Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Pittori e quadri comunisti/socialisti

    Sono un appassionato di arte ed immagino ci sia qualcuno tra voi che lo sia come me.

    Dunque, perchè non postare qui tutti quegli artisti, italiani e non, che hanno a che fare con la causa marxista e più in generale socialista?
    Sarebbe un modo di conoscere artisti ai più sconosciuti.

    Ho parlato di pittori, ma potrebbero anche essere scultori, architetti (musicisti lasciamo fuori visto che un thread del genere è già stato ampiamente trattato).


    A voi

  2. #2
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    Pellizza da Volpedo, Quarto Stato






    Nato a Volpedo, un piccolo centro della campagna alessandrina, Giuseppe Pellizza scelse di vivere lontano dalle capitali artistiche europee di fine Ottocento in un isolamento che rispondeva alla sua necessità di poter riflettere e operare in assoluta indipendenza. Nello stesso tempo, però, l'artista "si nutriva" di frequenti viaggi e soprattutto di continui scambi con i più importanti centri italiani che lo videro, di volta in volta, presenza significativa nelle maggiori rassegne espositive. Un profondo impegno critico connotò sempre la sua produzione consentendogli di raggiungere risultati di statura internazionale nell'ambito della tecnica divisionista usata anche come strumento flessibile e adatto a inverare contenuti via via più impegnativi nel rapporto col vero, e nella interpretazione simbolica della natura e della vita umana.

    Il Quarto Stato

    Nel Quarto Stato,iniziato nel 1898 e terminato nel 1901,è evidente che Pellizza non intendeva rappresentare esclusivamente una scena, sia pure molto importante, della vita sociale del proprio tempo, vale a dire un momento di sciopero e di protesta. Vi compaiono, infatti, delle figure che avanzano verso la piena luce, mentre sullo sfondo campeggia un tramonto: è chiara l'allegoria sociale del popolo che avanza verso un futuro radioso, lasciandosi alle spalle l'età dell'oppressione. Il tema era già stato trattato più volte e continuamente rielaborato da Pellizza, a partire dal 1891, con Ambasciatori della fame, attraverso Fiumana, completata nel 1896, e il bozzetto preparatorio del Quarto stato del 1898, Il cammino dei lavoratori, secondo il titolo inizialmente prescelto, ed era andato ampliandosi ed approfondendosi durante questo percorso, di pari passo con l'evoluzione artistica del soggetto.
    La ricerca formale presente nella tela è di altissima qualità: la composizione è perfettamente calibrata e conchiusa e la massa avanzante non è inerte, ma il gestire delle mani, dei piedi e il gioco delle ombre movimentano la sua rappresentazione producendo un'ondulazione. Le linee rette ed ondulate si equilibrano suggerendo l'avanzare lento, calmo e pacato ma ineluttabile di una nuova classe, forte della sicurezza che le deriva dalla consapevolezza del proprio ruolo storico.
    [da A. SCOTTI, Pellizza da Volpedo. Catalogo generale, Milano, Electa, 1986]

  3. #3
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  4. #4
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    Sul momento, di altri, mi viene in mente Ruskin. Ruskin nacque a Londra, unico figlio del matrimonio tardivo tra un ricco fabbricante di sherry di origine scozzese e molto amante della pittura, e una sua cugina, Margaret Cox, di cultura rigidamente puritana. Il ragazzo crebbe assai agiatamente, ma ebbe un'infanzia e un'adolescenza molto solitarie, al centro delle cure materne - cure così pressanti che quando, nel 1836, il figlio entrò al Christ Church College di Oxford, anch'ella vi si stabilì.

