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  1. #1
    FuoriTempo
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    Predefinito lastampa: berlusconi tratta per il dopo prodi

    Berlusconi confida: sto trattando con l'Unione


    «Fra loro alcuni vogliono mandare a casa Prodi». Ma le posizioni sul dopo restano distanti
    AUGUSTO MINZOLINI
    ROMA
    In quella baraonda che è diventata la politica italiana, tra intercettazioni e un governo a rischio, è difficile orientarsi. Per capire qualcosa bisogna gettare l’orecchio in qualche riunione ristretta, non di quelle con trenta persone. Come quella che ha avuto ieri Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, prima del vertice con i coordinatori regionali. Lì il Cavaliere ha fatto il punto sulle posizioni di maggioranza e opposizione, quello che illustrerà al capo dello Stato mercoledì prossimo. «Abbiamo avuto - ha spiegato - incontri e contatti con esponenti Ds e della Margherita. Tra loro c’è chi vuole levarsi di torno Prodi. C’è chi comprende che sta diventando una zavorra impossibile. Noi abbiamo detto che per il bene del Paese bisognerebbe fare un altro governo. Abbiamo spiegato che la nostra opposizione potrebbe essere più misurata nei confronti di un altro governo delle sinistre. Su due punti, però, siamo stati chiari: il nuovo governo deve portare alle elezioni nel 2008 e non può avere il nostro appoggio. Ci costerebbe troppo in termini di consensi». Poi il Cavaliere ha spiegato l’offerta di chi, nel centro-sinistra, vuole liberarsi di Prodi: «Loro - ha continuato - vogliono un governo istituzionale. Che in qualche modo ci coinvolga. Accettano il voto anticipato ma non prima del 2009. C’è, quindi, la differenza di un anno sulla data elettorale. Ed è su questo contrasto che può inserirsi Prodi per stabilizzare il suo governo...».

    Insomma, almeno in quella riunione il Cavaliere è stato chiaro. Ha detto le cose come stanno. C’è una trattativa sotterranea sul «dopo-Prodi», se non ufficiale sicuramente ufficiosa, che, rispetto al passato, una parte del centro-sinistra non solo non rifiuta ma addirittura promuove. In secondo luogo ci sono due ostacoli difficili da superare che potrebbero portare ad un nulla di fatto: la data delle elezioni e la natura del governo che dovrebbe succedere a Prodi (Berlusconi, almeno per il momento, non vuole sporcarsi le mani mentre gli altri preferirebbero una formula che lo coinvolga in qualche modo). La trattativa, quindi, è in bilico: potrebbe chiudersi bene o male. E questo spiega perché un giorno il governo sta per cadere, un altro è più sicuro, perché un giorno si parla di elezioni e un altro di governo istituzionale. I giochi sono aperti e ognuno ha i suoi desiderata. A destra come a sinistra. Franco Marini e Pierferdinando Casini vorrebbero un governo istituzionale che arrivi fino al 2009. Walter Veltroni avverte che se si arrivasse in questa situazione al voto tra un anno o tra due, non si candiderebbe. Lamberto Dini è pronto anche a guidare un governo di un anno ma vuole in Parlamento l’appoggio di Berlusconi. Clemente Mastella vuole andare avanti, pronto ad aprire la crisi nella primavera prossima per evitare il referendum. Gianfranco Fini gradirebbe anche lui un governo istituzionale ma voterebbe nel 2008. Insomma, siamo alla Babele se addirittura si è scomodato l’ingegner Carlo De Bendetti per trovare una via d’uscita che conduca il centro-sinistra fuori da queste secche pericolose.

    E’ ovvio che in queste condizioni il Cavaliere, almeno pubblicamente, preferisca star fermo su una posizione che lo tenga in sintonia con i suoi elettori, cioè la richiesta di elezioni. E’ quello che ha spiegato ieri pomeriggio anche a Fini. Tra i due c’era una ruggine che risale all’incontro di qualche settimana fa, quello che ha preceduto i ballottaggi: il dissidio resta la federazione che Berlusconi non vuol fare solo con An. In quell’occasione l’incontro si chiuse su una frase minacciosa di Fini: «Ci rivediamo dopo i ballottaggi». I ballottaggi a Parma, a Lucca, a Todi si sono chiusi bene per il centro-destra e hanno interrotto il breve «flirt» tra il presidente di An e Pierferdinando Casini. Anche perché la diatriba del centro-destra sull’andare a chiedere a Napolitano le elezioni o meno è una mezza scemenza: è evidente che il Capo dello Stato potrebbe concederle solo se verificasse che non c’è nessuna maggioranza per sostenere un governo in Parlamento. A Berlusconi preme solo far presente al Presidente «la profonda crisi in cui un governo che non è nelle condizioni di governare ha precipitato il paese». Nei fatti le schermaglie di Casini (ieri con sarcasmo ha dichiarato che «griderà al miracolo» se verrà fuori qualcosa dal Quirinale) riguardano solo la leadership di Berlusconi. Tant’è che ieri per portare anche l’Udc al Quirinale il Cavaliere ha fatto recapitare dal fido Gianni Letta una proposta provocatoria al segretario degli ex dc, Lorenzo Cesa: «Se salite al Colle con noi sarete voi a redigere il comunicato che dirameremo dopo il colloquio».

