Selva insiste: «Non mi pento, era una goliardata»
Aveva usato l'ambulanza per andare in tv
ROMA (13 giugno) - «Non è stato un reato, quindi non so perché mi debba pentire di qualcosa che può essere stata una goliardata, una necessità che ho sentito, di poter arrivare all'impegno dato che non avevo trovato un taxi». Così, in un'intervista all'emittente radiofonica "Rtl", Gustavo Selva si difende dall'accusa di aver usato indebitamente un'ambulanza del 118 per farsi condurre in uno studio televisivo.
«Tra i doveri di un parlamentare c'è anche quello di rispondere alle domande dei giornalisti - ribadisce Selva - e nei primi minuti sono stato assistito per ragioni sanitarie quindi non è stato un uso abusivo, poi quando mi sono sentito bene invece di far venire un'altra macchina, ho detto agli infermieri di andare direttamente all'appuntamento».
Selva si difende anche dall'accusa di aver sottratto l'ambulanza ad altre eventuali emergenze: «Ho spiegato mille volte che era un'ambulanza riservata esclusivamente a coloro che erano a Palazzo Chigi per la conferenza stampa di Bush e Prodi, quindi non ho sottratto assolutamente nessun mezzo pubblico a cittadini che ne avevano bisogno». Sulle sue dimissioni da senatore Selva precisa: «Franco Marini deve decidere cosa fare: per esempio potrebbe invitarmi, dopo i chiarimenti che ci sono stati, a ritirare le mie dimissioni».
Quanto alla polemica sui privilegi dei parlamentari e i costi della politica l'esponente di An avverte: «Vi prego di non fare di questo un caso emblematico, perché allora la politica è moralissima. L'impiego di questa macchina è durata solo trenta minuti».
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