisola passando dalla Corsica (SACOI).
    Il SACOI è ormai obsoleto non solo per la limitata capacità di trasporto, ma anche a causa di una ridotta flessibilità di esercizio, anche in funzione degli obblighi contrattuali legati alle forniture in Corsica. Presenta, inoltre, elevate perdite di trasmissione, rischi di disservizi dovuti incidenti nei tratti aerei (incendi, fulmini) e altre problematiche di esercizio, quali limitazioni al numero di possibili inversioni rapide del flusso di energia. Proprio per garantire maggiore continuità di alimentazione e sicurezza di interconnessione tra le due isole (scambio di potenza, mutuo soccorso tra le reti eccetera), lo scorso febbraio è entrato in esercizio un nuovo collegamento sottomarino tra Sardegna e Corsica (SARCO), da 50 MW in corrente alternata a 150 kV che collega Bonifacio, in Corsica, con Santa Teresa, in provincia di Sassari.

    Per valutare appieno l’importanza del nuovo collegamento SAPEI, occorre ricordare alcune peculiarità energetiche della Regione Sardegna, che può essere considerata un sistema semi-chiuso, nel quale non è presente il gas naturale. Così, non essendo disponibili centrali turbogas di veloce entrata in servizio, per far fronte in modo qualitativamente adeguato alla domanda,(c) occorre rendere disponibile una riserva pari all’80% circa della potenza di punta. Anche per questo motivo il costo medio dell’elettricità prodotta in Sardegna è notevolmente superiore (fino al 30%) a quello già elevato della media nazionale (italiana ndr) (d) .
    La necessità di metter fine alla condizione di relativo isolamento elettrico della Sardegna, (e1) con una nuova e più idonea connessione elettrica strutturalmente interconnessa con la rete europea, deriva dunque da varie e diverse considerazioni (e2) :

    1) garantire maggiore flessibilità e sicurezza di esercizio della rete

    2) ridurre le esigenze di riserva di potenza, con rilevanti ripercussioni sull’efficienza economica del sistema regionale

    3) favorire il potenziale sviluppo di nuova produzione rinnovabile (eolico) garantendo la possibilità di esportare l’energia prodotta (f)

    4) consentire agli operatori elettrici della Sardegna di partecipare con minori vincoli di scambio alle contrattazioni del mercato elettrico (g)

    Nel 2005, secondo i dati Terna, la domanda elettrica sarda è stata pari a 12.611 GWh (12,6 miliardi di kWh) destinata per il 62% al comparto industriale, per il 18% al residenziale, per un ulteriore 18% al terziario e per una quota minima (2%) al settore agricolo.
    Gli impianti di generazione attivi sull’isola (idroelettrici, termoelettrici, eolici e fotovoltaici) hanno prodotto13.031 GWh, con un eccesso di circa 419 GWh, destinato prevalentemente all’esportazione in Corsica

    Maria Pia Terrosi


    ?) Fanno un Elettrodotto Sottomarino per migliorare la rete sarda. (?)
    a) Beh, almeno questa è giusta ... alla fine imparano.
    b) L'Italia è unita alla Sardegna.
    c) (Quì ci vuole un applauso) Se non fosse in programma di trasferire GW dell'eolico dalla Sardegna all'Italia col "fischio" che posavano i loro elettrodotti sottomarini.
    d) Il vero motivo è che operano in regime di monopolio per mancanza di Aziende Municipalizzate come in altre aree geografice e la responsabilità quì è anche delle politiche locali.
    e1-2) Vedere punto (b).
    f) Lo mettono al III punto quando in realta è il motivo principale.
    g) Saras (Moratti), Fri-El Gen Power (Bolzano); Energit (Sardo/Francese"?") e tanti altri che arriveranno.

    Personalissime considerazioni.
    Se c'è da aggiungere e/o modificare ... prego.


  3. #3
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    Gli impianti di generazione attivi sull’isola (idroelettrici, termoelettrici, eolici e fotovoltaici) hanno prodotto13.031 GWh, con un eccesso di circa 419 GWh, destinato prevalentemente all’esportazione in Corsica

    quindi perchè parlano di isolamento,potremo cavarcela anche da soli!...concordo con antoni,c'è sotto altro...l'eolico e il fotovoltaico

  4. #4
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    Altro che privatizzazione delle municipalizzate....qui in Sardegna occorre crearle....e mandare a f. in c. l'Enel e lo Stato italiano. Eolico e solare dove diciamo noi però, quel che basta per noi, magari un rigasificatore per importare metano. Saremo a posto così, le nostre aziende avrebbero energia a buon mercato e utile a rendere competitivi le produzioni isolane. Soru...fuori le Pa°°e...

