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    Predefinito Base Usa di Vicenza, al via «la fase attuativa»

    «Il presidente del Consiglio ne ha dato ulteriore conferma durante la visita di Bush lo scorso 9 giugno» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
    VICENZA - «Gli Stati Uniti hanno ricevuto da parte dell'attuale governo italiano l'avallo scritto che autorizza il progetto per la base Usa Dal Molin: ora inizia la parte attuativa del progetto». Lo ha reso noto l'ambasciatore americano in Italia, Ronald Spogli, una nota distribuita ai giornalisti a Vicenza poco prima dell'inizio di una conferenza stampa prevista all'interno della caserma Ederle. «L'approvazione dell'Italia al progetto sul Dal Molin, già espressa dal precedente governo italiano, è stata ribadita dal presidente del Consiglio Prodi a gennaio e a maggio di quest'anno. Il presidente del Consiglio ne ha poi dato ulteriore conferma durante il suo incontro con il presidente Bush il 9 giugno a Roma», si legge ancora nella nota.


    Ci sara da divertirsi con tutti i paci-socia-verdi-fissi che romperanno
    le balle al governo attuale......che fara "Fessino"?....e "baffino"...e "brodino".
    con "Percoragno", "Dirimpetto" e tutta la masnada in piazza!!!

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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    Occupatore di merda.

  3. #3
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    L'Italia è un paese anomalo, per grazia divina esiste l'UE.

    Posta la premessa che gli USA sono un importantissimo alleato, nonché che i pacifistici non hanno capito nulla del mondo e che una presenza militare è necessaria, perché mai l'Italia dovrebbe cedere parte del proprio territorio (e dunque sovranità) ad un paese terzo? Fosse una base francese o tedesca sarebbe del tutto comprensibile, il fine logico sarebbe la Difesa europea.

    Ma cederla agli USA che fine logico ha? Dare una manciata irrisoria (perché per lo più fanno acquisti all'interno della base) di introiti in più a due locali in croce nelle vicinanze? Avere una pacca sulle spalle, stile bambini dell'asilo? O forse puro masochismo represso?

    Il bello è che una Destra vera, che si rispetti e che usi il freddo cinismo, dovrebbe essere la prima a scandalizzarsi e dire espressamente no. La Destra, per sua natura, non cede nulla senza un interesse.

    E' del tutto contro producente dare ad un paese terzo, per quanto alleato ed amico (parola quest'ultima senza valore nella geopolitica, ma purtroppo usata nella retorica nostrana), i destini della propria nazione.

    Faccio un esempio di politica sensata e di Destra: inviare truppe in Iraq, a sostegno degli statunitensi, ma chiedendo in cambio qualcosa, come un assenso attivo all'ottenere un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Ed ecco come agisce la così detta "Destra" italiana: inviare truppe in Iraq, così giusto perché tanto gli americani sono amici. Ah, giusto, anche perché eoni or sono i corpi ormai putrefatti dei loro nonni ci sconfissero ed invasero (sconfiggendo anche il nostro avversario tedesco e salvandoci da una dittatura, diamo a Cesare quel che è di Cesare).

    Alla CdL servirebbe un ripasso di real politic e di cosa vuol dire essere di Destra. Perché, visto dall'esterno, la loro pare una politica estera più di Sinistra.

  4. #4
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    avanti con i lavori di ampliamento della base
    viva l'amicizia tra Italia e Stati Uniti d'America

  5. #5
    Breiner252
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    Citazione Originariamente Scritto da IlikeUSA Visualizza Messaggio
    avanti con i lavori di ampliamento della base
    viva l'amicizia tra Italia e Stati Uniti d'America

    Io invece darei il via a un bel lavoro di ampliamento al tuo buco del culo...


    Vi siete dimenticati di una cosa, nella vostra follia ideologica: Vicenza.
    Infatti quella porcheria che volete far costruire, ovviamente nella logica NIMBY, a voi non darà alcun problema. Ma Vicenza fa 130 mila abitanti, e la base sorgerà a 3 metri dalla città. Quando i problemi di traffico risulteranno insostenibili, non avrete più la scusa pacifisti/sinistra e boiate varie...andate in tangenziale a Mestre e provate a parlare di politica, quando sono imbottigliati. Vi sfonderanno il cranio, facendo più che bene.

  6. #6
    SubZero
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj Visualizza Messaggio
    Occupatore di merda.
    li avete fatti entrare voi.
    sono i "liberatori"

    se non ti comoda questa situazione perchè cazzo lo festeggi il 25 aprile?

