TRE PROIETTILI E LETTERA MINATORIA A BAGNASCO GENOVA - Tre proiettili di carabina in una busta, accompagnati da una lettera con minacce di morte, sono stati recapitati ieri, presso la Curia di Genova, indirizzati a mons.Angelo Bagnasco, arcivescovo della città e presidente della Cei.

La notizia è stata rivelata oggi dal Secolo XIX. E' questa la seconda volta, nel giro di poco più di un mese, che l'alto prelato viene fatto oggetto di pesanti minacce via posta. Nella scorsa occasione, il 27 aprile, a Bagnasco era giunta una lettera che riportava una svastica e una foto del porporato ritagliata da un quotidiano accompagnata da una pallottola calibro 9 per pistole in uso nella seconda guerra mondiale. Il presidente della Cei era stato inoltre contestato, con numerose scritte sui muri della città, in relazione alle sue posizioni sui Dico e la famiglia. Per questo motivo da circa due mesi mons.Bagnasco è scortato da agenti che lo accompagnano ovunque, anche durante le cerimonie religiose, mentre la sua residenza è costantemente controllata dalla Digos.
QUESTORE, GESTO DI MITOMANE La busta contenente i tre proiettili e la lettera di minacce recapitata ieri a mons.Bagnasco sarebbe "opera di un mitomane". E' questa l'opinione del questore di Genova, Salvatore Presenti, il quale ha reso noto che il nuovo episodio intimidatorio nei confronti del presidente della Cei "non comporterà cambiamenti nella strategia di custodia dell'arcivescovo". La missiva è stata spedita da Genova, proprio come la precedente, recapitata il 27 aprile e che conteneva una pallottola calibro 9. Nella lettera, secondo quanto è dato a sapere, non sarebbero presenti sigle o simboli tali da ricondurre l'episodio a una qualche matrice politica o eversiva. "Stiamo indagando - ha precisato il questore di Genova -, ma non riteniamo che questa nuova minaccia rappresenti una escalation nelle intimidazioni". Da circa due mesi mons.Bagnasco è seguito costantemente da due agenti di scorta che lo affiancano anche durante le cerimonie religiose e nei suoi spostamenti in città e fuori Genova. Inoltre il prelato è stato dotato di una vettura blindata.
ARCIVESCOVO, SOLO PREGARE "Nei momenti difficili e di sconforto bisogna ricorrere alla preghiera e all'adorazione di Gesù". E' questo il passaggio più significativo, ed espresso a braccio, dell'omelia pronunciata questa mattina dall'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, mons. ngelo Bagnasco, durante la celebrazione pontificale del Corpus Domini. Al momento il prelato, che ieri è stato raggiunto da una lettera di minacce e tre proiettili di carabina inesplosi, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. Si è limitato ad aggiungere il riferimento alla preghiera parlando ai suoi fedeli nella cattedrale di san Lorenzo. Anche in questa occasione Bagnasco è sorvegliato vicino all'altare dagli uomini della scorta, in questo caso carabinieri del Nucleo speciale. Nessun commento sulle nuove intimidazioni neppure dalla Curia genovese. Solo l'ammissione che ieri, tra la corrispondenza destinata all'arcivescovo, è stata rinvenuta la lettera con i proiettili e le minacce.



Chissà se il timbro postale non appartiene a qualche località sarda...