VENERDI' 15 GIUGNO 2007:
MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL COMITATO L'ORA DELLA VERITA':
TUTTI CONVOCATI!


VENERDI' 15 GIUGNO 2007:
MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL COMITATO L'ORA DELLA VERITA':
TUTTI CONVOCATI!


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> VENERDI 15 GIUGNO SERVE UNA MOBILITAZIONE GENERALE.
> E’ NECESSARIO IL SACRIFICIO DI CIASCUNO, UN GESTO SIMBOLICO, UN CONTRIBUTO CONCRETO PER UNA BATTAGLIA DI GIUSTIZIA CHE DEVE PROSEGUIRE CON DETERMINAZIONE ANCORA MAGGIORE RISPETTO AL PASSATO.
> SARA’ UN’ OCCASIONE FONDAMENTALE PER INVOCARE PUBBLICAMENTE LA VERITA’ SULLA STRAGE DI BOLOGNA, OLTRE LE RICOSTRUZIONI DI COMODO AD USO E CONSUMO DI PARTITO.
> SARA’ UN’ INIZIATIVA UTILEPER DIMOSTRARE CHE LA SOGLIA DELL’ATTENZIONE RIMANE ALTA, NONOSTANTE LA DEFINIZIONE DELLA VICENDA GIUDIZIARIA ED IL VERGOGNOSO SILENZIO MEDIATICO CHE L’HA ACCOMPAGNATA.
> SARA’ UN MODO, IL PIU’ COMPOSTO E CIVILE, PER MANIFESTARE SOLIDARIETA’ E VICINANZA AD UNA PERSONA INNOCENTE, INGIUSTAMENTE CONDANNATA ALLA MORTE CIVILE.
> LE ASSENZE, IN QUESTI CASI, NON SONO MAI GIUSTIFICATE. NON PUOI MANCARE
STRAGE BOLOGNA: 'ORA VERITA', ITALIA HA RINUNCIATO A FARE CONTI CON PASSATO.
''in carcere rimane solo ciavardini nonostante maggioranza
osservatori processo lo ritenga innocente''
Roma, 11 mag. (Adnkronos) - "L'Italia, da oggi, è un paese che
ha rinunciato definitivamente a fare i conti con il proprio passato. E
credo ci sia poco da sorridere per tutti. Rimangono tante polemiche
inutili, alimentate da coloro che scelgono innocenti e colpevoli in
base alle opinioni politiche. E rimane in carcere il solo Ciavardini,
nonostante la stragrande maggioranza degli osservatori del processo
per la strage di Bologna lo abbia riconosciuto innocente. Il suo
destino manifestamente ingiusto, però, rimane un tarlo piuttosto
fastidioso per tante coscienze. Fastidioso ed ormai difficile da
estirpare''. Cosi' l'avvocato Valerio Cutonilli,
portavoce del comitato ''L'Ora della
Verita''', che si batte per dimostrare l'innocenza di
Luigi Ciavardini, Valerio Fioravanti e Francesca Mambro rispetto alla
Strage di Bologna, commenta le motivazioni della sentenza della
Cassazione che ha invece condannato in via definitiva Ciavardini a 30
anni di reclusione per l'eccidio del 2 agosto 1980.''Le
motivazioni della sentenza, pur meritando rispetto, mi lasciano
letteralmente basito - spiega Cutonilli - Il contributo causale
offerto da Ciavardini alla verificazione dell'impresa criminale
consisterebbe, alla resa dei conti, nella restituzione di un documento
d'identità falso, intestato a tale Flavio Caggiula, a Fioravanti.
Questo documento, a ben vedere, sembra giocare curiosamente un ruolo
decisivo in danno di tutti i condannati per la strage di Bologna.
Infatti, quello recante il nome di Caggiula dovrebbe essere anche il
documento utilizzato da Fioravanti per recarsi nel capoluogo emiliano
a compiere l'attentato. Fioravanti travestito da tirolese, tanto
per non dare nell'occhio, ma tutelato da un documento
d'identità falso di un cittadino italiano dalle marcate origini
meridionali...''.''Lo stesso documento, parimenti -
aggiunge il legale -, dovrebbe essere quello esibito dalla Mambro
presso l'hotel Cicerone di Roma il 5 agosto 1980, a dimostrazione
della veridicità delle deposizioni del supertestimone, il malato
immaginario Massimo Sparti. Esibizione piuttosto curiosa e
materialmente impossibile, considerata l'intestazione del medesimo
ad una persona di sesso maschile...". (segue)
resta un eccidio senza mandanti e senza moventi come ustica e italicus
(Adnkronos) - ''Esaurita l'ultima vicenda giudiziaria
relativa agli anni di piombo, ritengo sia giunto, comunque, il momento
di trarre dei bilanci - prosegue Cutonilli - Bilanci che la coscienza
ci impone di giudicare profondamente negativi. La Verità sul periodo
più buio della storia repubblicana del paese rimane lontana. Quello di
Bologna resta un attentato senza mandanti e senza moventi, un eccidio
di dimensioni abominevoli che secondo la ricostruzione giudiziaria
sarebbe stato compiuto addirittura da un diciassettenne''.
''La strage di Ustica - aggiunge - rimane avvolta in un
mistero ancora più fitto, rimanendo controverse persino le cause
stesse dell'inabissamento del Dc9. Nessuna condanna, infine, per
la strage dell'Italicus. Una vicenda giudiziaria durata un terzo
di secolo senza approdare a nulla. Nel 2004 però la figlia
dell'onorevole Moro ha raccontato, per la prima volta a
trent'anni dalla strage, che il padre sarebbe sceso
dall'Italicus solo pochi minuti prima della partenza. Un dato
inquietante che è stato completamente ignorato nelle inchieste, per
ragioni che nessuno riesce a comprendere. Nulla dunque si è riuscito a
sapere, in profondità, sugli anni bui delle stragi, mi chiedo quindi
chi possa ritenersi intimamente soddisfatto. A prescindere dalle
dichiarazioni di facciata''.
www.loradellaverita.org


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