    Non se ne farà niente lo stesso. Ma i problemi li avrà solo l’Udc. Come spiegava l’altro ieri Fini al vertice del suo partito: «L’incontro con Napolitano non darà frutti ma se andasse solo Berlusconi e io no, il nostro elettorato non capirebbe». Casini, invece, malgrado le elezioni non lo abbiano premiato, problemi di consenso non se li pone. Solo che difficilmente riuscirà a differenziarsi ancora per molto da Berlusconi che punta a sfruttare fino in fondo l’impopolarità di Prodi. Ieri davanti ai coordinatori di Forza Italia il Cavaliere ha usato tutti gli argomenti che aveva a disposizione: «I primi che vogliono liberarsi di Prodi sono quelli del centro-sinistra ma non hanno il killer. Nessun governo istituzionale perché non possiamo mischiarci con loro. Potrebbe esserci un ritorno alla vecchia legge elettorale, il mattarellum. Così avremmo un risultato alla Sarkozy. I ds non mi parlino più del conflitto di interessi: le azioni Mediaset in un anno sono passate da 12 euro a 7». Di tutto di più. Anche per Casini. «Nell’Udc ci sono brave persone ma anche chi ci ha fatto perdere le elezioni come quella serpe in seno di Follini. Li abbiamo raccolti che stavano al 3%, gli abbiamo dato la terza carica dello Stato e tante poltrone. Le amministrative gli sono anche andate male. Cosa pretende Casini? Le regola non cambia: il candidato premier è il leader del primo partito della coalizione. Sono io».

  2. #2
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    Alle confidenze di Berlusconi credo fino ad un certo punto. Ma ammettiamo siano vere: dubito che il Csx trovi una scusa seria per far cadere Prodi, tutti sanno che gli elettori dell'Unione punirebbero severamente i propri partiti di riferimento.

    Nella realtà nel Csx non hanno molta scelta: devono mettere il governo in condizioni di decidere e andare avanti, a costo di scontentare qualcuno, come accaduto per la TAV in Val di Susa.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da FuoriTempo Visualizza Messaggio
    Le regola non cambia: il candidato premier è il leader del primo partito della coalizione. Sono io».
    Il punto è che "il primo partito della coalizione" NON E' UN PARTITO,è una semplice "emanazione" di Berlusconi. In qualunque altro paese uno che ha perso per ben DUE volte le elezioni in dieci anni sarebbe stato sostituito dal suo stesso partito, cosa che qui non può avvenire perchè il "partito" è lui...

  4. #4
    FuoriTempo
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    come fate a dire queste cose non lo capisco proprio. berlusconi è il leader del primo partito d'italia e gli italiani lo vogliono ancora presidente del consiglio.
    il 2 dicembre ha portato in piazza tantissime persone e alle ultime amministrative il suo apporto è stato determinante.
    nonostante la sinistra sia attaccata al potere il paese rimane in stallo e questa situazione non può andare avanti.
    anche alla sinistra conviene far cadere questo governo per salvare il salvabile e non scomparire del tutto. specialmente i partiti più piccoli rischiano molto.
    più il governo dura più la sinistra perde voti.
    allo stesso tempo la maggioranza è spaccata al suo interno e molti non vedono l'ora di pugnalare il governo. dini in primis che non è diventato ministro, come pure personaggi che non ubbidisco a logiche di partito ma a gruppi di potere che fanno il bello e il cattivo tempo pensando solo ai propri interessi.

  5. #5
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    Ribadisco quello che ho già scritto sopra, la via di uscita alla situazione difficile del governo è una sola: decidere. L'opportunità c'è, ora ci sono anche i soldi per fare delle cose, dunque si tratta solo di volerlo.

    Altre vie di uscita non ve ne sono, si tradurrebbero tutte in un disastro elettorale, su questo non ho molti dubbi.