  7. #7
    SubZero
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    Citazione Originariamente Scritto da IlikeUSA Visualizza Messaggio
    avanti con i lavori di ampliamento della base
    viva l'amicizia tra Italia e Stati Uniti d'America

    speriamo ve la facciano saltare in aria quella base di merda

  8. #8
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    Giusto per evitare deviazioni inopportune... La Ederle è una caserma italiana a tutti gli effetti, con un comandante italiano e un colonnello. Quest'ultimo, secondo un organigramma americano, è sottocapo di stato maggiore, mentre il capo di stato maggiore è un colonnello Usa.

    Nella scala gerarchica, prima del colonnello c'è un generale a due stelle americano che è il comandante generale della Setaf (la Southern European Task Force), nonchè comandante di tutte le forze americane presenti a Vicenza. I rapporti tra il comandante italiano dell'istallazione e i comandanti americani sono regolamentati da atti secretati. Nell'ambito della Setaf opera la 173/a brigata paracadutisti Usa, il reparto impiegato in Iraq tre anni fa, e successivamente in Afghanistan. In passato si chiamava 'Lyon Brigade' ed era organizzata su un solo grosso battaglione di fanteria, che esiste ancora con il nome di 1/o battaglione del 508/o reggimento paracadutisti, successivamente affiancato dal 2/o del 503/o.

    La Lyon si è quindi tramutata in 173/a brigata, che ha però anche altre forze in Germania. L'aeroporto Dal Molin, distante 3-4 chilometri dalla Ederle, è invece uno scalo civile e militare, che la Nato utilizzava in passato. E anche l'Aeronautica militare, che lo gestisce, sarebbe intenzionata a dismetterlo. Il comandante è un ufficiale dell'Aeronautica. Proprio il Dal Molin, essendo la Ederle congestionata, dovrebbe ospitare il terzo battaglione della 173/a, di stanza in Germania, che verrebbe così riunita in Italia.


    L'aeroporto non verrebbe impiegato - nè potrebbe, per le sue caratteristiche tecniche - per la partenza dei parà americani nelle missioni all'estero: a questo scopo i soldati Usa utilizzano l'aeroporto di Aviano. La Ederle è una sorta di città a stelle e strisce: ospita il comando Setaf, a livello divisionale; il comando della 173/a e i due battaglioni che la compongono, e diverse altre unità a corollario. C'è ad esempio un reparto Genio, con macchine movimento terra e altri mezzi, una batteria da artiglieria con cannoni aviotrasportabili da 105 mm. Fondamentale è poi l'Area Support Group (ASG), una unità a livello reggimento che gestisce tutta la base, dagli aspetti logistici a quelli amministrativi.

    Il comandante dell'ASG, un colonnello americano, ha alle sue dipendenze anche molti civili americani (e anche diverse centinaia di italiani), che mandano avanti gli spacci, la banca, la barberia, e tutto il 'life support'. E' un ufficiale-chiave e, non a caso, lo chiamano il 'sindaco della Ederle'. Nella caserma anche un asilo, scuole elementari, medie e un distaccamento di un'università americana. Il tutto a disposizione dei figli dei militari e dei civili Usa che, con l'ampliamento, potrebbero diventare 3.000-3.500 in più. I militari americani di stanza a Vicenza - a parte i mezzi del Genio - possono contare essenzialmente solo su altri veicoli per il trasporto di materiale e truppe e su due velivoli C12 da otto posti, a disposizione del comandante; nessun mezzo da combattimento pesante.

    Le armi sono quelle da reparto e individuali, oltre ad alcuni cannoni da 105 millimetri. Dentro la base gli americani possono solo fare esercitazioni 'in bianco', cioè senza proiettili reali. Nel caso di attività addestrative a fuoco nei poligoni italiani, si deve seguire un determinato iter per ottenere l'autorizzazione dalle autorità competenti. Nella Ederle, dove i militari italiani dell'Esercito sono pochi, una dozzina, è presente anche un reggimento di carabinieri (alcune centinaia di uomini). Questi si occupano anche della scorta dei parà Usa quando questi devono uscire armati per svolgere esercitazioni.

    Va anche detto che a Vicenza ci sono quasi 400 spagnoli, alcuni belgi, molti francesi. E' una base Nato come tante in Europa e nel mondo e gli americani sono sottoposti all'autorità gerarchica e disciplinare del Generale italiano a tutti gli effetti, che tra l'altro risulta come comandante di Forze multinazionali NATO. Stessa cosa accade in Germania, in Spagna, in turchia, in Belgio. Quindi non è come scrive qualcuno una cessione di territorio nazionale ma la messa a disposizione alla NATO di proprie strutture, come si mettono a disposizione contingenti di forze, come il COMGRUPNAVSOUTH, una divisione navale composta da unità nato di stanza nel mediterraneo.
    Svolge compiti pianificati in sede NATO dai vari paesi, e gli USA la impiegano intensivamente per il grande valore strategico che costituisce.

