Nella giornata di ieri il governo italiano ha diffuso, con grande enfasi e toni trionfalistici, la notizia che l’isola della Maddalena è stata scelta per ospitare l’edizione del 2009 del vertice del G8. Al diffondersi della notizia si è assistito al poco degno teatrino messo in mostra da tutta la classe politica sarda che ha reagito gioiosa già pregustando la possibilità di spartizione dei finanziamenti per la cosiddetta “messa a norma” dell’isola.

LA SCELTA DELLA SARDEGNA COME SEDE DEL PROSSIMO G8 RAPPRESENTA L’ENNESIMA UMILIAZIONE COLONIALE INFLITTA DALLO STATO ITALIANO AL POPOLO SARDO!!!


Ancora una volta risulta del tutto evidente come la Sardinnya rappresenti per lo stato italiano una colonia interna e come tale luogo adatto per “ospitare” i “rifiuti” che è meglio non tenere in casa. Dopo aver trasformato l’isola in una immensa base militare a cielo aperto e in una puzzolente pattumiera petrolchimica e con il progetto, tutt’ora in fase di definizione, per ristrutturare la dipendenza economica dell’isola trasformandola in grande immondezzaio (Termovalorizzatore di Ottana) e isola-carcere, arriva la notizia della scelta della Maddalena come sede del G8.

Noi non siamo affatto fieri di ospitare nella nostra terra i principali responsabili della situazione di povertà e di guerra perenne che opprime la stragrande maggioranza degli abitanti di questo pianeta; i responsabili delle stragi quotidianamente compiute su popolazioni inermi, in Irak, in Afghanistan, in Palestina, etc.; i responsabili della negazione del leggittimo diritto all’autodeterminazione per svariati Popoli.

Noi, a differenza della classe politica compradora, non gioiamo affatto per questa notizia perché abbiamo la piena consapevolezza di cosa significhi: la Sardinnya verrà trasformata in un unico e monolitico BUNKER in cui tutte le esigenze fondamentali (libertà di movimento, di riunione, di espressione delle proprie opinioni, etc.) saranno sacrificate in nome della sicurezza dei “grandi”.

Noi non accoglieremo né con gioia né con fierezza questi signori e ciò che rappresentano, ma dichiariamo che fin da ora inizieremo a lavorare per costruire le condizioni per impedire che possano svolgere i loro “sporchi affari” e che riteniamo questa occasione legittima per convogliare in Sardinnya i rappresentanti delle organizzazioni che si battono in Europa e nel bacino del mediterraneo per la Liberazione nazionale e l’autodeterminazione dei Popoli oppressi.

Cagliari, 15 giugno 2007