  5. #5
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    ho letto questa discussione subito dopo di questa
    e mi sembra che si completino a vicenda
    c) (Quì ci vuole un applauso) Se non fosse in programma di trasferire GW dell'eolico dalla Sardegna all'Italia col "fischio" che posavano i loro elettrodotti sottomarini.
    magari si pensasse di trasferire solo l'energia fatta con i "ventoloni" e quella fatta con nuovo inceneritore di ottana ??(il quale ogni giorno sembra più grande)
    non so se le date coincidono ma entrambe le popere dovrebbero essere ultimate più o meno nello stesso periodo

  6. #6
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    Ragazzi, l'argomento è molto complesso ed è difficile ridurlo ad una discussione in un forum. Tuttavia, ora ho poco tempo per poter scrivere.
    Gran parte di ciò che dice l'enel è vero (...anche se non capisco con quale senso/intento parli di "isolamento energetico"...)
    Cmq, togliamoci tutti dalla testa che se un'isola è autosufficiente energeticamente debba essere scollegata dal resto del mondo. Più elettrodotti ci collegheranno con le altre nazioni, meglio è, per noi e per tutti.
    Ancora una volta, per l'n-esima volta, il problema è politico, non tecnico.

    Adiosu.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Ken Saro-Wiwa Visualizza Messaggio
    Ragazzi, l'argomento è molto complesso ed è difficile ridurlo ad una discussione in un forum. Tuttavia, ora ho poco tempo per poter scrivere.
    Gran parte di ciò che dice l'enel è vero (...anche se non capisco con quale senso/intento parli di "isolamento energetico"...)
    Cmq, togliamoci tutti dalla testa che se un'isola è autosufficiente energeticamente debba essere scollegata dal resto del mondo. Più elettrodotti ci collegheranno con le altre nazioni, meglio è, per noi e per tutti.
    Ancora una volta, per l'n-esima volta, il problema è politico, non tecnico.

    Adiosu.
    Concordo su "l'argomento è molto complesso".

    Non metto in dubbio che ciò che dice l'ENEL sia vero specialmente nella parte in cui si fa semplicemente cronaca.
    Che il collegamento sottomarino del '65 sia oramai obsoleto nessuno lo metterebbe in dubbio e che l'elettrodotto sottomarino serva per lo scambio di energia (scambio è un eufemismo dato che perlopiù sarà a senso unico), anche.

    Ciò che a me fa "sorridere" è il modo in cui vengono impostati i termini e che ti fanno apparire sempre come "debitore" quando invece, nel sommerso, è il contrario o semplicemente un "dare/avere"

    [...]
    collegamento elettrico sottomarino ad altissima tensione denominato SAPEI (Sardegna/Penisola Italiana). Lungo 420 km, con una capacità di 1000 MW,
    [...]

    Esattamente i 1.000 Generatori eolici da da circa 1MW = 1000MW.


  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da tartesso Visualizza Messaggio
    Altro che privatizzazione delle municipalizzate....qui in Sardegna occorre crearle....e mandare a f. in c. l'Enel e lo Stato italiano. Eolico e solare dove diciamo noi però, quel che basta per noi, magari un rigasificatore per importare metano. Saremo a posto così, le nostre aziende avrebbero energia a buon mercato e utile a rendere competitivi le produzioni isolane. Soru...fuori le Pa°°e...
    Bhe, le municipalizzate ci volevano decenni fa quando solo loro avrebbero potuto produrre oltre all'Enel.

    AEM - Azienda Elettrica Municipale (Torino)
    AEM - Azienda Elettrica Municipale (Milano)
    ACSM - (Como)
    ASM - (Brescia)
    ACEGAS (Trieste)
    ACEA (Roma)
    Per citarne alcune quotate in Borsa
    E poi ....
    CAE (Genova)

    L'Enel è il risultato dell'accorpamento e nazionalizzazione di una miriade di produttori locali.
    Per esempio la SIP Società Idroelettrica Piemontese smise di produrre Elettricità e si riconvertì nella ben nota società di Telefonia.

    Ora con la fine del monopolio dell'Enel anche i privati possono ritornare a produrre (da Luglio non solo per le Partite IVA ma anche per l'utenza normale).

