Scuola Diaz, confessione choc: «Fu davvero una macelleria»
Lo rivela il vicequestore Fournier
Diaz scuola Genova ANSA 220 polizia g8
«Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». Spiega così il suo silenzio iniziale Michelangelo Fournier, uno dei 28 poliziotti imputati a Genova per la ingiustificata e sanguinosa irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il vertice del G8 del luglio 2001
Interrogato in aula dai pubblici ministeri, Fournier ha fornito una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, come aveva detto in un primo tempo, ma veri e propri pestaggi ancora in atto. «Sembrava una macelleria messicana» ha spiegato per dare il senso della scena che vide quando entrò con i suoi uomini.
È la prima volta che un poliziotto, ed in questo caso si tratta di un funzionario di alto livello, ammette che a Genova non solo ci furono i pestaggi della polizia, ma soprattutto che andarono ben oltre qualsiasi limite e furono del tutto ingiustificati.
«Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano».
Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze».
Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perchè per me la ragazza stava morendo».
«La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l'ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell'Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato», commenta afferma il vice presidente della Camera e deputato della Sinistra democratica, Carlo Leoni.
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