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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito 'Ndrangheta, 60 arresti: "Gestivano tutti i rapporti economico-sociali"

    Le persone coinvolte sarebbero collegate alla cosca Forastefano di Cassano allo Ionio. Sequestrato un patrimonio di un valore superiore a 50 milioni di euro

    Indagato capogruppo Udeur al Consiglio regionale calabrese per voto di scambio. Truffa all'Inps per 6 milioni di euro per indennità a falsi braccianti agricoli


    COSENZA - Dalle prime ore di questa mattina è in corso in Calabria e Campania una maxi operazione dei carabinieri per l'esecuzione di sessanta ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip distrettuale di Catanzaro su richiesta della Dda nei confronti di numerosi esponenti della 'ndrangheta che gestivano i rapporti economici e sociali del territorio. Indagato anche il capogruppo dell'Udeur al Consiglio regionale della Calabria, Franco La Rupa per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio.

    Gli arrestati dovranno rispondere, tra l'altro, delle accuse di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsioni, usura, porto e detenzione illegale di armi ed esplosivi, oltre a favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e altri reati.

    Le persone coinvolte dalla maxi operazione, secondo quanto si è appreso, sarebbero collegate alla cosca Forastefano di Cassano allo Ionio, centro dell'alto Ionio cosentino.

    "L'operazione Omnia - dice il procuratore aggiunto della Dda di Catanzaro, Mario Spagnuolo - colpisce una pericolosissima cosca mafiosa che di fatto aveva il controllo totale di quel territorio gestendone i rapporti economici e sociali". Anche il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ha sottolineato il significato di questi arresti. "E' una operazione importante - ha commentato Grasso - che mette in risalto le infiltrazioni della criminalità organizzata". Per il viceministro dell'Interno, Marco Minniti, quello che è avvenuto oggi "contribuisce a liberare una parte importante del territorio calabrese e delle sue energie positive".

    Durante l'inchiesta, i carabinieri del Ros di Catanzaro e della sezione di Cosenza, hanno scoperto anche una truffa ai danni dell' Inps e un patto politico-elettorale tra la cosca Forestano e un candidato alle elezioni regionali del 2005.

    Gli indagati avevano organizzato un'attività che prevedeva, secondo i carabinieri, la riscossione dall'Inps di indennità per falsi braccianti agricoli per un valore pari a sei milioni di euro.

    Quanto al patto politico-elettorale, secondo quanto appreso in ambiente investigativo, le prove sarebbero state trovate grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali fatte nel corso dell'inchiesta da cui emergerebbe il potere di condizionamento che la cosca esercitava sugli elettori. In questo ambito è stato indagato il capogruppo dell'Udeur al Consiglio regionale della Calabria, Franco La Rupa, per concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. I carabinieri hanno perquisito l'abitazione di La Rupa, l'ufficio e i locali della segreteria. In seguito alle notizie, i coordinatori regionali dei Popolari Udeur, d'intesa con la segreteria nazionale, hanno reso noto di avere sospeso La Rupa "da ogni funzione inerente la sua collocazione nel partito e nel gruppo consiliare dei Popolari Udeur".

    La cosca Forastefano di Cassano Ionio applicava tassi usurai del 100 per cento annuo a commercianti e a grossi imprenditori per un giro di affari che arrivava a alcuni milioni di euro l'anno. Una quindicina di imprenditori hanno collaborato con gli investigatori.

    I carabinieri hanno sequestrato, a scopo preventivo, beni per più di 50 milioni di euro. Tra i 187 immobili sequestrati ci sono anche un albergo lussuoso aperto solo recentemente e un centro commerciale di 15 mila metri quadrati situato in località Sibari di Cassano. Sequestrate anche aziende agricole, del settore edilizio e dei trasporti, esercizi pubblici, numerose automobili, 36 contratti assicurativi e 12 rapporti bancari. Sequestrata anche la "bacinella", ovvero la cassa comune della cosca.

    Tra gli arrestati anche un pentito, Domenico Falbo, che ha deciso di collaborare con gli investigatori dopo avere rubato 430 mila euro dalla "bacinella" ed essere stato scoperto dal suo capo e minicciato gravemente.

    (10 luglio 2007)

    www.repubblica.it

  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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  3. #3
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    A leggere il tuo intervento cadono le braccia.
    Non è possibile continuare in questo marasma di truffe.

    Se manca un minimo di etica e senso dello Stato è impossibile impostare una cultura europea.

    Ma è ancora più assurdo avere la convinzione che il Nord riesca supplire con le proprie tasse ad una parte di queste operazioni di rastrellamento delle ricchezze dello stato.
    L’altra parte di prelievi impropri del Sud viene ottenuto attraverso il debito pubblico che verrà pagato dagli ultimi Padani che rimarranno.

 

 

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