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ulfenor
Il Vaticano: Il Nazionalsocialismo è stato e sarà il nostro più grande nemico
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il: Ven-08-Giu-14-13 »
Citazione RIVELAZIONI SU PIO XII: HITLER LO VOLEVA RAPIRE
"Quella di Pio XII filonazista e' una grande bugia, una leggenda nera, smentita da documenti e testimonianze:
i nazisti consideravano Pio XII un temibile avversario". A smentirla ricostruendo nei dettagli tutti i rapporti tra Eugenio Pacelli e il Terzo Reich e' Andrea Tornielli nella sua monumentale biografia "Pio XII. Eugenio Pacelli. Un uomo sul trono di Pietro", (Mondatori) presentato questa sera in Campidoglio dal segretario di Stato Tarcisio Bertone, dal senatore a vita Giulio Andreotti e dagli storici Matteo Luigi Napoletano, Francesco Margotta Broglio e Andrea Riccardi. Tornielli spiega che Adolf Hitler considerava Pio XII un "nemico" e per questo "voleva catturarlo e deportarlo dal Vaticano". Altrettanto falsa e' l'idea che, all'opposto di Giovanni XXIII, Papa Pacelli sia stato un tradizionalista: "era una persona riflessiva, ieratica e per questo - spiega Tornielli in un'intervista diffusa dal Servizio Informazione Religiosa della Chiesa Italiana - ci dimentichiamo che e' stato il primo Papa moderno della storia della Chiesa: apre al metodo storico critico per lo studio della Sacra Scrittura, riforma la liturgia aprendo al canto moderno, accetta la possibilita' dell'ipotesi evoluzionista, beatifica e canonizza, in percentuale rispetto alle cerimonie celebrate, il piu' alto numero di donne di ogni altro Papa prima di lui e dopo di lui, e' lui infine ad aver preparato di fatto, con il suo Magistero, il Concilio Vaticano II". Nella sua biografia, Tornielli rivela anche che Eugenio Pacelli "non voleva diventare cardinale, ma desiderava poter trascorrere gli ultimi anni di vita dedicandosi al ministero pastorale, come un semplice prete". Nella sua biografia Tornielli ricostruisce diversi episodi che dimostrano l'avversione di Pio XII verso il nazismo. Nunzio in Germania, m
ons. Eugenio Pacelli nell'aprile 1924 denuncio' nei suoi rapporti "il furioso vento anticattolico che spira in questo momento da parte dei partiti nazionalisti, con violenti attacchi contro la S. Sede, contro il Cardinale Arcivescovo, ecc. da' le piu' gravi preoccupazioni. Tutta la situazione - scrisse al segretario di Stato Gasparri - e' in generale ora difficilissima ed assai preoccupante in Germania, a causa appunto dei progressi dei partiti nazionalisti fanaticamente anticattolici...". Pochi giorni dopo, all'inizio del maggio 1924, mentre e' in corso il processo al generale Ludendorff a Monaco, in una lettera allo stesso cardi. Gasparri, il nunzio confermo' quei giudizi esprimendo la propria convinzione che
"il nazionalismo sia forse la piu' pericolosa eresia della nostra epoca". Un'avversione, quella di Pio XII verso Hitler che era del tutto reciproca, come testimonia il piano approvato dal Furer per rapire il Papa.
"Travestiti da agenti sionisti in combutta con partigiani comunisti italiani, militi delle SS si sarebbero introdotti nella Citta' del Vaticano e, armi alla mano, avrebbero sequestrato Pio XII. A questo punto doveva entrare in scena la Wehrmacht, cioe' l'esercito nazista, che prima avrebbe finto di sventare il rapimento e salvare il Papa, e poi, per proteggerlo da ulteriori pericoli, lo avrebbero portato al sicuro in Germania". L'ideatore, del piano, rivela Tornielli, era Leon Degrelle, capo dei nazisti belgi, secondo il quale nelle mani della Gestapo, sottoposto a vessazioni, condizionamenti e continui controlli, Papa Pacelli non avrebbe resistito a lungo e non sarebbe stato difficile estorcergli una firma. Il progetto fu sventato sia perche' Pio XII nel maggio del 1944 venne informato da un generale nazista che tradi' Hitler, Karl Wolff, sia, soprattutto, perche' di li' a poco gli Alleati arrivano a Roma. Secondo Tornielli,
Pacelli fu piu' indulgente verso il comunismo sovietico che con il nazismo. Da Papa, infatti, cerco' piu' volte di aprire un dialogo con l'Urss e tento' di contrastare l'immagine di essere ostile alla Russia, attribuitagli dalla propaganda sovietica, spiegando la posizione vaticana di condanna verso gli errori del co (AGI) - Cdv, 5 giu. -