
Originariamente Scritto da
Feliks
Ora spiego come la penso. Sarò brutale. Sembra una tragedia greca.
Per semplificare l'analisi, io distinguerei in primo luogo il lato politico (noi la crisi non la paghiamo) dal lato sostanziale (esiste un problema grosso, che va risolto).
Lato politico: comunisti e sindacati fanno benissimo a fare casino: per loro non farlo implicherebbe la morte politica, e lascerebbero il campo al ribellismo di stampo anarcoide che è utile solo a scatenare reazioni militariste.
Lato sostanziale: siamo seri, con la "tassazione delle rendite" non ci tappi un buco gigantesco. Serve aumentare le imposte indirette su beni a domanda inelastica (alcool e sigarette), ridurre le spese, e aumentare il prelievo sul grosso della base imponibile.
Il problema è che i due lati, in ultima istanza sono purtroppo inscindibili, e a meno che uno non c'abbia in mente di fare la rivoluzione (per poi fare cosa?) di qui a tre mesi, se io fossi un dirigente del KKE o del sindacato mi sparerei una revolverata in testa. Spiego.
La sinistra europea, per 50 anni si è crogiolata nell'illusione che l'indebitamento sia qualcosa di sostenibile "di per sé", in quanto il debito pubblico non è altro che una gigantesca partita di giro in cui i benestanti prestano soldi allo stato e poi vengono tassati. Lo stato quindi può fare un sacco di cose bellissime grazie all'indebitamento, come sta fantomatica "ridistribbuzzione" (ste minchiate le insegnano pure all'università, per capirci). La fallacia di questa argomentazione è più che evidente, e si poggia su una visione statica dell'economia, come se fossimo un villaggio del neolitico. Basta una vaga idea sul funzionamento della capitalizzazione composta per capire che l'accumulazione del debito è un'esponenziale. Nel vero senzo della parola: B(t)=B(0)*e^rT. Dunque dopo qualche anno "i benestanti" non ti bastano più, e ti servono le banche. Poi le banche estere. Poi i fondi pensione, poi Goldman Sachs, poi gli hedge funds. Insomma, più fai "ridistribbuzione" e più ti avvicini al punto in cui basta un piccolo shock per provocare una grossa crisi di credibilità che ti fa schizzare i tassi di interesse. Il fallimento a quel punto è inevitabile e non redistribbuisci più una sega, se non dei grossi e nodosi cetrioli da pigliarsi in culo.
Apparirà quindi più chiaro che i cattivissimi e bruttissimi "criteri di maastricht", contro i quali si sono scagliati orde di pipparoli (con cattedra e non), stavano a dire proprio questo: smettetela di fare gli stronzi che reddistribbuite facendo i buffi, altrimenti poi andiamo tutti a gambe all'aria. Ora, c'avrete pure ragione a dire che l'equazione differenziale del debito c'ha infinite soluzioni e che quindi 3% e 60% sono valori arbitrari, ma il succo del discorso non cambia: la dovete piantare di fare i buffi senza motivo.
Ora, il problema è il seguente. Dove stavano la CGIL e la sinistra quando negli anni ottanta si facevano le assunzioni in massa e si mandava la gente in pensione con 15 anni di contributi? Te lo dico io, erano contenti che si faceva "la redistribbuzzione". Non conosco la storia greca, ma presumo che la posizione di sindacati e sinistra fosse identica.
Alla fine dei giochi quindi mi chiedo: ma che cazzo volete? La tesi è la stessa, da qualunque parte la si guardi. La "sinistra" non capisce un cazzo di nulla da 40 anni. Secondo me sono anche 80, ma ne possiamo discutere.