  9. #9
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    AHI SERVA ITALIA
    di dolore ostello...
    non donna di provincie, ma bordello!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da SANGRIA Visualizza Messaggio
    Giusto per evitare deviazioni inopportune... La Ederle è una caserma italiana a tutti gli effetti, con un comandante italiano e un colonnello. Quest'ultimo, secondo un organigramma americano, è sottocapo di stato maggiore, mentre il capo di stato maggiore è un colonnello Usa.

    Nella scala gerarchica, prima del colonnello c'è un generale a due stelle americano che è il comandante generale della Setaf (la Southern European Task Force), nonchè comandante di tutte le forze americane presenti a Vicenza. I rapporti tra il comandante italiano dell'istallazione e i comandanti americani sono regolamentati da atti secretati. Nell'ambito della Setaf opera la 173/a brigata paracadutisti Usa, il reparto impiegato in Iraq tre anni fa, e successivamente in Afghanistan. In passato si chiamava 'Lyon Brigade' ed era organizzata su un solo grosso battaglione di fanteria, che esiste ancora con il nome di 1/o battaglione del 508/o reggimento paracadutisti, successivamente affiancato dal 2/o del 503/o.

    La Lyon si è quindi tramutata in 173/a brigata, che ha però anche altre forze in Germania. L'aeroporto Dal Molin, distante 3-4 chilometri dalla Ederle, è invece uno scalo civile e militare, che la Nato utilizzava in passato. E anche l'Aeronautica militare, che lo gestisce, sarebbe intenzionata a dismetterlo. Il comandante è un ufficiale dell'Aeronautica. Proprio il Dal Molin, essendo la Ederle congestionata, dovrebbe ospitare il terzo battaglione della 173/a, di stanza in Germania, che verrebbe così riunita in Italia.


    L'aeroporto non verrebbe impiegato - nè potrebbe, per le sue caratteristiche tecniche - per la partenza dei parà americani nelle missioni all'estero: a questo scopo i soldati Usa utilizzano l'aeroporto di Aviano. La Ederle è una sorta di città a stelle e strisce: ospita il comando Setaf, a livello divisionale; il comando della 173/a e i due battaglioni che la compongono, e diverse altre unità a corollario. C'è ad esempio un reparto Genio, con macchine movimento terra e altri mezzi, una batteria da artiglieria con cannoni aviotrasportabili da 105 mm. Fondamentale è poi l'Area Support Group (ASG), una unità a livello reggimento che gestisce tutta la base, dagli aspetti logistici a quelli amministrativi.

    Il comandante dell'ASG, un colonnello americano, ha alle sue dipendenze anche molti civili americani (e anche diverse centinaia di italiani), che mandano avanti gli spacci, la banca, la barberia, e tutto il 'life support'. E' un ufficiale-chiave e, non a caso, lo chiamano il 'sindaco della Ederle'. Nella caserma anche un asilo, scuole elementari, medie e un distaccamento di un'università americana. Il tutto a disposizione dei figli dei militari e dei civili Usa che, con l'ampliamento, potrebbero diventare 3.000-3.500 in più. I militari americani di stanza a Vicenza - a parte i mezzi del Genio - possono contare essenzialmente solo su altri veicoli per il trasporto di materiale e truppe e su due velivoli C12 da otto posti, a disposizione del comandante; nessun mezzo da combattimento pesante.

    Le armi sono quelle da reparto e individuali, oltre ad alcuni cannoni da 105 millimetri. Dentro la base gli americani possono solo fare esercitazioni 'in bianco', cioè senza proiettili reali. Nel caso di attività addestrative a fuoco nei poligoni italiani, si deve seguire un determinato iter per ottenere l'autorizzazione dalle autorità competenti. Nella Ederle, dove i militari italiani dell'Esercito sono pochi, una dozzina, è presente anche un reggimento di carabinieri (alcune centinaia di uomini). Questi si occupano anche della scorta dei parà Usa quando questi devono uscire armati per svolgere esercitazioni.

    Va anche detto che a Vicenza ci sono quasi 400 spagnoli, alcuni belgi, molti francesi. E' una base Nato come tante in Europa e nel mondo e gli americani sono sottoposti all'autorità gerarchica e disciplinare del Generale italiano a tutti gli effetti, che tra l'altro risulta come comandante di Forze multinazionali NATO. Stessa cosa accade in Germania, in Spagna, in turchia, in Belgio. Quindi non è come scrive qualcuno una cessione di territorio nazionale ma la messa a disposizione alla NATO di proprie strutture, come si mettono a disposizione contingenti di forze, come il COMGRUPNAVSOUTH, una divisione navale composta da unità nato di stanza nel mediterraneo.
    Svolge compiti pianificati in sede NATO dai vari paesi, e gli USA la impiegano intensivamente per il grande valore strategico che costituisce.



    e un chi se ne strafotte non ce lo mettiamo?
    americani fuori dai coglioni! non vi dobbiamo NIENTE!

 

 
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