    Invece, tempo fa ho letto che il Governo Sardo (Regione?) ha in mente di istituire una sorta di Enel sarda ma non trovo più quella informazione.

    Vi risulta?

  9. #9
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    Predefinito

    Invece, tempo fa ho letto che il Governo Sardo (Regione?) ha in mente di istituire una sorta di Enel sarda ma non trovo più quella informazione.

    Vi risulta?
    l'ho sentito in una sicussione sul forum

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Antoni Visualizza Messaggio
    Bhe, le municipalizzate ci volevano decenni fa quando solo loro avrebbero potuto produrre oltre all'Enel.

    AEM - Azienda Elettrica Municipale (Torino)
    AEM - Azienda Elettrica Municipale (Milano)
    ACSM - (Como)
    ASM - (Brescia)
    ACEGAS (Trieste)
    ACEA (Roma)
    Per citarne alcune quotate in Borsa
    E poi ....
    CAE (Genova)

    [...]
    Vi risulta?
    Correzione:
    Bhe > Beh (?).
    AEM - Azienda Elettrica Municipale (Torino) non è quotata in Borsa.
    -----------------------------------------------

    Una cosa vecchiotta (2004).

    Energit punta a 64 milioni in euro di fatturato. Era nata cinque anni fa, oggi ha 45 dipendenti

    [...]
    E i punti di crisi, se ci sono?
    “Certo che ci sono. Risiedono principalmente nella limitatezza delle liquidità finanziarie rispetto ai grandi operatori. Noi quest’anno pensiamo di arrivare a 64 milioni in euro di fatturato. Il gruppo bolognese Hera, solo per fare alcuni esempi, è a quota 1,2 miliardi, Energia di De Benedetti è a 0,9 miliardi di euro. Solo rispetto a questi noi siano dieci, venti volte più piccoli e ciò pesa”.


    Pesa essere in Sardegna?
    “No. Ma c’è da pagare un prezzo perché la maggior parte dei nostri clienti non sta in Sardegna. La liberalizzazione ha fatto sì che si potessero corteggiare soltanto grandi clienti e l’aggettivo grande non si addice troppo a noi. Abbiamo clienti importanti tra i consorzi della Toscana, lavoriamo con l’Acea che è la municipalizzata di Roma, con la Cura che raggruppa alcuni consorzi di Ravenna. In Sardegna si potrà lavorare di più quando anche da noi le aziende avranno possibilità concrete di crescere, produrre e vendere anche fuori dall’Isola”.

    Dove la acquistate l’energia?
    Intanto dal gestore nazionale, Grtn. Poidalla Svizzera, dal Piemonte, da Ottana, dalla Francia”.

    Lavorate solo con banche nazionali ed estere?
    “Soprattutto con Banca Intesa, con Meliorbanca e bene con la Banca di Sassari”.

    Secondo Luigi Filippini la Sardegna, tecnologicamente, sta crescendo?
    “Non c’è dubbio. La nostra Isola continua a essere una regione dove è facile trovare gente preparata soprattutto nel nostre settore. Quando dobbiamo fare selezioni è triste dover dire di no a giovani capaci, motivate, con curriculum di tutto rispetto, con esperienze in Italia e all’estero. Ci giungono richieste da Paesi europei e di altri Continenti, ci inviano curricula giovani che vorrebbero rientrare in Sardegna. Quindi la base c’è, le capacità ci sono, le nuove tecnologie possono consentirci di crescere. Certo: occorre che anche le amministrazioni pubbliche favoriscano concretamente la diffusione delle tecnologie”.

    Nel dicembre 2000 lei firmò l’editoriale di Sardinews e scrisse: Il vero settore da potenziare, per consentire alle imprese sarde di svilupparsi alla stessa velocità delle loro concorrenti nazionali o europee, è quello delle infrastrutture: linee per la trasmissione-dati, linee elettriche, all’interno dell’isola e verso il resto del mondo. Si è fatto molto, poco o niente?
    “Parole, parole, parole. Non si è fatto nulla né per le telecomunicazioni – che sono le fibre ottiche per la Sardegna ? – né per le linee elettriche – che cos’è il Sacoi? Solo progetti, parole a vuoto e al vento”.

    Ottimista per il futuro?
    “Devo esserlo, ma la Sardegna ha perso tempo preziosissimo”.

    [...]

 

 
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