  6. #6
    VELTRONI DIMETTITI!
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    ritengo che questo articolo sia solamente una delle tante mosse sollecitate da silvio per destabilizzare il sistema. Porto solo qualche spunto di riflessione: Minzolini non è indifferente a SB questo è risaputo, ma non è poi così importante; nel cdx solo berlusconi mira ad andare ad elezioni per il 2008 mentre udc e an tirano al 2009 perchè così, forse, il capo sarebbe fuorigioco: non mi vengano a dire che fini acceterebbe ancora silvio candidato e magari al governo per altri anni; nel csx la situazione è eterogenea è vero ma credo che ora, anche dopo lo scandalo intercettazioni, il solo modo per non suicidarsi è aggrapparsi a Prodi perchè, indip da prodi, se lui dovesse cadere si aprirebbe una guerra tutti contro tutti nel csx e significherebbe la fine politica di tanti a cominciare dalla sx radicale, i DS e la margherita che - allo stato delle cose - in una lotta tra "fratelli" sarebbe la più penalizzata perchè gli altri bene o male sono radicati hanno strutture solide, ma i DL??Ormai non guadagnano più voti da un mucchio di tempo!! Non credo che ora ci sia interesse da parte del csx a far fuori il solo che evita imboscate reciproche.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Libdx Visualizza Messaggio
    ritengo che questo articolo sia solamente una delle tante mosse sollecitate da silvio per destabilizzare il sistema. Porto solo qualche spunto di riflessione: Minzolini non è indifferente a SB questo è risaputo, ma non è poi così importante; nel cdx solo berlusconi mira ad andare ad elezioni per il 2008 mentre udc e an tirano al 2009 perchè così, forse, il capo sarebbe fuorigioco: non mi vengano a dire che fini acceterebbe ancora silvio candidato e magari al governo per altri anni; nel csx la situazione è eterogenea è vero ma credo che ora, anche dopo lo scandalo intercettazioni, il solo modo per non suicidarsi è aggrapparsi a Prodi perchè, indip da prodi, se lui dovesse cadere si aprirebbe una guerra tutti contro tutti nel csx e significherebbe la fine politica di tanti a cominciare dalla sx radicale, i DS e la margherita che - allo stato delle cose - in una lotta tra "fratelli" sarebbe la più penalizzata perchè gli altri bene o male sono radicati hanno strutture solide, ma i DL??Ormai non guadagnano più voti da un mucchio di tempo!! Non credo che ora ci sia interesse da parte del csx a far fuori il solo che evita imboscate reciproche.

    Condivido.
    Aggiungo, ancora una volta che il governo e la maggioranza possono solo decidere. Portare a termine quanto è in discussione in Parlamento, in discussione nel Consiglio dei Ministri, in programma da parte dei ministeri (economici in particolare).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da FuoriTempo Visualizza Messaggio
    come fate a dire queste cose non lo capisco proprio. berlusconi è il leader del primo partito d'italia e gli italiani lo vogliono ancora presidente del consiglio.
    Questo lo dici tu...
    il 2 dicembre ha portato in piazza tantissime persone e alle ultime amministrative il suo apporto è stato determinante.
    Sei sicuro? A Piacenza, ad esempio, è venuto ben due volte a fare il solito "bagno di folla", poi ha vinto a man bassa il candidato del csx...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da beppe2 Visualizza Messaggio
    Questo lo dici tu...


    Sei sicuro? A Piacenza, ad esempio, è venuto ben due volte a fare il solito "bagno di folla", poi ha vinto a man bassa il candidato del csx...
    Addirittura Reggi a Piacenza ha preso una percentuale superiore a quella del 2002.
    Ma questo credo dipenda dalla popolarità del sindaco uscente, più che dalla tenuta della coalizione.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da FuoriTempo Visualizza Messaggio
    come fate a dire queste cose non lo capisco proprio. berlusconi è il leader del primo partito d'italia e gli italiani lo vogliono ancora presidente del consiglio.
    il 2 dicembre ha portato in piazza tantissime persone e alle ultime amministrative il suo apporto è stato determinante.
    nonostante la sinistra sia attaccata al potere il paese rimane in stallo e questa situazione non può andare avanti.
    anche alla sinistra conviene far cadere questo governo per salvare il salvabile e non scomparire del tutto. specialmente i partiti più piccoli rischiano molto.
    più il governo dura più la sinistra perde voti.
    allo stesso tempo la maggioranza è spaccata al suo interno e molti non vedono l'ora di pugnalare il governo. dini in primis che non è diventato ministro, come pure personaggi che non ubbidisco a logiche di partito ma a gruppi di potere che fanno il bello e il cattivo tempo pensando solo ai propri interessi.
    A mio avviso ti pagano per dire certe cazzate.

    Oppure non capisci proprio un tubo.

    Io mi chiedo come sia possibile pensare che alla sinistra conviene cadere subito e andare subito a votare (lì sì che rischierebbe la disfatta) senza aver fatto praticamente nulla dei punti chiave del programma (abolizione dello scalone introducendo gli scalini, riforma della legge 30, conflitto d'interessi, innalzamento delle pensioni e dei salari, diminuzione della pressione fiscale).

    Che poi qualunque governo in Europa stanga all'inizio e dà nella seconda parte della legislatura.

    La verità è che se fanno quanto detto con Veltroni nel 2011 rivincono ancora.

    Altro che nonno Silvio e la sua banda di servi.
    L'avatar raffigura Andrea Costa, il primo italiano che ebbe l'onore di portare l'Idea Socialista in Parlamento.

 

 
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