    Study of Gneiss Rock, Glenfinlas, 1853



    Brantwood



    John Ruskin, 1894


    Questo inizio di vita eccezionalmente protetto e "osservato", in un ambiente nel quale non erano mancati fin dall'infanzia viaggi e stimoli estetici ma anche pressioni moralistiche, sollecitò in lui lo sviluppo di un carattere geniale, sensibilissimo ma anche continuamente oscillante tra entusiasmo e depressione, e di una vita affettivo-sessuale complicata e faticosa.
    A Oxford incontrò William Turner (del quale Ruskin, a conclusione di un rapporto durato tutta la vita, sarà anche esecutore testamentario) e Lewis Carroll. È del 1840 il suo primo viaggio in Italia, che lungo le classiche tappe del Grand Tour lo conduce con i genitori attraverso la Francia e l'Italia fino a Paestum, ed è fra l'altro l'occasione della scoperta di Venezia. Di questo viaggio è stato pubblicato in italiano il diario, estrapolato dal Diario che Ruskin compilò dal 1836 al 1874.
    Un nuovo viaggio in Italia, questa volta senza i genitori, è del 1845: sono di questo periodo la scoperta della Toscana, delle arti figurative, del gotico e del romanico italiani e, sul piano della creatività personale, la realizzazione dei suoi migliori acquarelli.
    Nel 1847, fortemente sollecitato dalla famiglia che sperava in un effetto stabilizzante del matrimonio sulla sua natura irrequieta e instabile, sposò Effie Grey, figlia di un cliente scozzese fortemente indebitato con il padre e alla quale, bambina, aveva dedicato il racconto fantastico Il re del fiume d'oro. Il matrimonio fu però annullato sette anni dopo, con reciproco sollievo.
    Il decennio dal 1848 al '58 fu per Ruskin un tempo di grande intensità creativa ed intellettuale, e il nuovo viaggio in Italia con i genitori del 1858 fu forse l'ultimo tempo sereno della sua vita.
    Nel frattempo, il confronto tra la meditazione estetica, che in lui aveva sempre avuto una forte componente etica e umanistica, e il capitalismo selvaggio che caratterizzava l'Inghilterra vittoriana (money-making mob -una plebe che fa soldi-, era la definizione di Ruskin dei suoi compatrioti), spostarono i suoi interessi verso idee di socialismo utopistico in chiave cristiana.
    Già nel grande capitolo centrale delle Pietre di Venezia, Sulla natura del Gotico, aveva accusato la disumanizzazione del lavoro industriale, nella quale l'operaio è ridotto ad un mero attrezzo animato (this degradation of the operative into a machine), contrapponendo ad essa il carattere corale della produzione artistica ed architettonica gotica, nella quale l'operaio ha un ampio margine di creatività, consentito dall'irregolarità dell'opera complessiva. In queste pagine Ruskin si avvicinava alle posizioni di critica della disumanizzazione del lavoro e della separazione di lavoro manuale e lavoro intellettuale che, anticipate in alcune (troppo trascurate) pagine di Adam Smith (La Ricchezza delle Nazioni, libro V, cap. 1), ritornano in molta della grande letteratura del primo socialismo, soprattutto nelle celebri considerazioni del giovane Marx sul lavoro alienato (Manoscritti economico-filosofici del 1844).
    Negli anni successivi i suoi interessi per i problemi del lavoro e della povertà si accentuarono, fino all'aperta polemica contro l'ideologia liberista contenuta nelle conferenze tenute a Manchester (la roccaforte del capitalismo britannico!) nel 1857, e poi sviluppate in una serie di saggi per il "Cornhill Magazine" confluiti in Unto this Last (A quest'ultimo, 1862), quello che considerò il proprio libro più importante.
    Le idee sviluppate in questi anni, compresa l'utopia "retrospettiva" dell'artigianato gotico come modello di vita economica più sano di quello capitalistico, lo guidarono, dopo aver ereditato dal padre una considerevole fortuna, alla fondazione di una sorta di comunità di lavoratori, denominata Guild of St. George. L'esperimento fallì in pochi anni, ma Ruskin tenne su di esso una lunga serie di conferenze molto apprezzate dalla società vittoriana (che criticavano), poi raccolte e pubblicate, nel 1865, in Sesame and Lilies (Sesamo e gigli).
    Ritiratosi a Brantwood, sul lago di Coniston, in Cumbria, dopo la morte della madre avvenuta nel 1871, continuò la sua attività critica e di ricerca, insegnando anche ad Oxford tra il 1869 e il 1888 (tra i suoi allievi dell'epoca ci fu Oscar Wilde), ma assalito sempre più spesso da periodi di depressione e insania.
    L'ultimo suo scritto, prima che la luce della sua mente si spegnesse completamente, fu l'autobiografia composta nei momenti di lucidità, Praeterita.
    Morì il 20 gennaio 1900 nella sua casa di Coniston, poi trasformata in museo.

    Il pensiero e l'opera [modifica]

    La sua teoria generale, per la quale l'uomo e la sua arte devono essere profondamente radicati nella natura e nell'etica, fa di lui uno dei fondatori del movimento Arts & Crafts, sul quale Ruskin, attraverso William Morris, ebbe una grande influenza. Lungo questa linea fu anche uno dei precursori dell'Art Nouveau.
    John Ruskin è noto per la sua posizione molto particolare nei confronti del restauro architettonico. La sua concezione di restauro, definito "restauro romantico", prevede una posizione di assoluto non intervento sull'opera da restaurare: in altre parole, Ruskin lascia che il monumento, come ogni essere vivente, muoia senza alcuna intromissione, senza rimettere a posto le pietre cadute, senza ritoccare gli affreschi nei punti usurati.
    Contrapposto a questi, Viollet-le-Duc teorizzava un restauro estremista dal lato opposto: secondo questo architetto francese contemporaneo a Ruskin, ogni monumento da restaurare doveva essere riportato a uno stato di interezza magari mai effettivamente esistito ma in linea con le scelte stilistiche dell'architetto originale.
    Al suo "Modern Painters" devono la popolarità sia Turner sia il movimento preraffaellita.

  5. #5
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    In italia è fondamentale Guttuso, che anche se non mi piaccia molto era il pittore ufficiale del PCI

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Piè Monte Visualizza Messaggio
    E' attualmente lo sfondo del mio desktop.
    E' lo sfondo del mio calendario su linux.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da BarrioAdentro Visualizza Messaggio
    In italia è fondamentale Guttuso, che anche se non mi piaccia molto era il pittore ufficiale del PCI

    Se vuoi postare, sentito libero.

    Tra l'altro, la Marzotto non è stata la modella di Guttuso?

  8. #8
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    Guttuso ha fatto il simbolo del PCI ed il bellissimo dipinto "I Funerali di Togliatti"

  9. #9
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    I Funerali di Togliatti, 1972.
    Acrilici e collage di carte stampate su carta incollata
    su quattro pannelli, 340x440 cm.
    Galleria d'Arte Moderna Comune di Bologna.

  10. #10
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    Opere di Renato Guttuso

    http://www.guttuso.com/it/main_old.htm

 

 

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