Fabrizio Toffolo e Fabrizio Piscitelli, due tra i capi storici storici del gruppo 'Irriducibili Lazio' il 31 maggio scorso sono stati condannati dalla Corte di Appello di Trento a tre anni e sei mesi di reclusione per lesioni gravi ai danni di un giornalista della Gazzetta dello Sport, Maurizio Nicita, colpito e ferito il 19 luglio del 2002 nel raduno di Vigo di Fassa, dopo che nel precedente grado di giudizio erano stati assolti.
Oggi nel corso della trasmissione 'Noi Biancocelesti', in onda su Radio Flash Più, è intervenuto l'avvocato Adami, legale di Fabrizio Toffolo e Fabrizio Piscitelli,che ha espresso tutto il suo stupore per la sentenza del Tribunale di Trento che lui ha definisce 'curiosa': "Nella sentenza di primo grado era stato stabilito, dopo le testimonianze di due giornalisti presenti, che i miei due assistiti non avevano neanche sfiorato il giornalista Nicita e per questo erano stati scagionati dalle accuse. Poi il P.M. ha ricorso in appello, chiedendo la pena a un anno per concorso morale di Toffolo e Piscitelli, i quali, secondo l'accusa, avrebbero istigato Yuri Alviti, esecutore materiale dell'aggressione (una sberla, ndr), a compiere il reato. Quando la Corte ha emesso la sentenza di condanna a tre anni e sei mesi ai danni di Fabrizio Toffolo e Fabrizio Piscitelli per concorso morale al reato, tutti, ripeto tutti, sono rimasti stupiti e spiazzati da una sentenza a dir poco 'curiosa'. Basti pensare che Yuri Alviti, che aveva commesso il reato, ha preso una condanna a meno della metà rispetto a quella di chi è stato solo testimone dei fatti. Il tutto è ancor più strano se consideriamo che non risultano agli atti registrazioni dei tre che proclamavano l'intenzione di aggredire Nicita o cose del genere e tra i due ultimi gradi di giudizio non sono emersi elementi nuovi che possano giustificare tale ribaltamento della sentenza. L'unica spiegazione va ricercata nel fatto che, da Raciti in poi, non viene fatto passare nulla, c'è tolleranza zero, rispetto alla violenza degli ultras, ma rimane il fatto che qui si è finito per estremizzare gli effetti di un presunto concorso morale dei miei assistiti e tale azione è stata messa sullo stesso piano di delitti ben più gravi. Ora aspettiamo il deposito della condanna il prossimo 30 giugno per leggere le motivazioni della sentenza ed attivarci di conseguenza per pianificare, insieme al collega Marronaro, la linea da seguire. Comunque auspichiamo un ritorno alla sentenza di primo grado, che scagionava completamente Fabrizio Toffolo e Fabrizio Piscitelli".


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