
Originariamente Scritto da
Myrddin-Merlino
Sul sito di Francesco Rcci e del suo gruppetto scrivono:
Il Pcl di Ferrando si è frantumato nell'assemblea nazionale tenuta in gran segreto a Rimini.
Si è confermato fallimentare il tentativo di costruire un partito senza programma (sostituito da generici "quattro punti"), senza un giornale (ad eccezione di un bollettino semestrale), senza vincoli di militanza, in cui l'unica cosa certa è la centralità di Ferrando. Nonostante i proclami su "migliaia" di iscritti, i dati ufficiali (peraltro contestati dalla minoranza interna) annunciano all'assemblea 1300 iscritti. Di questi, però, 800 (ottocento) non hanno nemmeno partecipato alle assemblee locali -trattandosi evidentemente di iscritti passivi o inesistenti, secondo la migliore tradizione riformista. Dei restanti, un terzo circa ha ritenuto (a torto) che fosse legittimo in una assemblea sostenere degli emendamenti che hanno raccolto il voto unanime di regioni (Veneto, Umbria) o di intere città come Roma. Un dissenso potenzialmente maggioritario: tanto che per fermarlo il leader, dopo aver inutilmente proibito ai militanti, con una circolare di Grisolia, di votare gli emendamenti, ha infine deciso di espellere durante l'assemblea quel terzo del Pcl che non ha mostrato il dovuto rispetto per la linea indicata dalla guida suprema (pare vengano espulsi persino coloro che hanno manifestato accordo con un articolo di critica a Ferrando pubblicato su Contropiano). E' la fine di un equivoco partito virtuale, creato dai mass media.
(Fonte di queste informazioni sono il sito del Pcl di Roma
www.pclroma.info e il sito
www.arcipelago.org in cui si può leggere l'articolo "La piccola Kronstadt di Marco Ferrando", scritto dai "ferrandiani" di Roma).
http://www.alternativacomunista.org/...77&Item id=47