
Originariamente Scritto da
Nostradamus
Ormai grazie a Prodi il socialismo reale è a portata di mano. I "liberalizzatori" comunisti stanno trasformando l'Italia in una nuova Unione Soveitica, con uno stato che assorbe e sperpera la maggior parte delle risorse prodotte. Il vorace stato imprenditore prodiano altro non è una fucina di inefficenza e clientelismo ovvero il più grande ostacolo alle impellenti riforme ormai improcrasinabili. E parlano pure di "liberalizzazioni"...
CONTI PUBBLICI: ISTAT, SPESA PUBBLICA 2006 CRESCE 2 PUNTI PIL
(AGI) - Roma, 12 giu. - La spesa pubblica nel 2006, e’ cresciuta del 7,9% rispetto all’anno precedente. Tale aumento e’ piu’ del doppio di quello che fu registrato nel 2005 rispetto al 2004 (+3,6%). Non solo, ma la sua incidenza sul Pil e’ salita al 50,5% contro il 48,6% del 2005: si tratta cioe’ di un incremento netto di due punti percentuali del prodotto interno lordo. Lo rende noto l’Istat in un comunicato sui “Conti e aggregati economici delle Amministrazioni pubbliche”.
Se si confrontano i dati con gli altri paesi europei, l’Italia conferma un andamento decisamente piu’ sostenuto: la spesa complessiva in rapporto al Pil risulta infatti piu’ alta di 2,7 punti percentuali rispetto alla media dei tredici paesi dell’area dell’euro, e di 3,4 punti percentuali rispetto alla media complessiva dei ventisette paesi della Ue.
Nel 2006 Svezia, Francia, Ungheria e Danimarca registrano una spesa superiore al 50% del Pil mentre Romania (32%), Estonia (33,2%), Lituania (33,6%) e Irlanda (34,1%) mostrano l’incidenza piu’ bassa sul Pil.
L’andamento della spesa totale italiana e’ il risultato della crescita delle spese correnti al netto degli interessi (+3,6%), degli interessi passivi (+5,2%) e delle uscite in conto capitale (+53,3%). Gli investimenti fissi lordi, che costituiscono una spesa in conto capitale, aumentano dell’1,7%, a fronte di una sostanziale stabilita’ del 2005 (+0,4%). Tale risultato e’ dovuto alla riduzione delle dismissioni immobiliari, portate in detrazione a tale aggregato (1.386 milioni di euro nel 2006, 3.176 milioni nel 2005). Escludendo l’effetto delle dismissioni immobiliari, la riduzione degli investimenti sarebbe stata del 3,4%. (AGI)