da www.ansa.it
" SINODO: I PAESI MUSULMANI NON RISPETTANO LA LIBERTA' RELIGIOSA
CITTA' DEL VATICANO - Nei paesi musulmani i cristiani hanno difficoltà a praticare la loro fede, addirittura ad andare alla messa domenicale. La denuncia è stata fatta dall'arcivescovo di Addis Abeba, mons. Berhaneyesus Souraphiel, intervenuto oggi al Sinodo dei vescovi, che ha chiesto ai padri sinodali, in particolare a "quanti lavorano nei paesi musulmani dove i cristiani poveri si recano in cerca di lavoro, di estendere la loro cura pastorale a questi cristiani e di chiedere ai governi musulmani di rispettare la libertà religiosa dei cristiani".
Mons. Souraphiel ha citato il caso delle centinaia di migliaia di cristiani dell'Eritrea e dell'Etiopia che lavorano in Arabia Saudita, Yemen, stati del Golfo ed "in altri paesi a maggioranza musulmana. Prima di andare a lavorare in questi paesi musulmani, essi sono costretti a cambiare il nome cristiano in un nome musulmano e, in particolare, le donne a vestire secondo i costumi musulmani. Una volta giunti a destinazione, vengono loro tolti i passaporti e sono fatti oggetto di ogni tipo di abuso e di oppressione. In questa situazione, molti sono costretti a farsi musulmani".
"Essi - ha aggiunto il vescovo etiope - sono costretti ad andare in questi paesi musulmani spinti dalla povertà dei loro paesi e perché le porte delle altre nazioni cristiane sono sbarrate. Sappiamo che molti cristiani africani muoiono attraversano il deserto del Sahara o annegano nel Mediterraneo nel tentativo di raggiungere le nazioni cristiane dell'Europa o dell'America. E' la povertà che li costringe a disfarsi del loro retaggio cristiano, della loro cultura cristiana e perfino della loro dignità umana". "A loro viene negato il diritto di professare la propria religione: la celebrazione dell'eucarestia e la messa domenicale. E' una delle persecuzioni religiose dei tempi moderni". "
Saluti liberali




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